Cacciare il governo draghi!
Imporre un governo di emergenza popolare!

La soluzione alla crisi del capitalismo, aggravata dalla pandemia, è solo una: farla finita con il capitalismo e instaurare l’unico sistema sociale adeguato allo sviluppo che l’umanità ha raggiunto, il socialismo.
Per avanzare in questa direzione dobbiamo mobilitare e organizzare le masse popolari a diventare una forza capace di imporre un proprio governo di emergenza, il Governo di Blocco Popolare che
– vieta la vendita di aziende sia ai gruppi industriali esteri che per loro natura sfuggono all’autorità dello Stato italiano, sia ai fondi di investimento che usano le aziende come carte nel gioco d’azzardo della speculazione finanziaria;
– impedisce lo smembramento delle aziende, la riduzione del personale, la chiusura e la delocalizzazione;
– impone a ogni azienda che opera in territorio italiano di sottoporre a un vero Ministero dello Sviluppo Economico i propri piani industriali per ottenere il benestare dal punto di vista della qualità dei prodotti, dell’occupazione e dell’impatto ambientale;
– difende tutti i posti di lavoro esistenti e ne crea di nuovi, utili e dignitosi.

Cos’è il socialismo?
1. potere politico alle masse popolari,
2. gestione collettiva e secondo un piano economico e sociale della società,
3. partecipazione attiva delle masse popolari alla gestione delle attività economiche, sociali e culturali.

Gli operai GKN hanno aperto una strada, adesso bisogna trasformare quella strada in una valanga che travolge i padroni, gli speculatori, Draghi e il suo governo.
Nel paese sono in corso centinaia di iniziative e mobilitazioni di cui le masse popolari sono protagoniste: mobilitazioni operaie – a partire dalla grande manifestazione nazionale promossa dagli operai della GKN il 18 settembre a Firenze, passando per la mobilitazione dei lavoratori Alitalia, Whirlpool, Gianetti, Timken, ecc. – lo sciopero generale indetto da tutti sindacati di base per l’11 ottobre, le manifestazioni contro l’obbligo del Green Pass che serve solo ad aggravare l’attacco contro i diritti dei lavoratori e delle masse popolari, le manifestazioni dei giovani contro la crisi climatica, la lotta del movimento No TAV contro la repressione, l’attivismo dei comitati per la sanità e la scuola pubblica e per la difesa dell’ambiente.

Anche l’astensione di massa alle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre è segno del distacco delle masse popolari dal sistema politico della borghesia.

Ogni mobilitazione parla del degrado raggiunto dalla classe dirigente di questo paese, della svendita delle ricchezze del paese alle multinazionali e ai fondi di investimento in nome della speculazione e del profitto, ma parla soprattutto della necessità di un cambiamento radicale: del fatto che gli operai, i lavoratori e le masse popolari devono organizzarsi in ogni azienda, nei quartieri, nelle scuole per prendere in mano il paese e imporre un governo che faccia i loro interessi.

Lo sciopero generale dell’11 ottobre deve essere una tappa della lotta per la cacciata del governo Draghi. La mobilitazione va allargata: 10, 100, 1000 iniziative di protesta, blocchi, presidi e manifestazioni. Ma soprattutto 1000 iniziative per rafforzare l’organizzazione e la mobilitazione unitaria dei lavoratori delle aziende capitaliste e delle aziende pubbliche.

1. In ogni azienda capitalista e pubblica organizzare i lavoratori (iscritti o non iscritti ai sindacati) per occuparsi del futuro dell’azienda, per difendere i posti di lavoro e l’apparato produttivo del paese, per collegarsi con altri lavoratori, studenti e comitati popolari in lotta.
E’ possibile, necessario e urgente costruire in ogni azienda (o rafforzare dove già esiste) un’organizzazione dei lavoratori sullo stile dei Consigli di Fabbrica (CdF) degli anni ‘70. Questo ci insegna l’esperienza e la lotta del Collettivo di Fabbrica della GKN.
Bando alle regole imposte dai padroni e dai sindacati di regime sulla rappresentanza sindacale e sulle relazioni sindacali (concertazione, limitazione dei diritti e della libertà di organizzazione e di sciopero), bando alla concorrenza tra organizzazioni sindacali nelle aziende e fuori.
La parola d’ordine dei lavoratori è unità di classe contro padroni e borghesia.

