Saluto per III congresso nazionale di USB

La tendenza al confronto e al coordinamento è un esempio positivo da estendere e da generalizzare.

Il P.CARC manda i propri auguri di buon lavoro e di proficuo dibattito ai compagni e alle compagne che parteciperanno al terzo congresso nazionale di USB, che si tiene questo fine settimana a Montesilvano (PE).

Il Congresso è un momento particolarmente importante per ogni organizzazione, in cui si tira il bilancio dell’attività svolta e si indica la linea da seguire per il futuro, un futuro che si prospetta denso di lotta di classe e in cui il sindacato si troverà a confrontarsi con il nuovo e i nuovi Governi delle forze borghesi delle Larghe Intese.

L’attuale Governo capitanato da Giorgia Meloni opera su mandato e in continuazione con i precedenti, a difesa delle istanze, degli interessi e per voce della borghesia imperialista, delle organizzazioni criminali, del Vaticano dei gruppi imperialisti USA e UE.

Un governo, quello attuale, che opera in un contesto di crisi e per questo contribuisce ad alimentare la mobilitazione reazionaria, lo sviluppo della tendenza ad una guerra sempre più dispiegata e guerreggiata. Una tendenza che si accentua in ogni angolo del globo per mano degli imperialisti USA e UE e che ha le vesti delle speculazione, della rapina, dell’oppressione e della repressione delle masse popolari.

Il nostro paese, su mandato degli USA, dell’UE e del Vaticano, è in prima fila nella promozione e nella gestione della guerra a cominciare dai traffici di armi per cui l’Italia e i suoi Governi coprono un ruolo di primo piano (produttore e sponda), la concessione delle basi militari NATO e l’intervento attivo delle nostre forze armate nel sostegno (logistico e non solo) all’aggressione alla Federazione Russa. La classe dominante nostrana “affronta la crisi” attraverso il progressivo smantellamento dell’apparato produttivo, che ne minaccia la sovranità e l’autonomia (dalla Wartsila di Trieste all’ex ILVA di Taranto), con la svendita agli imperialisti europei ed extraeuropei di interi settori industriali del nostro paese che questi non esitano a depredare e poi abbandonare come la siderurgia (una per tutte le acciaierie ex Lucchini di Piombino svendute alla Jindal SW) o come la produzione di elettrodomestici (Whirlpool e Electrolux).

Insieme a tutto questo, sono effetti della guerra di sterminio non dichiarata dei padroni verso la classe operaia e verso tutti i lavoratori la continua strage di morti e di infortuni sul lavoro, l’aumento delle malattie e delle patologie tra le masse popolari a causa dello smantellamento della sanità pubblica a favore della privata e l’inquinamento dei territori, le morti conseguenza del disagio sociale diffuso a piene a mani.

E’ un contesto di guerra, condotta con e senza armi ma con effetti letali per i lavoratori e per le masse popolari, di cui USB riconosce alla testa gli imperialisti NATO e UE. Ad essi vanno aggiunti i Sionisti e il Vaticano, che svolgono un ruolo attivo e di primo piano nella rapina delle conquiste e nell’oppressione morale e militare delle masse.

E’ giusta la linea di prospettiva che mette al centro la lotta per uscire dalla NATO e di cominciare a porre fine a questa spirale di distruzione. Gli operai sono indicati, e sono oggettivamente, uno degli assi portanti da cui partire per dispiegare questa lotta.

Un esempio importante, esemplificativo e ricco di insegnamenti è la lotta dei lavoratori portuali di Genova, che da anni denunciano i traffici di armi e per questo sono stati colpiti duramente dalla repressione. Questa però non li ha fermati ed essi continuano la lotta allargando e coinvolgendo ad altre categorie come i pacifisti, il mondo cattolico, gli studenti e altri lavoratori. Una linea da raccogliere e da estendere a tutti i lavoratori, come quelli degli aeroporti e delle ferrovie, implicati in questa pericolosa deriva e che portano oggettivamente in sé un potenziale ruolo attivo nel boicottare la guerra imperialista.

