[Toscana] A proposito dell’importante manifestazione dell’11 marzo a Piombino

Sabato 11 marzo a Piombino si è svolta un’importante manifestazione nazionale sul tema Per la giustizia climatica liberiamoci dal fossile e dalle opere inutili no rigassificatori, no trivelle, no gasdotti, organizzata dalla Rete Norigass NoGnl e da una serie di organismi che aderiscono alla campagna Liberiamoci dal fossile.

Una questione molto più ampia del NO al rigassificatore nel porto di Piombino per motivi di sicurezza e rischi ambientali che da diversi mesi preoccupa la cittadinanza e rispetto alla quale è in corso una mobilitazione che coinvolge comitati, associazioni varie, cittadini e sindaco in prima fila.

Proprio nei giorni precedenti la manifestazione il TAR ha rinviato al 5 luglio l’udienza di merito inerente il ricorso presentato dal Comune (appoggiato da USB, WWF e Green peace) contro l’arrivo della nave rigassificatrice Golar Tundra.

Il risultato di questo rinvio è che le attività per la messa in esercizio della nave proseguono a spron battuto, mentre tra buona parte della cittadinanza è aumentata la sfiducia nel poter fermare il progetto e la considerazione che forse è meglio puntare sulle compensazioni promesse. Non a caso alla manifestazione nazionale hanno partecipato pochi piombinesi, infastiditi anche dall’ingente presenza di forze dell’ordine e da messaggi poco rassicuranti sul possibile andamento della manifestazione stessa.

Nonostante il numero dei partecipanti non sia stato particolarmente significativo il tratto positivo e importante che va messo in luce è stata l’adesione e la presenza di comitati provenienti non solo da tutta la Toscana, ma da tutta Italia (Puglia, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Sardegna, Lazio, Campania, Sicilia …): comitati che lottano contro la devastazione ambientale e per una politica energetica che metta al centro le risorse del nostro paese piuttosto che fare affidamento su fonti fossili che sono anche causa di guerre e di progetti che hanno ricadute nefaste sulla tenuta ambientale e in generale sulle condizioni di vita delle masse popolari.

La rete nazionale ha già elaborato in dettaglio un piano di transizione ecologica per la produzione del fabbisogno energetico per la popolazione italiana, ma per i governi delle Larghe Intese è “carta straccia”: per attuarlo è necessario un governo che sia espressione di questa rete e si faccia forza sulla sua spinta e mobilitazione tenendo presente che dovrà fare i conti con la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, UE e sionisti.

Molti dei comitati presenti hanno esperienze di lotta decennali, di battaglie che a volte hanno vinto e altre perso, che si sono impegnati nello studio raggiungendo una notevole competenza nelle materie trattate coinvolgendo tecnici o professionisti, che si sono coordinati tra loro diventando punti di riferimento per i territori interessati.

La loro esperienza insegna ai comitati di Piombino che seppur la nave arriverà, la loro lotta non dovrà terminare, proprio perché si tratta di un impianto nocivo per la salute delle persone e dell’ambiente e dovranno quindi attivare un controllo popolare per il rispetto delle misure di sicurezza da osservare.

Un altro insegnamento emerso dagli interventi dei comitati marchigiani è che è necessario mettere in campo tutto ciò che è legittimo per le masse popolari anche se illegale: i comitati marchigiani hanno riportato la loro lotta (nel 2010) contro la presenza di rigassificatori a Falconara e Porto Recanati (territori già devastati da trivellazioni e raffinerie con un tasso di mortalità ben più alto della media italiana). In quel caso erano arrivati all’occupazione di Confindustria ad Ancona, del Palazzo Regionale e altre azioni simili, fino a vincere!

Anche per i comitati piombinesi è arrivato il momento di “alzare il tiro” e provare a mettere in campo iniziative di rottura, altrimenti la loro credibilità agli occhi della cittadinanza si affievolirà ancor di più.

Di particolare importanza poi, la presenza di collettivi operai come Camping Cig, il Collettivo di fabbrica della GKN, il sindacato USB che coi loro interventi hanno mostrato come sia possibile e necessario tenere legata la lotta per un lavoro utile e dignitoso con la lotta contro la devastazione ambientale, battaglie che spesso vengono poste in contrapposizione creando divisioni, mentre abbiamo visto come storicamente la presenza della classe operaia nelle lotte ambientali è quella che può fare la differenza.

In piazza è intervenuto “furbescamente” anche il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari: il suo obiettivo, come già in altre occasioni, era quello di spaccare una piazza in gran parte a lui avversa e tenersi stretto il consenso dei piombinesi che gli riconoscono di “averci messo la faccia” e aver fatto quanto in suo potere per scongiurare l’installazione della nave e che se al governo della città ci fosse stato il PD sarebbe già ancorata in porto. Detto questo, è vero che i piombinesi per decenni hanno avuto a che fare con amministrazioni PD che hanno portato avanti misure di lacrime e sangue senza mai “batter ciglio” e senza mai interfacciarsi con la cittadinanza, mentre ora, per la prima volta, hanno a che fare con un Sindaco che li legittima e li considera e poco conta se è legato ad un partito che contrasta con il loro orientamento politico, ideologico o con i loro valori perché, in definitiva, le masse popolari guardano giustamente alla pratica. Questo il sindaco lo sa bene: Ferrari avverte il peso della posizione assunta dal suo partito che è al governo del Paese e che senza ombra di dubbio si è espresso a favore del rigassificatore a Piombino anche se ancora in molti tra coloro che hanno votato Meloni sperano che blocchi tutto! Durante il suo comizio Ferrari ha cercato di “buttare la responsabilità” su SNAM, ha ringraziato chi è sceso in piazza, ha attaccato quelli che lo fischiavano tacciandoli di essere ideologici … per la prima volta è stato messo in grossa difficoltà ed ha abbandonato la piazza che però si è ricomposta e ricompattata grazie ai successivi interventi.

L’importanza di questa manifestazione sta quindi nell’aver indicato la prospettiva ai comitati territoriali: non arrendersi alle decisioni prese sulle teste dei cittadini, alle sporche manovre del TAR e al rimpallo di responsabilità, assumere sempre più il ruolo di nuove autorità pubbliche che trovano soluzioni, definiscono e indicano le misure utili alla collettività e puntare ad attuarle facendo azioni legittime seppur illegali secondo la legge del profitto!

Noi continueremo a sostenere questa legittima lotta.

Federazione Toscana del Partito dei Carc

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