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[Firenze] Solidarietà ai delegati USB licenziati alla CSO di Scandicci!

Federazione Toscana by Federazione Toscana
Dicembre 8, 2021
in Federazione Toscana
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La Federazione Toscana del Partito dei CARC invia la propria solidarietà alla USB di Firenze e della Toscana per il licenziamento dei suoi due delegati alla CSO di Scandicci, fatto usando i vincoli di fedeltà aziendale: eredità dei codici fascisti e sempre più usati, una legge da cancellare perché elimina il diritto di critica, limita fortemente il controllo operaio e popolare sulle malefatte dei padroni. Saremo presenti al presidio indetto per lunedì 13 dicembre in occasione dello sciopero regionale, proclamato dal sindacato per rispondere a questa vergognosa vicenda, inviteremo i nostri membri e i lavoratori con cui siamo in contatto a partecipare.

Quando viene licenziato un lavoratore, e tanto più un delegato sindacale (quindi un lavoratore che si è messo al servizio dei colleghi per difenderne ed estenderne condizioni e diritti), per noi non esistono differenze di tessera e politiche e ognuno si deve schierare senza riserve a suo sostegno finchè il licenziamento non rientra, finchè il padrone non arretra. Quando il nemico di classe attacca in questo modo, per noi significa che i delegati stavano facendo molto bene il lavoro, quindi è necessario contrattaccare!

Il nostro Partito conta diversi lavoratori e delegati “ricoperti” di provvedimenti disciplinari e anche licenziati, come Luciano Pasetti della CUB di Milano prima licenziato e poi reintegrato da Carrefour grazie a una battaglia durata mesi insieme a sindacati, partiti e collettivi, i colleghi e altri lavoratori: convogliare il maggior numero possibile di forze è determinante, oltre alla vertenza legale è importante mobilitare ogni forza disponibile dato che, se passa una simile infamia, domani sarà messa altrettanto sotto attacco.

Cogliamo l’occasione per confermare la solidarietà anche a lui e agli altri compagni e compagne fermati, multati e denunciati dalla polizia in piazza Duomo a Milano al termine della manifestazione locale del No Draghi Day di sabato 4 dicembre ( https://www.carc.it/2021/12/06/milano-sui-fatti-del-4-dicembre-in-piazza-duomo/), alla quale abbiamo partecipato come Partito a Pisa e Firenze qui in Toscana. Una manifestazione indetta sempre dai sindacati di base compresa USB, un altro tentativo (fallito) di reprimere e intimidire avanguardie di lotta e sindacali!

Come emerge con evidenza, la repressione dello Stato è sempre più estesa nella società e non riguarda più soltanto i militanti politici e sindacali: colpisce i NO TAV e gli altri ambientalisti, gli sfrattati, chi il 30 ottobre 2020 scese in piazza in massa contro le misure draconiane del governo Conte 2, chi da cinque mesi scende in piazza ogni sabato contro il Green Pass, gli studenti in lotta contro classi pollaio che crollano. Anche la chiusura improvvisa di fabbriche come la GKN di Campi Bisenzio o la Gianetti Ruote di Monza la consideriamo un atto di violenza e repressione, come hanno giustamente sottolineato anche gli operai: un atto di violenza contro di loro, le loro famiglie, verso interi territori. Multe, DASPO, denunce e arresti non si contano praticamente più e il governo Draghi ha impresso un’accelerazione a questo andazzo: ma questo è un segno di debolezza!

Infatti, questo governo che si tiene insieme con lo sputo e va avanti a a colpi di fiducia, è costretto a passare sempre più alle “maniere forti” per fare ingoiare ai lavoratori e alle masse popolari le misure lacrime e sangue – dal raddoppio delle bollette alle decine di migliaia di sfratti, il ritorno della famigerata legge Fornero sulle pensioni, salari sempre più da fame, mano libera ai padroni sulle chiusure – per cui è stato installato. Il governo Draghi deve aumentare la repressione non perché sono “cattivi” ma per far fronte alla crescente mobilitazione operaia e popolare, alla crescente resistenza di coloro che si oppongono ai peggiori effetti della crisi del capitalismo, a un fiume sempre più in piena che dobbiamo alimentare e condurre fino alla sua cacciata per instaurare il governo di emergenza dei lavoratori e delle masse popolari. Il Governo di Blocco Popolare prenderà le prime immediate misure anche a sostegno dei lavoratori costretti a subire le ritorsioni padronali e il clima da caserma che si respira sempre di più nelle aziende capitaliste come in quelle pubbliche, colpiti dai famigerati vincoli di fedeltà aziendale e dalla repressione in generale di chi è responsabile di tre morti in media al giorno nella sua “proprietà privata”.

Siamo solidali con i delegati USB licenziati alla CSO e il sindacato, sosterremo ogni operaio che difende a schiena dritta i colleghi, i diritti e le conquiste strappate negli anni Settanta con i Consigli di Fabbrica e lo Statuto dei Lavoratori, che sostiene la costruzione di un fronte ampio contro il governo delle Larghe Intese, che vuole confluire nella rinascita del movimento comunista: il socialismo è l’orizzonte della Carovana del (nuovo) PCI, la società in cui non esisteranno più i padroni e la loro repressione, quello per cui lottiamo ogni giorno!

La Segreteria Federale Toscana del P.CARC e le sezioni di Rifredi e Peretola

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