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[Pistoia] Vaccini, Green Pass, tamponi. La lotta è una: cacciare il Governo Draghi!

Federazione Toscana by Federazione Toscana
Ottobre 1, 2021
in Federazione Toscana, Federazione Toscana, Sezione Pistoia / Prato
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Pistoia, 29.09.2021

Con questo comunicato prendiamo posizione su un tema molto sentito e dibattuto dai lavoratori pistoiesi e dal resto delle masse popolari della città.

Vaccini,Tamponi, Green pass. Passare dalla difesa all’attacco: cacciare il governo Draghi!

Sabato 25 settembre, come già avvenuto in altre occasioni dalla fine di luglio a oggi, decine di cittadini sono scesi in piazza anche a Pistoia per manifestare contro il Green pass, ovvero contro quella che il governo Draghi vuol far passare come una misura sanitaria per contrastare il Covid-19.

Sempre sabato 25 settembre, un quotidiano locale ha pubblicato un articolo molto critico sull’entrata in vigore – a partire dal 15 ottobre p.v. – dell’obbligatorietà del Green pass per accedere ai luoghi di lavoro: nell’articolo, viene posto l’interrogativo su coloro i quali dovrebbe gravare il costo del tampone (sul padrone o sul lavoratore non vaccinato?), ma anche su come verranno rimpiazzati i lavoratori “infungibili” nelle piccole aziende (quelli che per loro specificità non possono essere sostituiti) e quelli del pubblico impiego (basti pensare ai dipendenti della Sanità, della Scuola, dei Trasporti, dell’Amministrazione comunale, dei Servizi, ecc.).

A premessa del nostro ragionamento mettiamo il fatto che non può esistere alcuna soluzione positiva ai problemi che affliggono le masse popolari fin quando alla guida del paese continueranno a esserci gruppi di potere come i Del Vecchio, Armani, Caltagirone, Berlusconi, Benetton, Bulgari, Squinzi e tanti altri analoghi (giusto per fare solo alcuni esempi…).

Per intere settimane la discussione sul Green pass è stata fonte d’intossicazione e diversione per distogliere le masse popolari dai veri problemi del paese: con il tacito consenso dei sindacati confederali (CGIL, CISL, UIL) è passata la proposta del governo Draghi di sbloccare i licenziamenti e gli sfratti; il Parlamento ha dato il via libera alla riforma della giustizia (“Riforma Cartabia”), che sdogana definitivamente il malaffare e il crimine come condotta “abituale e lecita” della classe dominante; il governo Draghi non ha evitato il caro bollette, mentre invece procede incurante al taglio delle risorse, come la retribuzione della quarantena preventiva per COVID, lo smantellamento di Quota 100, del “DL Dignità” del Reddito di Cittadinanza e di altre misure, certo insufficienti, che però andavano a vantaggio delle masse popolari.

Il Green pass è uno strumento adottato dal governo Draghi per dare mano libera ai padroni nella gestione della forza lavoro, nello smantellamento dei diritti, delle tutele e del tessuto produttivo (le sospensioni e le mancate retribuzioni sono licenziamenti mascherati!). Al contrario, le assunzioni nel Servizio Sanitario Nazionale tanto promesse durante il primo lockdown, così come il potenziamento della medicina territoriale e l’investimento nella ricerca pubblica, sono passate nel dimenticatoio dell’agenda Draghi e dei partiti che lo sostengono. Promesse di pinocchio rimpiazzate dalle più allettanti e redditizie candidature ai vari “Expo 2030” di Roma e con lo sblocco dei cantieri delle “Grandi Opere”: alla faccia della transizione ecologica del ministro Cingolani e della difesa dell’ambiente!

In tutto questo, l’immobilismo dei sindacati confederali, interessati più a sedersi al tavolo delle trattative con Draghi che a mobilitare gli iscritti per attuare lo “Statuto dei Lavoratori” e per una legge che, oltre a impedire alle multinazionali di delocalizzare, regolamenta il sistema degli appalti e dei subappalti (palesemente in contrasto con i diritti dei lavoratori!) è un epocale salto all’indietro, con il quale prima o dopo saranno costretti a fare i conti.

La ribellione e il senso critico delle masse popolari è il primo passo per iniziare a ragionare su quale tipo di governo serve al paese per impedire lo smantellamento del tessuto produttivo nazionale; il rischio concreto è che nei prossimi mesi vengano persi oltre 60mila posti di lavoro nelle grandi aziende e dal 31 ottobre scatterà pure lo sblocco dei licenziamenti nelle piccole aziende.

Lottare contro l’applicazione del Green pass, così come organizzarsi per far pagare ai padroni il tampone ai lavoratori non vaccinati, è un dovere di tutti coloro che rispettano e vogliono attuare la Costituzione antifascista del 1948. Non scordiamoci che durante il primo lockdown furono i lavoratori Hitachi che, attraverso una serie di scioperi, hanno imposto all’azienda di chiudere, visto la sua intenzione dichiarata a produrre nonostante il rischio di arrecare un danno alla città intera: se oggi l’azienda sente la necessità di tutelarsi ulteriormente è giusto che lo faccia a sue spese!

Oggi più che mai, circoscrivere la lotta al solo contrasto al Green pass e alla battaglia per far pagare i tamponi ai padroni significa giocare in difesa. Le misure catastrofiche adottate da Draghi spingono i lavoratori e il resto delle masse popolari a organizzarsi e a mobilitarsi. Basta guardare ai lavoratori del Monte dei Paschi di Siena che a migliaia sono scesi in piazza contro l’accorpamento a UniCredit e il conseguente esubero del personale; basta guardare ai dipendenti Alitalia, in lotta contro la nuova compagnia di bandiera (ITA) che oltre a ridurre sostanzialmente il numero degli addetti non ha ancora sciolto il nodo sulle nuove regole contrattuali estremamente peggiorative; basta guardare al Collettivo di Fabbrica della GKN, capace di mobilitare oltre 40mila solidali, tra operai e lavoratori di tutte le categorie. Questi esempi mostrano chiaramente il ruolo dirigente della classe operaia come centro catalizzatore di un vero e proprio stato di agitazione permanente, che attraverso le assemblee e le iniziative di lotta nei luoghi di lavoro e nei territori, riesce a mobilitare e organizzare attorno a se tutti quei movimenti e quei settori che intendono contrapporsi ai piani di sfruttamento, precarietà, disoccupazione e devastazione imposti dai padroni.

Portiamo ovunque la parola d’ordine #INSORGIAMO innalzata dagli operai GKN in lotta contro i licenziamenti e per una legge che impedisca alle multinazionali di delocalizzare!

Per passare dalla difesa all’attacco e per cacciare il Governo Draghi è necessario avanzare nella costruzione di organismi operai e popolari nelle aziende pubbliche e capitaliste, nelle scuole, nelle università, nei territori!

Come insegnano i lavoratori GKN, stare alla finestra a guardare e sperare che siano i sindacati e le forze politiche delle Larghe Intese a trovare una soluzione alla crisi, significa perdere in partenza.

La soluzione alla crisi passa dall’organizzazione dei lavoratori, dal loro coordinamento, dalla costruzione di un fronte di lotta e di solidarietà che spazzerà via il governo delle banche, dell’Unione Europea e della NATO, sostituendolo con un proprio governo d’emergenza: il Governo di Blocco Popolare!

Sezione Pistoia

Partito dei CARC

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