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[FIRENZE] Lotta al Green Pass per un Sistema Sanitario Nazionale pubblico

Sezione di Firenze - Rifredi by Sezione di Firenze - Rifredi
Giugno 4, 2024
in Sezione di Firenze - Rifredi, Sezione di Rifredi
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Solidarietà a Tommaso, Alessio, Sara, Stefano e Renato

Firenze, 3 giugno 2024

Il 15 febbraio 2022 si è svolta sotto l’Agenzia delle Entrate di Firenze una manifestazione contro l’applicazione del Super Green Pass che avrebbe colpito con multe fino a 100€ i lavoratori oltre i cinquanta anni non vaccinati. Tommaso Bolognesi, segretario della sezione di Rifredi del P.CARC, ed altri quattro militanti sono stati denunciati per aver promosso e partecipato alla manifestazione e per questo costretti a pagare 1200€ tramite un decreto penale di condanna emesso dal tribunale di Firenze.

Per ulteriori dettagli rimandiamo al seguente comunicato: https://www.carc.it/2024/01/18/firenze-green-pass-sospensioni-daspo-e-denunce-2021-2022-anni-di-resistenza-repressione-e-lotta/

La prossima udienza (probabilmente si arriverà a sentenza) sarà il 10 giugno alle ore 12.30 al Tribunale di Firenze e invitiamo tutti a partecipare in aula per sostenere gli imputati!

Lo sfacelo in cui versa il SSN (Sistema Sanitario Nazionale) è sempre più evidente a tutti, è deflagrato con il Covid ed è chiaro che è stato il principale problema del contagio e delle morti durante la pandemia. La carenza di personale e di strutture, la gestione degli appalti interni agli ospedali e la desertificazione della medicina territoriale (a Firenze sono stati chiusi più distretti), il numero chiuso a Medicina sono alcune delle principali problematiche. Sappiamo con certezza, e la pandemia l’ha confermato, che lo Stato Italiano sta smantellando questa conquista strappata con la lotta delle masse popolari nel secolo scorso per procedere nella privatizzazione della sanità, dalla quale sicuramente estrae più profitto.

Ma la salute dei lavoratori, degli studenti e dei pensionati, della nostra classe non è in vendita!

Durante la pandemia lo Stato ha abbandonato le masse popolari al loro destino speculando sopra la loro vita. Per questo nelle principali piazze del nostro paese le masse popolari si sono organizzate e mobilitate contro il governo nazionale, prima di Conte e poi di Draghi, per impedire le loro sporche manovre e mettere al centro gli interessi popolari e come Partito dei CARC fin dal primo giorno abbiamo applicato questa linea: non chiudersi in casa per non subire le misure restrittive, no al Green Pass!

Per questo rivendichiamo pienamente la legittimità e la giustezza di quelle mobilitazioni che hanno contestato e smascherato una misura (il Green Pass) spacciata come sanitaria, ma che in verità era tutta politica. Il Green Pass è servito solo a ricattare i lavoratori, a rafforzare il controllo e l’arbitrio dei padroni nel tentativo di nascondere la gestione criminale della pandemia da parte di autorità e istituzioni nazionali e internazionali, da parte di Speranza, Draghi e Confindustria. In secondo luogo, è stato usato nel tentativo di mettere una parte della popolazione contro un’altra parte e far passare sotto silenzio le misure del governo Draghi (riforma delle pensioni, salvataggio delle banche, aumento delle bollette e del carburante, carovita, sfratti, svendita e distruzione del tessuto produttivo).

La legittimità di quelle manifestazioni sta inoltre nel fatto che hanno praticamente ed effettivamente ristabilito l’esercizio di diritti costituzionali, primo su tutti il diritto a manifestare il proprio dissenso. Un esercizio forzatamente sospeso da decreti emergenziali giudicati essi stessi anticostituzionali da fior fior di giuristi, avvocati e costituzionalisti!

Ebbene, quelle mobilitazioni non hanno fatto altro che “ripristinare” l’esercizio di quei diritti e lo hanno fatto praticandoli: facendo valere il principio per cui “è legittimo tutto ciò che va negli interessi delle masse popolari anche se è illegale”.

