Attività culturale delle Sezioni – Presentazioni di libri e dibattiti

Le donne e la Resistenza: intervista a Piera Antoniazzi

– a cura del P.CARC

Il 14 aprile si è tenuta la presentazione online dell’opuscolo Intervista a Piera Antoniazzi, staffetta d’assalto della 113ª e 122ª Brigata garibaldina di Milano, militante del PCI e protagonista della lotta contro la guerra e il nazifascismo. Vi ha partecipato Francesca Ziccheddu, regista e attivista contro le basi militari in Sardegna. Partendo dalla figura di Piera Antoniazzi, le compagne hanno fatto un parallelo con altri episodi di resistenza di cui le donne sono state o sono protagoniste: dalla vittoria di Pratobello in Sardegna nel 1969, in cui la popolazione è riuscita a impedire la costruzione dell’ennesima base militare, alla lotta odierna delle masse popolari sarde contro le basi NATO. Infatti, la Sardegna è diventata nel corso del tempo una grande base militare a cielo aperto e da anni movimenti antimilitaristi come A Foras e le Madri Contro la Repressione si battono contro l’occupazione e la devastazione del territorio.

Il bisturi e la spada. La storia di Norman Bethune

– di Sidney Gordon e Ted Allan

Pisa, 9 aprile. La presentazione del libro è stata organizzata dalla Sezione nel Circolo Gramsci insieme all’Associazione Italia-Cuba. La figura di Bethune è stata presa a esempio per parlare di sanità e salute pubblica, della situazione attuale di crisi del sistema capitalista, e della tendenza alla guerra. Ci siamo confrontati sugli spunti e gli appigli che il libro offre e su come possiamo utilizzarli per il nostro lavoro di comunisti. A fronte di due anni di pandemia e di lotta per la difesa della salute e del sistema sanitario pubblico, abbiamo analizzato l’esperienza di paesi come Cuba che mantengono ancora elementi di socialismo e che, proprio per questo, sono riusciti meglio di altri a far fronte all’emergenza Covid. Nella seconda parte dell’iniziativa abbiamo parlato dell’internazionalismo proletario, di cui Bethune era un fautore. Nella fase attuale, promuovere l’internazionalismo proletario vuol dire, anzitutto, contrastare la guerra in casa nostra e le forme particolari che essa assume. A Pisa, per esempio, vuol dire opporsi, concretamente, alla base militare USA di Camp Darby e al progetto di costruzione di una nuova base a Coltano.

Roma, 15 aprile. Presso il Centro sociale Corto Circuito, i compagni della Sezione hanno presentato il testo insieme al Direttore delle Edizioni Rapporti Sociali, Igor Papaleo. A partire dall’esperienza in Cina di Norman Bethune, i compagni hanno trattato della superiorità della gestione socialista dell’economia e del ruolo dei comunisti nella costruzione di una società nuova. La presentazione è stata anche occasione per un approfondimento sul nostro disastrato sistema sanitario e sull’importanza dell’organizzazione delle masse popolari per far fronte alle manovre criminali della classe dominante, che aumenta a dismisura le spese militari mentre taglia quelle per la sanità pubblica.

Firenze Rifredi, 23 aprile. Nella Casa del Popolo Le Panche, la Sezione ha discusso del testo, in particolare, con una lavoratrice della sanità e un compagno dell’Associazione Italia Cuba. Oltre al tema della gestione dei servizi pubblici come la Sanità, che devono essere necessariamente al servizio delle masse popolari e non del profitto dei capitalisti, i compagni hanno anche trattato il tema della trasformazione dell’individuo che partecipa alla lotta di classe. Bethune, medico di estrazione agiata, ha progressivamente trasformato la sua concezione del mondo partecipando attivamente alla lotta di classe in Canada, in Spagna e in Cina, mettendo la sua professione al servizio delle masse popolari. Interessante l’intervento del compagno di Italia-Cuba che ha riportato come a Cuba non esista di fatto un’opposizione all’utilizzo dei vaccini, perché nel paese, all’avanguardia nella gestione della sanità pubblica, gli abitanti si fidano del loro governo, cosa che nei paesi occidentali chiaramente non accade.

Rivoluzionaria professionale

– di Teresa Noce

Milano – Gratosoglio, 7 aprile. L’autobiografia di Teresa Noce è stata presentata dai compagni delle Edizioni Rapporti Sociali assieme alla Sezione ANPI Stadera-Gratosoglio, presso la Casa delle Associazioni di Gratosoglio. Hanno partecipato all’iniziativa circa 30 persone, tra cui diversi studenti del corso serale del vicino ISS Kandinsky. L’iniziativa è stata l’occasione per far conoscere la figura di Teresa Noce e per indagare la natura del nazifascismo e dell’antifascismo, che sono prodotti della lotta di classe e le cui origini vanno ricercate nella crisi generale del capitalismo della prima parte del Novecento. Mostrare il ruolo decisivo avuto dal movimento comunista nella lotta al nazifascismo e per il progresso della classe operaia è servito anche a impostare una discussione sui limiti di quella esperienza: comprenderli e trarne i dovuti insegnamenti è oggi necessario per una nuova liberazione nazionale.

Torino, 22 aprile. Nella città natale di Teresa Noce, nella Casa del Popolo che porta il suo nome di battaglia, “Estella”, le Edizioni Rapporti Sociali hanno organizzato la discussione della sua autobiografia insieme ai compagni del circolo. Alla presenza di una 30ina di persone, le compagne hanno letto e commentato alcuni passi del racconto vivido e significativo della vita della Noce. Ovviamente, anche in questo caso, parlare dell’esperienza della Resistenza e del PCI è stato un modo per trattare anche di temi di stringente attualità: dalla lotta della GKN all’organizzazione delle masse popolari, dalle manovre revisioniste sulla data del 25 Aprile alla situazione di guerra in cui siamo immersi.

Da galeotto a generale

– di Alessandro Vaia

Prato, 12 aprile. Insieme a un compagno del PRC, la Sezione del P.CARC ha tenuto una discussione a partire dall’autobiografia di Alessandro Vaia. La sua storia ha portato a ragionare sui parallelismi, ma anche sulle differenze, tra la situazione di guerra, fascismo e resistenza vissuta da Vaia e quella che vivono oggi le masse popolari del nostro paese. Dal pubblico gli interventi hanno espresso la volontà di capire come potersi organizzare per far fronte agli effetti della crisi e alle manovre di Draghi e del suo governo, a partire dalla difesa dei posti di lavoro. L’iniziativa ci ha anche dato modo di parlare del 25 Aprile e delle iniziative unitarie da mettere in campo per riappropriarsi della data della Liberazione, contro le manovre revisioniste dei partiti della classe dominante, PD in testa.

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