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Ultima Generazione: “Non pagheremo le multe”

Teresa Noce by Teresa Noce
Maggio 1, 2023
in Resistenza n. 5/2023
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Lo scorso aprile la Procura di Padova ha emesso avvisi di garanzia per dodici attivisti del gruppo ambientalista Ultima Generazione, indagando cinque di loro per “associazione a delinquere”. Già prima di questo episodio, l’escalation repressiva per stroncare il movimento e la campagna “Non Paghiamo il Fossile” era ben evidente: da Simone Ficicchia di Milano, per il quale a gennaio era stata richiesta la sorveglianza speciale, alle perquisizioni nelle case degli attivisti fino ai fogli di via e alle innumerevoli multe, elargite come caramelle negli ultimi mesi. Lo scorso 11 aprile, inoltre, è stato approvato il Decreto Legge sui Beni Culturali che inasprisce notevolmente le sanzioni per il reato di “danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale” (multe fino a 60mila euro e reclusione fino a 7 anni…). Una misura fortemente voluta dal ministro Salvini per “punire i criminali” (!) di Ultima Generazione. Il tutto condito dalla retorica moralista della classe dominante, paladina dei beni culturali, dei palazzi, delle fontane che deve a tutti i costi proteggere dalla vernice lavabile spruzzata dagli attivisti, ma che non esita a svendere non appena ne ha l’occasione. Pensiamo alla scena patetica di Dario Nardella, sindaco di Firenze, che lo scorso 17 marzo ha “placcato” un attivista di Ultima Generazione (a cui poi è stata perquisita la casa) che stava spruzzando della vernice sulla facciata di Palazzo Vecchio. Per giorni Nardella ha cercato di rigirare la frittata, accusando Ultima Generazione di aver fatto sprecare 10mila litri di acqua e 30mila euro per ripulire il tutto (cifre esagerate anche all’occhio più profano). Si è dimenticato però di dire che lui, sì proprio lui, da anni porta avanti politiche di privatizzazione e svendita delle strutture del centro storico per farne hotel di lusso e bed & breakfast per turisti stranieri.

Disobbedienza civile e repressione

Gli attivisti di Ultima Generazione, insieme a quelli di Extinction Rebellion, da anni promuovono azioni di disobbedienza civile non violenta come blocchi stradali, imbrattamenti simbolici di edifici pubblici, azioni nei musei, ecc. per chiedere al governo di eliminare gli investimenti nei combustibili fossili e opere connesse (come ad esempio il rigassificatore di Piombino). Con le loro azioni, hanno il merito di portare all’attenzione dell’opinione pubblica il tema della catastrofe ambientale causata dalla classe dominante nel nostro paese e a livello mondiale. In cambio ricevono solidarietà anche da esponenti della società civile a fronte della repressione che li colpisce. Tra questi, ultimo in ordine di tempo, lo storico dell’arte Tomaso Montanari, attuale Rettore dell’Università per stranieri di Siena che il 14 aprile ha detto alla trasmissione tv Otto e Mezzo (La7) : “Il pericolo per il patrimonio culturale non è la vernice lavabile, ma il cambiamento climatico”. Ma, oltre a riportare l’attenzione sul tema ambientale, il merito di Ultima Generazione è anche quello di aver rotto con l’idea che le uniche azioni di protesta legittime sono quelle “legali”, cioè quelle che rientrano nel solco della legalità borghese. Gli attivisti compiono, come diremmo noi, azioni che sono sì illegali ma del tutto legittime, perché vanno negli interessi delle masse popolari. Ed è su questa base che affrontano il tema della repressione con un’ottica avanzata, senza nascondersi, ma anzi denunciando pubblicamente gli attacchi che subiscono e rilanciando. È il caso, per esempio, dell’attivista Chloe Bertini che, durante la trasmissione Piazzapulita su La7 (14 aprile), ha dichiarato pubblicamente che non pagherà le multe da migliaia di euro che le stanno arrivando e che “continuerà a fare quello che è necessario”. Propagandare su larga scala esempi e pratiche di questo tipo contribuisce ad alimentare le contraddizioni nella classe dominante e, allo stesso tempo, educa le masse popolari a rompere col legalitarismo. Se la borghesia inasprisce la repressione verso gli attivisti contro il fossile, non farà altro che alimentare il divario tra sé e le masse popolari e accrescere la solidarietà verso queste organizzazioni. È sempre più evidente la differenza fra “la giustizia” riservata a questi ragazzi che imbrattano muri con vernice lavabile, trattati letteralmente come mafiosi, e il trattamento verso chi specula sull’ambiente e devasta i territori, che spesso mafiosi lo sono davvero e a volte siedono in Parlamento e nelle istituzioni: delinquenti in guanti bianchi. I fatti ci dicono che i veri criminali sono le Larghe Intese e la classe dominante che trascinano il paese in un vortice di miseria, morte e distruzione ambientale! Solidarietà incondizionata agli attivisti di Ultima Generazione!

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