Venerdì 23 febbraio è stata una lunga giornata di lotta di mobilitazione a sostegno della resistenza palestinese e contro le politiche guerrafondaie e antipopolari promosse dal governo Meloni nemico delle masse popolari palestinesi e carnefice di quelle italiane.
Abbiamo partecipato al blocco tenuto di mattina alla Leonardo – prima azienda nazionale per produzione di armi – insieme alle compagne e ai compagni della Rete di solidarietà con la Palestina di Napoli, il Si Cobas e altre realtà. Questo tipo di azioni sono importanti perché contribuiscono a rendere ingovernabile al paese al governo Meloni.

Nel pomeriggio di venerdì invece siamo stati in piazza al fianco del Centro Culturale Handala Ali, della Rete Napoli per la Palestina e della Rete studentesca per la Palestina nel corteo che è partito da piazza Garibaldi alle ore 14:30. Lo abbiamo fatto insieme a organizzazioni popolari come la Consulta Popolare Sanità e salute che ha chiamato a scendere in piazza anche i presidenti delle Municipalità della città, GalleRiArt che ha portato in piazza la vertenza per la difesa degli spazi liberati e della Galleria Principe di Napoli a rischio di privatizzazione e una delegazione del Sindacato Lavoratori in Lotta. Tutte esperienze che, insieme a tutte quelle presenti in piazza, spingono al coordinamento, alla costruzione di un fonte ampio e unitario per la cacciata del governo Meloni e l’interruzione immediata delle politiche guerrafondaie e nemiche delle masse popolari italiane e di tutto il mondo.
Per tale motivo abbiamo deciso di sostenere, nei limiti delle forze disponibili, anche l’altra manifestazione cittadina sulla sanità indetta da Medicina Democratica, Usb e Comitato San Gennaro.

Compagne e compagni, il miglior modo per solidarizzare con il popolo palestinese è rendere il nostro paese ingovernabile al governo Meloni e a tutti i complici dei sionisti e mobilitarsi per costituire il Governo di Blocco Popolare.
Per questo motivo è importante che la mobilitazione dei lavoratori si combini con quella contro il vortice di guerra in cui il governo Meloni e tutti i partiti della Larghe Intese stanno trascinando il paese al carro della Nato, con quella contro le basi militari e le armi nucleari, con quella dei comitati per la sanità pubblica, con quella in solidarietà con il popolo palestinese. Le mobilitazioni e lo sciopero indetto per il prossimo 8 marzo sono il prosieguo e lo sviluppo di quelle degli ultimi giorni!
Convogliamo TUTTE le mobilitazioni e le proteste nell’obiettivo comune di cacciare il governo Meloni e sostituirlo con il Governo di Blocco Popolare!



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