Nel documento congressuale si parla spesso della “riorganizzazione” dei cicli produttivi che i capitalisti cercano di fare per massimizzare i profitti, puntando in particolare su settori come la logistica Qui lo sfruttamento è massiccio e il sindacato (come anche altri sindacati come il SI Cobas) ha fatto negli anni un importante lavoro di sindacalizzazione e di organizzazione in particolare degli operai immigrati. Non a caso in questo settore si sono visti i maggiori attacchi repressivi, con gli arresti di Piacenza, le continue minacce e intimidazioni in Amazon, le cariche ai lavoratori SDA che protestavano contro i licenziamenti.

Ma la grande mobilitazione operaia e popolare che ne è seguita ha rispedito al mittente gli attacchi, gli arresti e i licenziamenti sono stati ritirati. Allo stesso modo il nemico si è ritirato a fronte della mobilitazione che c’è stata in risposta alla provocazione orchestrata con la pistola malamente imboscata nei bagni della sede nazionale di USB. Questi attacchi repressivi e la risposta ad essi sono la conferma del buon lavoro in corso, la solidarietà raccolta e organizzata è un’arma da continuare a dispiegare!

Per fare fronte alla ristrutturazione dei padroni, USB si ripromette di articolare ulteriormente la propria organizzazione e correggere i limiti riscontrati fino ad oggi, per renderla più capillare ed efficace nel far fronte ai compiti che l’attendono. E’ importante avere questa ottica di attacco ed è importante avere fame di conquista dei tanti lavoratori e delle lavoratrici non sindacalizzati, di coloro che hanno forme contrattuali ultraprecarie e che per questo hanno particolari difficoltà ad organizzarsi e anche di coloro che sono titubanti e scoraggiati a fronte della linea concertativa e remissiva dei sindacati di regime. Questa ottica di avanzamento e di sviluppo è positiva perché non si limita alla sola denuncia del “cattivo presente” ma guarda oltre, punta a costruire la riscossa operaia di tutti i lavoratori. A questo proposito viene giustamente indicata come principale la linea della formazione di nuovi quadri e delegati per costruire “un sindacato all’altezza della sfida”.

E’ altrettanto importante e giusta la tensione al coordinamento con le altre categorie delle masse popolari. Dagli studenti ai pensionati, dai movimenti di lotta per la casa agli altri ambiti del sociale che sono strettamente legati al mondo del lavoro: perché i lavoratori sono gli inquilini sotto sfratto per le speculazioni immobiliari o per il mancato pagamento del salario, sono i genitori degli studenti mandati allo sbaraglio dell’alternanza Scuola Lavoro (di cui giustamente USB chiede l’abolizione), sono i disoccupati a causa della delocalizzazione o chiusura di turno massacrati dal caro vita.

USB mette bene in evidenza come non manchi il lavoro per rimettere in sesto il paese e con questo la mobilitazione e l’impiego dei lavoratori e, allo stesso modo, mette in evidenza che la soluzione a questo è principalmente politica.

E’ sbagliato invece il ragionamento, e con esso i relativi passaggi del documento congressuale, in cui viene trattata la questione dei cosiddetti no vax, spesso confusi con i no Green Pass. Si tratta di due concezioni e di due misure diverse, una sanitaria e l’altra amministrativa, su cui la classe dominante ha giostrato in ogni modo per nascondere le proprie responsabilità e deficienze, per spaccare il fronte dei lavoratori e delle masse popolari.

