[BOLOGNA] Lo sciopero dei metalmeccanici ai cancelli della Bredamenarinibus

Il settore metalmeccanico è coinvolto nel 70% dei tavoli di crisi aperti al MIMIT (ex Ministero dello Sviluppo Economico): le vertenze GKN, Whirlpool, Wartsila e Stellantis sono la punta di un iceberg di un ben più grande processo di smantellamento che coinvolge tutto l’apparato produttivo del nostro paese. Un processo che sta accelerando anche nel nostro territorio, che prende la forma di lavoro interinale, caporalato legalizzato ed esternalizzazioni e che è arrivato da tempo a colpire la Bredamenarinibus.

La Bredamenarinibus, l’ultima azienda di bus rimasta in Italia, è in grado di produrre quegli autobus ecologici che sarebbero più fondamentali che mai per affrontare il tema della transizione ecologica di cui spesso governanti e padroni si riempiono la bocca; un’azienda che ha ordinativi e capacità produttive enormi e che, però, viene abbandonata agli appetiti della speculazione finanziaria da una politica pronta a mettere gli interessi dei fondi e dei loro azionisti al di sopra di tutto, anche a costo di lasciare centinaia di operai senza un posto di lavoro e di privare il territorio di una sua eccellenza e di una risorsa in grado di contribuire a migliorarne il futuro (vale segnalare che il Comune acquista dalla Mercedes i bus che gli servono).

Per farla finita con la morte lenta delle aziende, con il ricatto della precarietà e lo smantellamento dei diritti, per farla finita con la privatizzazione di scuola e sanità, con le grandi opere speculative e devastanti, con la persecuzione degli immigrati, con la repressione e con la partecipazione del nostro paese alla guerra della NATO, serve lo sciopero generale, serve una mobilitazione decisa e prolungata, serve “fare come in Francia”: unità d’azione tra organizzazioni sindacali, mobilitazioni, assemblee, comitati di lotta, scioperi, blocchi e picchetti!

Per questo, stamattina, abbiamo invitiamo i lavoratori della Bredamenarinibus all’assemblea aperta che si svolgerà domenica 9 luglio presso i Giardini Anna Maria Manzolini alle ore 17:00, alla quale prenderanno parte abitanti del quartiere Arcoveggio e rappresentanti dei comitati che stanno sorgendo per opporsi al Passante di Mezzo.

D’altronde è la stessa politica che, mentre parla di transizione ecologica, prosegue nella cementificazione selvaggia – che ha causato i disastri dell’alluvione che ci ha colpito – e continua a investire nel trasporto privato su gomma anziché nel trasporto pubblico attraverso l’allargamento del Passante di Mezzo, che diventerà una strada a 18 corsie mangiandosi 300 ettari di territorio e contribuendo ad avvelenare ulteriormente l’aria che tutti e tutte noi respiriamo.

Invertire la rotta è urgente, indispensabile e possibile, a patto che lavoratori e cittadini si organizzino in ogni azienda, scuola e quartiere per imporre un diverso governo del territorio, che metta al centro i bisogni e il benessere di chi la mattina si alza per andare a lavorare invece del profitto di speculatori e parassiti. Come dimostra il Collettivo di Fabbrica della GKN, che il 22 ottobre scorso si è fatto promotore col movimento cittadino di una grande manifestazione a Bologna, la lotta per il lavoro e quella per la difesa del territorio sono fronti di una lotta sola, che si alimentano a vicenda e che necessitano del protagonismo e della direzione della classe operaia per avere una prospettiva.

A rimettere in piedi l’azienda possono essere solo le lavoratrici e i lavoratori organizzati sul territorio, dentro e fuori i cancelli!

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