Solidarietà a Nicoletta Dosio: il tuo esempio di coraggio e determinazione rafforza tutte le lotte in corso!

La sezione di Torino del P. CARC si unisce ai tanti messaggi di solidarietà che sono giunti a Nicoletta Dosio all’indomani della sua condanna a un anno e un mese di carcere nel processo per le “centotrenta” evasioni risalenti al 2016. In quel periodo Nicoletta, che era ristretta agli arresti domiciliari per una delle tante condanne che hanno colpito i militanti No Tav, aveva fatto la scelta di non sottostare più all’autorità giudiziaria che negli anni non ha mai mancato di dimostrare sfacciatamente il proprio ruolo all’interno della mafia del Tav. Così nonostante una sentenza la costringesse entro il perimetro della propria abitazione lei, dichiarandolo pubblicamente, ha partecipato a più e più iniziative in tutta Italia. Ovviamente, essendo le sue uscite dichiarate pubblicamente, era sempre seguita da agenti della Digos che però si sono guardati bene dall’arrestarla in flagrante, non sapendo palesemente come gestire la situazione.

Il gesto di ribellione messo in pratica da Nicoletta è stato di grande valore: il fatto che gli agenti non siano stati in grado di fermarla al momento di ogni singola evasione dimostra che nemmeno l’enorme dispiegamento di forze impiegato per soffocare il movimento No Tav può niente contro la mobilitazione popolare. Ora si è concluso il primo grado di giudizio e non sappiamo se Nicoletta farà ricorso alla Corte d’Appello, ma sappiamo già che per le autorità non sono finite le grane: perseverare nella persecuzione di Nicoletta, simbolo No Tav, oppure ammettere la propria sconfitta di fronte alle ragioni del popolo della Valsusa e di tutti coloro che in Italia e oltre lottano contro la devastazione delle proprie terre?

La verità è che i poteri forti delle Larghe Intese si sono infilati in un vicolo cieco da cui non riescono a uscire. Da una parte ci sono gli interessi miliardari delle grandi imprese costruttrici (con la mano della criminalità organizzata) dall’altra c’è un movimento popolare trentennale che è diventato in tutto il Paese e nel mondo un immagine di resistenza e riscossa.

Il coraggio e l’intelligenza di Nicoletta Dosio nel mettere in pratica la sua disobbedienza civile è un esempio e un insegnamento per tutti noi.

Commettiamo un errore se pensiamo che l’arroganza e la ferocia con cui i tribunali colpiscono le masse popolari in lotta  sia una dimostrazione di forza. Al contrario mai come oggi la borghesia nel nostro paese, come negli altri paesi imperialisti, è con l’acqua alla gola. La borghesia è stata costretta a giocarsi la “carta Draghi” per poter imporre le proprie misure “lacrime e sangue” alle masse popolari. Anche Draghi però annaspa, con le mobilitazioni che dilagano a fronte di delocalizzazioni e chiusura di grandi aziende, prezzi dei beni di prima necessità che aumentano continuamente, gestione criminale della pandemia e l’imposizione del Green Pass: il tentativo di vietare i cortei cittadini con il decreto del ministro dell’Interno Lamorgese è stato ricacciato al mittente e le manifestazioni continuano!

Le carte che le autorità borghesi si stanno giocando sono quelle di intimorire i manifestanti con la repressione e soprattutto quella del mettere masse contro masse attraverso i mezzi d’informazione complici. Questo sta succedendo soprattutto a fronte della mobilitazione contro il Green Pass che sta andando avanti senza dare segni di cedimento da ormai una ventina di settimane.

Il fattore che unisce tutte le lotte in corso oggi è la cacciata del governo Draghi: questo è l’obbiettivo immediato, dagli operai in lotta contro le delocalizzazioni e la perdita di posti di lavoro, alle masse che lottano contro la devastazione dell’ambiente, alla lotta contro l’imposizione del Green Pass.

Dobbiamo far convergere ogni mobilitazione verso questo comune obiettivo e rompere il tentativo di alimentare divisioni tra le masse e generare diffidenza, che fa comodo alla classe dominante. Le notizie distorte che apprendiamo dai mezzi d’informazione controllati dalla classe dominante ostacolano dal vedere chiaramente quello che è davanti a noi: le masse hanno tutte le ragioni a mobilitarsi e ribellarsi contro questo sistema che ormai è allo sfascio, anche quando lo fanno con modalità e parole d’ordine parziali e non del tutto condivisibili.

La situazione è favorevole perché la borghesia del nostro paese non ha a disposizione un governo credibile da mettere al posto di quello dei “migliori”, come è stato battezzato l’entourage di Draghi. La caduta del governo Draghi aprirà un periodo di grande incertezza per la borghesia italiana dandoci la possibilità di installare un governo di emergenza popolare: un governo composto da personaggi che godono della fiducia degli organismi operai e popolari.

Sarà facile? No! Sarà un processo ordinato? No! Sarà un processo pacifico? No! Ma è possibile e non esiste altra strada.

Avanti nella lotta per imporre un governo di emergenza popolare sorretto dalle organizzazioni operaie e popolari del paese che attui un programma di misure di emergenza per la rinascita del paese come ad esempio:

la salvaguardia dell’apparato produttivo e dei relativi posti di lavoro: blocco dei licenziamenti, salario minimo, divieto di delocalizzare, conversione delle aziende in difficoltà o inquinanti, nazionalizzazione delle aziende che i capitalisti abbandonano, esproprio delle aziende la cui proprietà rifiuta di attenersi alle normative in materia di sicurezza e riconversione,

la creazione di nuovi posti di lavoro utili e dignitosi: assunzione diretta di tutti i precari e disoccupati in tutti i settori di pubblica utilità, nuove assunzioni nella Pubblica Amministrazione (nella sanità, nell’istruzione, nei servizi per gli anziani, nella cura del territorio, nei trasporti), blocco di tutte le grandi opere inutili, costose e dannose e realizzazione della miriade di piccole opere necessarie,

la difesa e miglioramento dell’apparato dei servizi pubblici: anzitutto rilancio del Servizio Sanitario Nazionale e del sistema di istruzione pubblica affossati da più di 40 anni di politiche di tagli alla spesa pubblica e privatizzazione,

laffermazione della sovranità nazionale attraverso la rottura della sottomissione del nostro paese al Vaticano, alla UE e alla Nato,

lepurazione in ogni ambito della Pubblica Amministrazione (burocrazia, Forze dell’Ordine, Forze Armate) di quei soggetti direttamente collusi con la classe dominante.

Sosteniamo Nicoletta Dosio e tutto il movimento No Tav colpito dalla repressione.

Valorizziamo l’esempio e gli insegnamenti della disobbedienza civile messa in campo da Nicoletta!

Cacciare il governo Draghi! Imporre il Governo di Blocco Popolare!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here