USB ammette di “avere perso dei compagni” a causa di una posizione che non si basa sull’analisi delle classi, sulle contraddizioni e sulle molteplici forme di resistenza e di lotta che essere esprimono. Essa infatti, al pari di quella espressa da altre organizzazioni politiche e sindacali, è intrisa di settarismo e antagonismo verso quella parte di lavoratori e elementi delle masse popolari che non si sono sottomessi, si sono ribellati e hanno lottato contro le imposizioni ipocrite e criminali dei Governi Conte e per ultimo del Governo Draghi. Misure che in parte rimangono ancora in vigore, a partire dalle limitazioni per presidi e cortei, che sono usati strumentalmente in chiave antisindacale.

Questo ha portato a divisioni e incomprensioni dovute principalmente a una mancanza di dibattito e franco aperto, che doveva partire principalmente dal trattare e analizzare le contraddizioni che padroni e borghesia avevano accuratamente fomentato nel nostro campo. Dispiegare il dibattito era ed è necessario non solo in questo caso ma in generale, come si deve fare sempre fra compagni che hanno anche idee e posizioni e linee diverse, che devono mettere al centro l’obiettivo comune: l’interesse dei lavoratori e delle masse popolari.

La tendenza al confronto e al coordinamento e il percorso comune del sindacalismo di base degli ultimi due anni ne è un esempio positivo da estendere e da generalizzare.

Nei documenti congressuali USB indica una “idea alternativa di società” da costruire. Questo è un passaggio importante, attraverso il quale si indica quanto sia sempre più urgente e necessario superare il capitalismo: un sistema produttivo e sociale diventato sempre più nocivo e distruttivo, e avanzare verso il socialismo.

Lo dimostra chiaramente anche la storia recente degli ultimi 3 anni a partire dalla pandemia. Paesi come Cuba, Cina e Vietnam che provengono dal campo socialista hanno, al contrario dei paesi imperialisti, hanno impedito speculazioni interne ed estere e hanno gestito l’emergenza sanitaria, economica e sociale forti di una consolidata sanità pubblica riducendo così il numero di contagiati e di vittime, mantenendo i posti di lavoro per milioni di lavoratori costretti a casa.

E’ il contrario di quanto accaduto nei paesi imperialisti e con essi l’Italia, dove il numero enorme di vittime è invece dovuto al processo di smantellamento della sanità pubblica a tutto favore di quella privata (spesso e volentieri legata al Vaticano) e, nella fase pandemica, alla gestione criminale, alla speculazione economica e politica della borghesia nostrana e dei loro referenti politici.

L’azione sindacale deve quindi inserirsi in questo solco, nel processo di difesa dei diritti e delle condizioni ma anche e soprattutto nell’organizzazione dei lavoratori per un cambiamento profondo, un cambiamento sociale. Ne è un esempio positivo (sviluppo del coordinamento, coinvolgimento dei diversi settori delle masse popolari, piattaforma politica) di cui siete protagonisti, e va in quella direzione, l’indizione del prossimo sciopero generale del 2 dicembre.

Complessivamente, si tratta di un processo che in questa fase deve essere indirizzato verso la costruzione di un Governo delle masse popolari organizzate, un governo di emergenza, che noi chiamiamo di Blocco Popolare. Un Governo che prenda misure immediate e urgenti per far fronte alla crisi imperante e dello stato catastrofico delle cose.

Misure come ad esempio quella di creare le condizioni per garantire un lavoro utile e dignitoso ad ogni adulto (nessuna azienda deve essere chiusa, nessun lavoratore deve essere licenziato); la riconversione delle produzioni nocive e di nuove strutture produttive di pubblica utilità; cacciare dalla Pubblica Amministrazione i funzionari che boicottano le misure decise dal Governo (altro che i fannulloni di Brunetta), eccetera.

Su questi temi riteniamo importante confrontarci e alimentare il dibattito e percorsi comuni con i compagni e le compagne a partire dal congresso e oltre il congresso di USB.

Rinnoviamo l’augurio affinché il vostro terzo congresso sia proficuo e contribuisca a rilanciare la lotta sindacale e politica nel paese, al rinnovamento del movimento sindacale stesso.

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