Nel percorso per insorgere si crea una nuova classe dirigente

#insorgiamo è un motto partigiano. Un motto di indignazione, di quando realizzi che un periodo buio deve finire. Di quando realizzi che il qualunquismo, l’individualismo, la passività sono lussi che non ti puoi più permettere. Di quando devi mettere a disposizione il tuo corpo del cambiamento, senza porti il problema di quanto sia impari la lotta, di quanto sia difficile la vittoria, di quanto sia irregolare e scalcagnato il tuo fronte e di quanto sia forte e poderoso quello dell’avversario. Di quando devi alzare la testa non perchè è facile, non perchè è sicuro, non perchè è conveniente. Semplicemente perchè è giusto. E questo forse non ti regalerà giorni facili, ma magari notti in cui potrai dormire sereno, sicuro di non avere nulla da rimproverarti”.

È con questa premessa, condivisa sui social dal Collettivo di Fabbrica della GKN, che a un giorno dalla manifestazione del 26 marzo rilanciamo l’appello a partecipare fatto da alcuni lavoratori.

Si tratta di video che oltre ad esprimere solidarietà alla lotta degli operai GKN e confermare la propria presenza a Firenze, parlano agli altri operai e lavoratori, ai propri colleghi di lavoro, perché convergano alla manifestazione ma, soprattutto, perché si organizzino nel proprio posto di lavoro.  Perché comincino a discutere di quali sono i loro problemi, a studiare le mosse del padrone e a trovare soluzioni positive contro l’ondata di chiusure e delocalizzazioni, contro lo smantellamento dei diritti conquistati con le lotte del passato e contro la repressione.

Queste prese di posizione mostrano come il fuoco della lotta di classe covi sotto la cenere con cui la classe dirigente del nostro paese, per anni, ha cercato di soffocarla. Mostra come in ogni fabbrica e posto di lavoro esista un focolaio di lotta su cui soffiare per riaccendere la fiducia che invertire i rapporti di forza è possibile e necessario.

Lo hanno dimostrato gli incontri dell’Insorgiamo Tour avvenuti in tutto il paese, dove hanno partecipato uomini e donne in grado di spiegare come è possibile riorganizzare interi settori produttivi, come hanno fatto i lavoratori Alitalia, che hanno parlato di come sarebbero capaci di ristrutturare e far funzionare meglio di prima la compagnia di bandiera.

Tra le tante adesioni vogliamo rilanciare infine quelle di due protagonisti dei Consigli di Fabbrica degli anni ’70 e ’80, che hanno riconosciuto nella battaglia del Collettivo di Fabbrica della GKN quella della vecchia generazione di operai, che è riuscita a trasmettere alle nuove leve uno strumento prezioso di lotta che si fonda sull’organizzazione dal basso.

Operai, fate del 26 marzo una tappa nel percorso per costruire nelle vostre fabbriche un gruppo di lavoratori capaci, alla maniera del Collettivo di Fabbrica GKN, di prevedere e rispondere agli attacchi del padrone. Capaci di legarsi al proprio territorio e dimostrare che ogni settore produttivo può funzionare meglio se è la classe operai a dirigerlo!

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