Il 21 giugno 2023 si è tenuta la terza udienza del processo per imbrattamento (la famosa scritta “Fontana assassino”), a carico di due compagni del P.CARC, Pablo Bonuccelli e Claudia Marcolini: sono stati sentiti i testimoni dell’accusa, il poliziotto della Digos che ha fatto i rilievi e l’amministratore del condominio sul quale è comparsa la scritta.

L’udienza-lampo, durata 15 minuti, è indicativa della mancanza di prove sostanziali contro gli imputati. Al momento di sentire i testimoni dell’accusa, che avrebbero dovuto fare dichiarazioni “schiaccianti” rispetto ai reati contestati, il poliziotto ha banalmente confermato l’esistenza della scritta. L’amministratore di condominio ha evidenziato che non sono soliti “fare denunce per i graffiti, visto che Milano è piena” ma è rimasto sul vago rispetto ai motivi per cui in questo caso hanno proceduto con la querela. È chiaro che quello che imputano ai compagni, quindi, non è un atto di imbrattamento, ma è un atto politico.

Infatti, durante l’udienza il PM Enrico Pavone ha consegnato la versione audio della conferenza stampa e di un’intervista rilasciate dai compagni in cui rivendicano politicamente la scritta. Queste sono le prove che dovrebbero incatenare i compagni come “realizzatori di quella scritta”. A suo dire “non è come quando bisogna analizzare e riconoscere gli imputati negli scontri di piazza” sottintendendo, anche in mancanza di prove tangibili, che la responsabilità è degli imputati. L’udienza è stata rimandata al 24 ottobre 2023, alle ore 15.00.

Questo è un processo costruito sul nulla, un processo politico per perseguire chi si è attivato fin da subito durante la pandemia evidenziando le politiche criminali della giunta Fontana, per perseguire chi si è attivato per porre un argine allo smantellamento della sanità pubblica. Ecco il vero motivo per cui i compagni sono sotto processo!

Nel frattempo fuori dal tribunale si è tenuto un presidio solidale dal quale sono passate diverse persone che hanno espresso solidarietà e la volontà di unirsi alla campagna contro questo procedimento politico, in difesa della sanità pubblica per la cacciata di Fontana e della sua giunta!

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