Indichiamo ai candidati e alle liste di prendere posizione e sostenere concretamente lo sciopero dell’11 ottobre indetto dai sindacati di base
– attraverso volantinaggi comuni fuori dalle aziende, dalle scuole e nei quartieri,
– mettendo a disposizione mezzi e visibilità che avranno anche dopo le elezioni per invitare i lavoratori a scioperare,
– partecipando al presidio che si terrà a Milano, in via Pantano 9 sotto la sede di Assolombarda, o ai picchetti che alcuni sindacati promuoveranno fuori dalle aziende a Milano e provincia.

Le nostre indicazioni di voto per le amministrative del Comune di Milano
Il Partito dei CARC – Federazione Lombardia indica ai propri compagni e compagne, a simpatizzanti e collaboratori del Partito, ai comunisti tutti e agli esponenti delle organizzazioni operaie e popolari della città di:
– votare come sindaco Gabriele Mariani, della lista Milano in Comune,
votare come consiglieri comunali Luigi Rovina e Sara Maria Mastronicola della lista Milano in Comune oppure il voto disgiunto a favore dei candidati Lidia Salvati e Davide Scorzelli di Potere al Popolo oppure il voto disgiunto a favore del candidato Claudio Signore del Partito Comunista.

A fine comunicato le indicazioni di voto anche per i Municipi.

Sala, l’uomo amato dalle Larghe Intese.

E’ sotto gli occhi di tutti che le Larghe Intese (il polo PD e quello di Berlusconi con i suoi scagnozzi Salvini e Meloni) hanno da subito trovato un accordo che soddisfacesse tutti per mantenere una certa continuità nella spartizione di potere e interessi tra Milano (la capitale finanziaria del paese) e la Lombardia (la regione più produttiva del paese).

Il loro candidato è Sala. Lo dimostra la sua storia passata e recente: ha dato buona prova di capacità e fedeltà nel tenere accordi sotto banco, senza intralci e sgambetti, tra i più importanti gruppi della classe dominante a Milano, fin dai tempi in cui lavorava al soldo di Letizia Moratti. L’ha fatto anche durante Expo, nella gestione dell’emergenza sanitaria per il Covid19, nella speculazione immobiliare e nella gestione degli immobili del patrimonio pubblico (MM e ALER).

Che il loro candidato sia Sala lo dimostrano sia i ritardi nella scelta del candidato Sindaco per il centro destra, ricaduta poi su uno sconosciuto (chi aveva sentito mai parlare di Bernardo?) che il “parlar del niente”, mentre entra in vigore lo sblocco degli sfratti. Altro che progetti speculativi truccati di “ecosostenibilità” come il nuovo “bosco” (stavolta orizzontale) di Stefano Boeri da 6-7.000 €/mq in su o quelli sugli scali ferroviari e il rifacimento di piazzale Loreto in mano ai privati. O ancora: tutto il sostegno millantato a favore delle Brigate volontarie per l’emergenza che non ha trovato riscontro quando si è palesata la minaccia di sgombero degli spazi in cui le Brigate hanno sede (come il Torchiera, il Lambretta e da ultimo lo Spazio Baluardo). La sede della Scighera invece è già stata sgomberata.

Sala è stato complice della gestione criminale dell’emergenza sanitaria promossa dalla banda di Fontana tra scandali e corruzione, mancate chiusure, favoreggiamento alla sanità privata e repressione dei lavoratori che hanno denunciato le mancate misure di sicurezza negli ospedali, nelle RSA e in altri posti di lavoro.

Non continueremo con le lunga lista “nera” per non cadere nel piagnisteo e perché i proletari di ogni età, genere e provenienza vivono sulla propria pelle le problematiche e le politiche antipopolari messe in campo dalla giunta Sala.

Dobbiamo essere consapevoli di chi abbiamo di fronte, uscire dalla logica della “minaccia delle destre” e smascherare questi politicanti travestiti da “progressisti con calzini e bandiere arcobaleno”, salvo poi presenziare alle commemorazioni dei fascisti (promotori di una cultura omofoba e razzista) o lavarsi la coscienza con il conferimento della cittadinanza onoraria a Mimmo Lucano, mentre lasciano aperti i nuovi lager come il Centro Permanente per i Rimpatri (CPR) di via Corelli.

Costruire un fronte contro le Larghe Intese, uno schieramento di classe.

Nella campagna elettorale milanese si sono presentate varie liste schierate apertamente contro il governo Draghi. Fra di esse anche la lista Paragone Sindaco che ha fatto della denuncia un suo punto di forza, ma si è limitata a mobilitare SOLO contro l’introduzione del Green Pass.

Altre liste, invece, hanno assunto un ruolo più positivo per la difesa degli interessi delle masse popolari e contro il programma di lacrime e sangue delle Larghe Intese: Milano in Comune (MiC), Potere al Popolo (PaP), