Veniamo a conoscenza attraverso il comunicato diffuso dai canali nazionali di Potere al Popolo della condanna in primo grado a carico di tre attivisti per la manifestazione del 15 settembre 2016.

Si tratta di una mobilitazione organizzata il giorno successivo all’omicidio del sindacalista Abd Elsalam, ucciso da un camionista che forzava un picchetto alla GLS di Piacenza, aizzato da un dirigente di azienda e sotto gli occhi permissivi delle forze dell’ordine che, pur di garantire la libera circolazione delle merci non hanno esitato a lasciar compiere un omicidio.

Per prima cosa, esprimiamo a Marta Collot, Fabio Perretta, Federico Orlandini, ai lavoratori, agli operai, ai compagni e alle compagne organizzate in Potere al Popolo e in USB, la nostra solidarietà per questo attacco repressivo e chiamiamo le organizzazioni politiche, sindacali, associative e i lavoratori a fare, attivandosi da subito, altrettanto.

Gli attacchi repressivi e i tentativi di isolamento dei comunisti e delle avanguardie di lotta sono uno dei pilastri del regime politico del nostro paese, un regime di controrivoluzione preventiva, il cui obiettivo è fiaccare e criminalizzare ogni forma di lotta, dissenso e resistenza operaia e popolare. Pilastro su cui il governo Draghi e i gruppi di potere che lo sostengono sta fondando pezzi della sua sopravvivenza, unitamente all’uso dei media di regime e della benedizione papale per intossicare i cuori e le menti delle masse popolari e deviarle dalla lotta di classe.

Cosa cerca di nascondere questo governo con queste azioni? Il governo Draghi è responsabile del carovita, dei licenziamenti, dello smantellamento dell’apparato produttivo (nulla sta facendo per gli operai della ex GKN di Campi Bisenzio in lotta da quasi un anno) e del trascinamento dell’Italia in una guerra contro la Federazione russa e le masse popolari dei paesi coinvolti. È responsabile degli abusi di potere, dell’azione repressiva crescente e anche della riapertura di vecchi fascicoli, indagini e accelerazioni nei processi contro compagni, attivisti e militanti politici.

La causa principale delle misure di lacrime e sangue nel nostro paese sono il governo Draghi e i suoi padrini della NATO e dell’UE!

Compagne e compagni, quando il nemico ci attacca significa che la nostra lotta sta andando nella direzione giusta. La condanna inflitta ai compagni è una condanna a un’azione di riscossa e mobilitazione autonoma della classe operaia e della classe lavoratrice contro la morte, lo sfruttamento e l’oppressione dei padroni e dei loro governi. Il nemico attacca perché ha paura che la mobilitazione dei lavoratori, degli studenti e degli immigrati diventi un movimento unitario e inarrestabile. Hanno paura che la voglia di unità e di lotta delle masse popolari possa tradursi in un’azione unitaria delle organizzazioni politiche e sindacali anti Larghe Intese, per la cacciata del governo Draghi e l’imposizione di un governo espressione delle masse popolari organizzate, un Governo di Emergenza Popolare.

È proprio questo l’obiettivo da porsi in questa fase: costruire e alimentare un fronte anti larghe intese! Un fronte che deve porsi l’obiettivo di rinforzare il fuoco della lotta di classe, così da alimentarla ed estenderla a ogni settore produttivo e sociale. Un fronte per rafforzare le organizzazioni operaie e popolari che già esistono e promuovere la formazione di organismi simili nelle aziende, nelle scuole e nei quartieri dove ancora non ce ne sono per coordinarli e guidarli nella lotta per cacciare il governo Draghi. Un fronte che potrà tradursi anche in una coalizione elettorale unitaria di tutti i partiti e organizzazioni politiche e sindacali contro il governo Draghi.

Un fronte anti Larghe Intese che fonderà i suoi programmi sulle principali rivendicazioni delle masse popolari e alimenterà l’azione pratica per darne immediata attuazione dal basso.

La lotta alla repressione è un campo della lotta di classe e un ambito fondamentale su cui sin da subito alimentare l’unità di cui c’è bisogno. A ogni attacco, quindi, bisogna rispondere con la mobilitazione operaia e popolare, in ogni dove, rispedire l’attacco al mittente e farne occasione per fomentare organizzazione e coordinamento nei posti di lavoro e nelle piazze, tra i pilastri della costruzione del nuovo potere del proletariato. Siamo complici e solidali di Marta Collot, Fabio Perretta e Federico Orlandini.

In Italia i coordinamenti come Unità Popolare, la coalizione in costruzione promossa da De Magistris, PaP, PRC e altre organizzazioni, fino a quella che vede la partecipazione del Partito Comunista (con segretario Marco Rizzo) e organizzazioni come Rinascita Italia, Ingroia e simili, devono porsi sin da ora nell’ottica di agire da fronte No Draghi sostenendo unitariamente la lotta contro gli attacchi repressivi e tutte le rivendicazioni, lotte e battaglie delle masse popolari nel nostro paese.

Uniti si vince! Creiamo il più ampio fronte di solidarietà e lotta contro la repressione anche perché per farla finita con la repressione dei capitalisti e delle loro istituzioni bisogna farla finita con il capitalismo!

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