Oggi centinaia di lavoratori vengono raggiunti da multe e denunce: tribunali, prefetture e questure continuano ad accanirsi in modo odioso, comminando sanzioni esose (come quella imposta agli imputati fiorentini), nonostante il conclamato peggioramento delle condizioni economiche e materiali delle masse popolari dovuto all’aggravamento della crisi economica proprio a causa della gestione della pandemia (a cui si è poi unita la guerra in Ucraina e in Palestina, ennesima fonte di sperpero di denaro pubblico a scapito dei ceti popolari e a vantaggio dei guerrafondai della NATO,  dell’UE e dei sionisti).

Tutto questo è solo l’ennesima conferma – se ce ne fosse ancora bisogno – che non esiste giustizia al di sopra delle parti, o meglio al di sopra delle classi. Del resto, l’esercizio della giustizia è prerogativa, in questa società, della classe dominante (la borghesia imperialista) e lo fa solo in funzione della salvaguardia dei suoi interessi di classe: la tutela della proprietà privata, del potere economico dei ricchi, dell’esercizio dello sfruttamento e dell’oppressione. Questo ha mostrato perfettamente la pandemia: “se ti ammali puoi anche crepare, la nostra priorità è salvaguardare i profitti e se ti ribelli c’è solo repressione”. Ma non c’è repressione che tenga di fronte all’esigenza di far fronte alla crisi con soluzioni costruttive e positive per i lavoratori e il resto delle masse popolari, come hanno ben dimostrato – proprio durante il pieno della pandemia – i tanti esempi di organizzazione popolare. Dalle brigate di solidarietà attiva (una abbiamo contribuito a costruirla alla casa del popolo il Campino ed è ancora attiva), al movimento no Green Pass, agli operai come quelli organizzati nella “Rete Lavoro No Green Pass” della Vitesco e della Magna fino ai tanti compagni e sindacalisti come Luciano Pasetti  della CUB di Milano denunciato per resistenza a pubblico ufficiale mentre tornava dalla manifestazione del No Draghi Day del 4 dicembre 2022.

Questo processo si celebra proprio il giorno successivo alle elezioni dell’ 8 e 9 giugno. Siamo infatti nel pieno della campagna elettorale per le comunali di Firenze e per le europee e nessun partito delle Larghe Intese (dal PD a Fd’I passando per Lega e Forza Italia) ha il coraggio di parlare di sanità, anche perchè ne sono i destrutturatori dichiarati nelle regioni e a livello nazionale in favore del riarmo e delle spese di guerra. Nonostante la morte di migliaia di persone durante la pandemia e le migliaia di proteste degli stessi lavoratori del settore, la classe dominante e i suoi rappresentanti politici preferiscono fare orecchi da mercante al posto di affrontare seriamente il problema. Il PD che dirige la regione Toscana e la città di Firenze, qui è il principale responsabile dello smantellamento del SSN negli ultimi decenni e per questo è il principale nemico dei lavoratori fiorentini: per questo deve essere cacciato!

Oggi, la mobilitazione popolare serpeggia in ogni angolo della società capitalista. Lo dimostrano gli operai GKN che da giorni sono in presidio sotto la Regione Toscana, gli studenti con le accampate sotto i rettorati per chiedere l’interruzione dei rapporti tra le università italiane e quelle israeliane, i sanitari che chiedono le dimissioni del console onorario d’Israele Marco Carrai dalla carica di presidente della Fondazione Meyer, ma anche gli abitanti del quartiere di Rifredi per la costruzione di un giardino dove il 16 febbraio sono morti 5 operai.

Per questo il 10 giugno è un’altra tappa della lotta al potere della borghesia nel nostro paese, per questo è un’altra tappa del cammino per liberarci dal giogo degli imperialisti!

Per questo invitiamo i compagni e le compagne, i lavoratori e i membri di associazioni, organismi operai e popolari, dei sindacati di base e di regime che hanno lottato contro il Green Pass, a venire al tribunale di Firenze lunedì 10 giugno alle 12,30 a sostenere il compagno Tommaso e gli altri imputati: la solidarietà di classe è una delle armi più potenti a nostra disposizione, facciamola valere!

Viva la lotta delle masse popolari!

La sezione di Rifredi del Partito dei CARC

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