2. Non accettare di condurre ogni lotta separatamente dalle altre in nome delle “particolarità”.
La parola d’ordine è unità delle lotte, coordinamento e promozione della più ampia solidarietà.

3. Lottare per mantenere l’apparato produttivo del paese anche attraverso cambiamenti di produzione (produrre ciò che serve al paese) e non per l’ottenimento di ammortizzatori sociali (CIG, contratti di solidarietà, NASPI) perché “sono il massimo che è possibile ottenere in tempi di crisi”.
La parola d’ordine è non un passo indietro.

Tutti gli effetti della crisi (povertà, precarietà, devastazione ambientale, distruzione della sanità e dell’istruzione pubblica, ecc.) possono essere fronteggiati positivamente partendo dalla salvaguardia dei posti di lavoro esistenti e creando nuovi posti di lavoro per produrre beni e svolgere servizi utili alle masse popolari, in modo compatibile con l’ambiente.

Per salvaguardia dei posti di lavoro esistenti intendiamo
– blocco dei licenziamenti in tutti i settori, introduzione di un salario minimo, divieto di chiudere o delocalizzare le aziende funzionanti, conversione delle aziende inquinanti;
– nazionalizzazione delle aziende che i capitalisti abbandonano o avviano a morte lenta, esproprio delle aziende la cui proprietà rifiuta di attenersi alle disposizioni di legge in materia di sicurezza e riconversione (vedi Autostrade, ex-ILVA, ecc.).

Per creazione di nuovi posti di lavoro intendiamo
– assunzione diretta di tutti i lavoratori precari, intermittenti, a chiamata e con contratto di collaborazione (abolizione di tutti i contratti che regolano e istituzionalizzano il precariato) in tutti i settori di pubblica utilità;
– assunzioni nella pubblica amministrazione: nell’istruzione (asili, scuola università), nella sanità, nei servizi per gli anziani, per la cura del territorio e le bonifiche, nei trasporti;
– blocco di tutte le grandi opere inutili e dannose e realizzazione della miriade di piccole opere necessarie.

Solo la spinta dal basso, forte, coordinata e prolungata (per tutto il tempo necessario: servono a poco le “fiammate di protesta” che si esauriscono su loro stesse) può rovesciare il sistema di potere della classe dominante e costringere capitalisti e padroni a “ingoiare il rospo”.

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In ogni azienda fare come alla GKN

INSORGERE

Insorgere significa organizzarsi e mobilitarsi contro lo smantellamento dell’apparato produttivo, senza farsi legare le mani da leggi e istituzioni. Il Partito dei CARC sostiene ogni operaio che si mette su questa strada.

Organizzarsi al di là della sigla sindacale

È fondamentale organizzarsi ovunque, anche dove non c’è esperienza di organizzazione, anche nei settori di lavoro più moderni, precarizzati e parcellizzati è possibile e necessaria l’organizzazione dei lavoratori (i riders ne sono un esempio).
Non importa se all’inizio si è in pochi, l’importante è non aspettare di essere sotto attacco per organizzarsi.

Promuovere la nascita di nuovi organismi

Alla decisione di Melrose di chiudere lo stabilimento, gli operai hanno organizzato la resistenza in fabbrica. Subito dopo è iniziato il lavoro di organizzazione e coordinamento della solidarietà. Questo ha portato alla costituzione di due nuovi organismi, il gruppo dei solidali “Insorgiamo con gli operai GKN” e il “Coordinamento donne GKN”, e di raggruppamenti di ricercatori universitari e di giuristi progressisti. Questi organismi nascono come risposta diretta agli appelli degli operai a “insorgere” e rappresentano nel concreto come la classe operaia può diventare la Nuova Autorità Pubblica (indicare cosa fare e come).
Quando i lavoratori si organizzano e si coordinano seguendo un obiettivo chiaro non c’è sindacato complice o di regime che riesce a riportarli nell’alveo delle “compatibilità” e della sottomissione agli interessi dei padroni e della borghesia.
Trasformare l’indignazione e la rabbia contro il governo Draghi e contro i padroni in spinta per costruire organismi operai e popolari in ogni azienda, scuola e territorio.
Sono queste organizzazioni che devono diventare le Nuove Autorità Pubbliche e prendere in mano il futuro delle aziende e del paese!
Questa è la strada per imporre il Governo di Blocco Popolare e avanzare nella lotta per il socialismo!

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