Gli ultimi mesi del 2021 sono stati all’insegna del grido “Insorgiamo”, un grido lanciato dal Collettivo di Fabbrica della GKN di Campi Bisenzio e la cui eco è arrivata fino alle scuole e università di tutta Firenze e provincia, ma anche di altre zone della Toscana. Gli studenti e le studentesse hanno capito subito la portata inedita del percorso di lotta intrapreso dagli operai della GKN e si sono immediatamente resi disponibili per supportarlo, facendo i turni di vigilanza in fabbrica, partecipando alle assemblee del gruppo di supporto Insorgiamo con gli operai GKN, prestando aiuto logistico.

Ma soprattutto, hanno capito che la lotta degli operai GKN è la lotta di tutti coloro che vogliono farla finita con la miseria del presente e che, quindi, il maggiore contributo che potevano dare per la vittoria era quello di organizzarsi e insorgere dal proprio posto nella società, per mettere mano direttamente ai problemi specifici di scuole e università: mancanza di spazi adeguati per fare lezione e studiare, mancanza di un servizio di trasporto adeguato, eliminazione di ogni spazio di confronto e ricreativo con il pretesto della pandemia e tanto altro ancora.

Questo perché la matrice delle delocalizzazioni e della chiusura delle scuole, delle morti sul lavoro e dei soffitti scolastici che cadono a pezzi è una ed è la stessa: il sistema capitalista.

E allora ecco che abbiamo assistito al risveglio di un movimento studentesco cosciente e compatto, al coordinamento e alla progettazione di azioni comuni fra studenti medi e universitari appartenenti a collettivi studenteschi diversi o anche non organizzati in collettivi, culminato nella costruzione dello sciopero studentesco del 20 novembre, dove abbiamo visto, dopo tanto tempo, operai e studenti uniti nella lotta. La classe operaia si è riconfermata un “collante” anche in grado di mettere a tacere vecchie rivalità e logiche da orticello che non favoriscono nessuno, se non la classe dominante!

Nel territorio fiorentino quasi ogni scuola è diventata un focolaio di lotta: dalla vicenda della GKN alcuni collettivi hanno tratto la spinta per riattivarsi, altri sono nati proprio grazie alle occupazioni, come nel caso del liceo Calamandrei di Sesto Fiorentino. Anche le Università si sono fatte sentire, segnaliamo in particolare l’occupazione dell’Auletta del Polo Scientifico di Sesto Fiorentino e della Torretta (Scuola di psicologia). Innumerevoli, poi, le assemblee di istituto, le iniziative di confronto pubblico, i picchetti davanti alle scuole che hanno visto la partecipazione degli operai della GKN.

Comune denominatore di molte occupazioni è stata la repressione, con un cambio di passo rispetto al modus operandi degli scorsi anni: se, in passato, presidi e rettori si dimostravano “accomodanti” e cercavano una mediazione, stavolta è stata chiamata immediatamente la polizia e minacciati gli sgomberi. E’ evidente che l’unione di operai e studenti spaventa la classe dominante!

Adesso è necessario raccogliere i preziosi insegnamenti del 2021 e rilanciare con una nuova stagione di lotte dentro e fuori le scuole e università. Il Governo Draghi non ha e non può avere delle soluzioni positive in serbo per i lavoratori, per gli studenti e i disoccupati. Questo è sempre più manifesto agli occhi di tutti, basti considerare la gestione criminale della pandemia da Covid-19: l’altissimo numero di contagi di questi giorni è prova del mancato intervento sul sovraffollamento dei mezzi di trasporto, sulla rimozione delle classi pollaio, su un reale sistema di tracciamento dei contagi che si poteva realizzare soltanto attraverso un adeguato investimento nella sanità pubblica, che invece, nel corso dell’ultimo anno, ha subito gli ennesimi tagli. Sono prova di un Governo che ha adottato, come unica arma, la guerra fra poveri, istituendo il Green Pass -strumento che di sanitario non ha niente- per poter accedere alle lezioni (e punendo gli studenti che hanno ceduto il proprio codice d’accesso ai loro compagni!) e incolpando i giovani di “portare il virus nelle case” a causa della “movida”.

Ecco, ancora una volta toccherà agli studenti essere responsabili e difensori della propria sicurezza e incolumità (in tutti i sensi, dato che qualche giorno fa è crollato un pino fuori dalla biblioteca di Brunelleschi!). Stavolta, però, sarà necessario fare un salto di qualità: sarà necessario che il movimento degli studenti e dei lavoratori coordinati assuma sempre più una dimensione politica, perché politica è la lotta che dobbiamo condurre. Sarà necessario che, passo dopo passo, arrivino a cacciare il governo Draghi e imporre un loro governo di emergenza, un governo composto da quegli esponenti che dimostreranno, coi fatti, di stare dalla parte di studenti e operai. Sarà la prima tappa di un processo che porterà alla costruzione di un sistema socialista, dove scuole e fabbriche saranno al servizio della collettività e non del profitto dei capitalisti!

Federazione Toscana del Partito dei CARC

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