[Massa]Contro la chiusura dello Spazio Popolare e contro la recrudescenza neo-fascista: mobilitarsi e organizzarsi in ogni fabbrica, scuola e quartiere!

Lunedì 8 gennaio, in un clima surreale, il Consiglio Comunale di Massa ha approvato una mozione con la quale impegna il Sindaco Persiani e la Giunta ad attivarsi per lo sgombero dello Spazio Popolare di Via San Giuseppe Vecchio. La mozione di sgombero, inserita inizialmente nell’ordine del giorno e presentata da Fratelli d’Italia, è stata sostituita da un’identica mozione presentata durante la discussione dal Sindaco e poi approvata dalla maggioranza e da FdI stessa.

Lo spettacolo andato in onda lunedì nella sala X Aprile è stato rivoltante: la maggioranza di Persiani e Fratelli d’Italia hanno occupato quasi un’ intera seduta del consiglio per misurare la loro forza e accaparrarsi la paternità della mozione di sgombero dello Spazio Popolare, un luogo di aggregazione politica e sociale dedicato al partigiano massese Aldo Salvetti.

Il teatrino messo in piedi dalla maggioranza e da FdI sullo Spazio Popolare ha impedito, tra l’altro, la discussione di importanti mozioni che erano all’ordine del giorno come quella presentata dal Polo Progressista su Sanac e finalizzata a bloccare la destinazione d’uso industriale dell’area. Non sarà che l’impegno preso da Persiani con gli operai Sanac di andare in quella direzione sia in realtà fuffa? Non sarà che Persiani ha preso questo impegno perché gli operai giustamente sono andati in Consiglio a chiedere il conto ma in realtà intenda andare in tutt’altra direzione? A giudicare da quello che è successo con la recente variante Sogegross è più che un sospetto.

Che la priorità dell’amministrazione Persiani e “dell’opposizione” di Fratelli d’Italia sia quella di sgomberare lo Spazio Popolare è un fatto politico che qualifica questi raggruppamenti per quello che sono. Infatti mentre la città affonda con le mille problematiche che affliggono le masse popolari (sanità al tracollo con liste di attesa infinite, medicina territoriale inesistente, dismissioni industriali in corso, povertà sempre più diffusa, carovita ecc) questi signori non hanno nulla di meglio da fare che dedicare energie allo sgombero dello Spazio Popolare.

La mozione di sgombero dello Spazio Popolare è fondamentalmente il risultato di diversi aspetti:

1. la necessità di FdI, dopo la batosta elettorale di maggio, di aprire contraddizioni all’interno del “multiforme accrocchio” elettorale-amministrativo messo in piedi da Persiani.

2. la necessità della maggioranza da una parte e di FdI dall’altra di creare diversione e non affrontare la discussione rispetto ai veri temi che non vogliono ne possono affrontare sia a livello locale che a livello nazionale. La finanziaria lacrime e sangue varata dal Governo Meloni, gli ulteriori tagli al SSN, l’aggravamento della crisi su ILVA, il nulla di fatto sul tavolo SANAC in scadenza il 10 gennaio al MISE sono solo alcuni degli aspetti che qualificano l’operato del Governo a trazione Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

3. la necessità da parte di questi signori di attaccare uno Spazio che oltre ad un’attività sociale sul territorio (proprio in questi giorni è ricominciata l’attività della Palestra Popolare) è punto di riferimento e di organizzazione per le mobilitazioni che da diversi mesi stanno animando la vita politica della città. Pensiamo alle mobilitazioni in difesa della sanità pubblica, per l’assunzione di nuovo personale sanitario e per il potenziamento del servizio pubblico, per la riapertura del vecchio Ospedale per la medicina territoriale e contro il folle progetto/speculativo della Casa della Salute sui binari che il nostro Partito sta sostenendo.

Per quanto ci riguarda, come Partito dei CARC, in assenza di soluzioni che garantiscano una continuità del lavoro, la mozione di sgombero dello Spazio Popolare non può essere che bocciata.

Continueremo insieme agli altri organismi e singoli che animano lo Spazio Popolare a portare avanti la nostra attività politica contro gli effetti della crisi e nella vigilanza antifascista come avvenuto in seguito all’apparizione di alcune svastiche sui muri dell’ex mercato della frutta e per dire NO alla richiesta di Fratelli d’Italia di intitolare una via della nostra città al fucilatore Almirante.

Partito dei CARC,

Sezione Massa

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