lunedì, Luglio 20, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

A dieci anni dalla Strage di Odessa

Teresa Noce by Teresa Noce
Aprile 29, 2024
in Resistenza n. 5/2024
A A
0
0
SHARES
21
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Il 2 maggio 2014, centinaia di lavoratori delle organizzazioni antifasciste ucraine erano radunati nei pressi della Casa dei Sindacati di Odessa, città dell’Ucraina. Difendevano il territorio dalle operazioni delle forze neonaziste, fomentate e finanziate dagli imperialisti Usa che a febbraio dello stesso anno avevano preso la direzione del governo del paese. Le misure reazionarie promosse dal governo golpista di Porošenko andavano dalla messa al bando dei partiti comunisti all’abolizione della lingua russa nel territorio nazionale; aprivano la strada alla svendita a multinazionali e fondi d’investimento Usa delle aziende nazionali del petrolio, dell’acciaio e dei terreni pubblici per la coltivazione del grano. Gli Usa preparavano il terreno per la guerra.

Approfittando di una partita di calcio, le milizie neonaziste ucraine, mescolate ad alcuni gruppi ultras, si erano organizzate per andare ad attaccare il presidio davanti alla Casa dei Sindacati. Bastoni, molotov e armi da fuoco, un’azione studiata nel dettaglio che costrinse i giovani e i lavoratori antifascisti a rinchiudersi nell’edificio. Appiccarono il fuoco tutto intorno e all’edificio stesso, bruciando vivi molti dei presenti all’interno; alcuni furono sgozzati o abbattuti con colpi d’arma da fuoco. Difficile stabilire quanti furono i morti. I dati ufficiali della polizia ucraina dissero 48, ma si stima che siano stati tra i 100 e i 150.

La censura e la disinformazione attorno a questa vicenda è un caso da manuale. All’epoca dei fatti, in Italia, sui media di regime, anche se con difficoltà, la notizia fu diffusa grosso modo per quello che era: una strage perpetrata da neonazisti filo occidentali a danno di manifestanti filo russi. Già allora, però, veniva negato il coinvolgimento del governo e della polizia ucraina, nonostante costoro presentassero pubblicamente la strage come una pagina luminosa del nazionalismo ucraino. Di fatto, i media difendevano la legittimità del governo golpista. Le indagini false e faziose delle organizzazioni internazionali filo Usa che seguirono negli anni a venire sostennero la versione del governo ucraino ed ebbero l’unico effetto di gettare ulteriore fumo sulla vicenda.

Quando nel 2022 la guerra promossa dalla Nato per interposta persona contro la Federazione Russa in Ucraina diventò guerra aperta, oltre alla disinformazione diffusa con la propaganda di guerra, si alzò ulteriormente la cortina di fumo del revisionismo storico. Dato che della questione ucraina e delle repubbliche indipendenti del Donbass se ne parlava a reti unificate, tutti i media occidentali colsero l’occasione per riformulare la narrazione del colpo di Stato del movimento Euromaidan e della strage di Odessa. Un esempio eclatante fu la falsificazione della storia sulla strage raccontata nella pagina di Wikipedia, a cui seguì il blocco della possibilità di modificare il testo, cosa che solitamente è possibile fare su questo sito. Non solo, gli stessi media, anche italiani, che nel 2014 ne avevano parlato più o meno correttamente, eliminarono i precedenti servizi e ne pubblicarono di nuovi in cui ribaltavano completamente i fatti. I pochi media che non si sono adeguati sono stati in gran parte censurati.

In un periodo in cui il cappio della censura, del revisionismo storico e della propaganda di guerra si stringe, raccontare la verità dei fatti è più che mai necessario. Ne sono dimostrazione l’arresto di giornalisti come Julian Assange, la censura dei media indipendenti, l’impedimento di iniziative di controinformazione (come la proiezione del film Il Testimone a Firenze e a Bologna), la repressione in occasione delle manifestazioni in solidarietà al popolo palestinese. Per questo motivo è più che mai decisivo, oggi, contrastare con ogni mezzo queste operazioni.

In definitiva, la strage di Odessa racconta una cosa ancora più importante e parla a tutti i comunisti e agli elementi avanzati della classe operaia e delle masse popolari. Racconta cosa succede quando prende il sopravvento la mobilitazione reazionaria delle masse. Per questo, lottare contro il revisionismo storico e la censura deve necessariamente essere parte di una lotta più generale. Affinché la morte di centinaia di giovani, proletari e antifascisti che hanno difeso fino alla fine il loro territorio, le loro sedi sindacali, le loro piazze non sia vana, dobbiamo raccogliere il loro coraggio e la loro determinazione e liberarci una volta per tutte da Nato, Ue e Vaticano e fare dell’Italia un nuovo paese socialista.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

9 maggio. La Giornata della Vittoria sul nazifascismo

Next Post

Un seminario di formazione alla lotta contro la repressione

Related Posts

Organizzarsi e insorgere contro la barbarie
In evidenza

Organizzarsi e insorgere contro la barbarie

by Teresa Noce
Maggio 7, 2024
0

...

Controllo Popolare a Napoli: intervista a un compagno dell’exOPG occupato
Primo piano

Per un governo di emergenza popolare. Per una nuova liberazione nazionale

by Teresa Noce
Aprile 29, 2024
0

...

Tre istantanee raccontano il 25 Aprile

Tre istantanee raccontano il 25 Aprile

Aprile 29, 2024

Guardare avanti

Aprile 29, 2024
Libertà per Alex Saab! Viva la rivoluzione bolivariana!

Irrompere nella campagna elettorale!

Maggio 2, 2024

Intervista a Stefania Ascari. Deputata del M5s

Aprile 29, 2024

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d