martedì, Luglio 21, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

Il bollettino di guerra delle delocalizzazioni

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Gennaio 12, 2022
in Resistenza n. 1/2022
A A
0
0
SHARES
14
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Come era prevedibile lo sblocco dei licenziamenti di luglio ha aperto le porte alle delocalizzazioni. Le multinazionali e i fondi di investimento presenti in Italia fuggono. Senza esagerare, si tratta di un’ecatombe di posti di lavoro e della distruzione dell’intero tessuto produttivo. Questo è un bollettino sommario dei casi più o meno noti di delocalizzazioni:

GKN, Firenze, 420 lavoratori;

Whirlpool, Napoli, 350 lavoratori;

Gianetti Ruote, Monza-Brianza, 150 lavoratori;

Timken, Brescia, 100 lavoratori;

Speedline, Venezia, 600 lavoratori;

Caterpillar, Ancona, 260 lavoratori;

Riello, Pescara, 90 lavoratori;

Sa.Ga Coffee, Bologna, 220 lavoratori;

Treofan, Terni, 200 lavoratori.

A questi aggiungiamo pure Carrefour, il colosso francese dei supermercati che ha annunciato 800 licenziamenti e la chiusura di 106 punti vendita in tutta Italia.

Questo elenco è sicuramente approssimativo: tante aziende medio piccole, dove il livello di organizzazione dei lavoratori è basso o nullo, spariscono senza lasciare traccia nelle cronache.

La somma di questi numeri, che non tengono conto dell’eventuale indotto, sfiora la quota di 3200 posti di lavoro in pochi mesi. Alcuni di questi sono già persi altri sono ancora difesi dalla resistenza dei lavoratori.

La lotta della GKN è la punta di diamante di questa resistenza, una lotta di difesa che ha la sua forza nella consapevolezza di poter vincere a patto di combattere per la vittoria di tutti. Uno dei frutti di questa consapevolezza è il progetto di legge contro le delocalizzazioni che i lavoratori del Collettivo di Fabbrica GKN hanno elaborato assieme ad alcuni giuristi solidali.

La proposta è stata raccolta e portata in parlamento dai suoi primi firmatari: il senatore Matteo Mantero (ex M5S, ora in Potere al Popolo) e la deputata Yana Ehm (ex M5S, oggi Gruppo Misto). La proposta è stata inserita da Mantero come emendamento alla finanziaria e nelle ore in cui scriviamo dovrà essere discussa in Commissione Bilancio.

A questa proposta di legge si contrappone un altro emendamento governativo, presentato dall’accoppiata Orlando-Todde, sempre sul tema delle delocalizzazioni. Un’operazione di pura diversione, che presenta in maniera falsata quello che è il tentativo di rendere più agevoli le delocalizzazioni con un procedura che le regolamenti, rendendo più difficile opporvisi.

La proposta di legge viene sostenuta fuori dal parlamento dalle presentazioni pubbliche che iniziano a svolgersi nelle Case del Popolo e nei territori, organizzate da Potere al Popolo. In questa fase però è decisivo che su questa proposta la battaglia si sviluppi nelle aule parlamentari. Perché questo avvenga i firmatari devono organizzare iniziative di vera e propria rottura con le prassi istituzionali, fare irrompere in parlamento la lotta della classe operaia, mettere in campo azioni di boicottaggio dei lavori, azioni di protesta eclatanti.

Stante la composizione del parlamento e la presenza di tanti passacarte “indegni di un paese civile” è possibile che l’emendamento Mantero sia bocciato. Ma la battaglia resterà comunque aperta: bisogna imporne nuovamente la calendarizzazione come DDL. Questo deve essere l’oggetto principale del dibattito politico dei prossimi mesi.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

Sanità e pandemia: cosa vuol dire “gestione criminale dell’emergenza”

Next Post

Il bollettino di guerra delle delocalizzazioni

Related Posts

Sommovimenti nel campo del sovranismo di sinistra – Sul seminario estivo di M-48 e Liberiamo l’italia
Primo piano

La verità è rivoluzionaria

by Redazione di Resistenza
Gennaio 5, 2022
0

...

[Internazionale] Intervista della rivista nordamericana Kites al Partito dei CARC
Primo piano

Rovesciare Draghi e il governo “dei migliori”

by Redazione di Resistenza
Gennaio 5, 2022
0

...

La corsa per il Quirinale

Gennaio 26, 2022

Costruire un vero sciopero generale

Gennaio 5, 2022

Il bollettino di guerra delle delocalizzazioni

Gennaio 31, 2022

Sanità e pandemia: cosa vuol dire “gestione criminale dell’emergenza”

Gennaio 5, 2022

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d