Sul numero scorso di Resistenza abbiamo pubblicato l’intervista a un operaio della Saxa Gres che ha denunciato il “metodo Borgomeo”.

Nel corso degli anni, Francesco Borgomeo ha acquistato varie aziende in crisi, beneficiando di finanziamenti pubblici per farle ripartire, ma nessun piano industriale è stato mai tradotto in pratica.

Succede alla Saxa Gres, dove a breve scadrà anche la Cassa integrazione erogata per “coprire” le manovre di Borgomeo, e succede alla ex Gkn di Firenze.

Quello che gli operai della Saxa Gres avevano fatto “in piccolo” per Resistenza, lo hanno replicato in grande per Ala News, un’agenzia di stampa nazionale, il 17 aprile scorso: hanno infatti rilasciato un’altra intervista anonima, tornando a denunciare il “metodo Borgomeo”.

Ala News è un’agenzia stampa nazionale e l’intervista ha avuto ampia diffusione e risalto. Ripresa anche da Ansa, il contenuto è stato pubblicato su molti giornali nazionali e locali: da cinque anni alla Saxa Gres il lavoro è fermo, nonostante decine di milioni di finanziamenti pubblici, e i sindacati confederali e le istituzioni sono complici di questa operazione speculativa.

La Direzione del Gruppo Saxa non l’ha presa bene. Con una lettera aperta indirizzata ai dipendenti nega di aver ricevuto soldi pubblici e accusa gli operai intervistati di gettare fango sulla “onorabilità del dott. Borgomeo”. La Direzione denuncia che interviste di questo tipo, per giunta anonime, causano danni all’immagine dell’azienda e quindi al mercato, rendendo vano ogni sforzo per far ripartire la produzione (!). Gli avvocati dell’azienda hanno inoltre diffidato le testate giornalistiche dal pubblicare la lettera in questione e hanno fatto pressioni affinché chi lo aveva già fatto la ritirasse. Ansa e altri quotidiani si sono piegati, altri no. La lettera, dunque, continua a circolare.

Alcune considerazioni.

La vicenda – al netto dei possibili sviluppi – dimostra bene che l’iniziativa operaia crea scompiglio nel campo nemico. Un’intervista anonima non è un’iniziativa di particolare difficoltà, ma cambia le cose.

Quando Borgomeo rilascia dichiarazioni sulla situazione della ex Gkn conclude sempre con minacce di sgombero e di denuncia per “gli operai che occupano la fabbrica”, mentre la risposta dell’azienda all’intervista degli operai della Saxa Gres si conclude con un appello a mantenere l’ordine e la calma.

È chiara la differenza?

Oltre che per il contenuto dell’intervista, Borgomeo è preoccupato dal fatto che qualcuno abbia pensato di rilasciarla, abbia ragionato su cosa dire e come dirlo (anonimamente), e come diffonderla… cioè che qualcuno ci abbia messo la testa. Quindi la preoccupazione di Borgomeo è legata al fatto che gli operai della Saxa Gres stanno mettendo testa sul come condurre la battaglia, si stanno organizzando.

Quando gli operai si organizzano finisce di colpo il tempo in cui i padroni hanno libertà di manovra e se ne sbattono delle conseguenze delle loro azioni.

C’è anche un proverbio che dice: “quando il gatto non c’è i topi ballano”. Ecco, Borgomeo ha il sospetto che alla Saxa Gres sia finito il tempo in cui poteva ballare… sulle spalle dei lavoratori e con tanto di soldi pubblici.

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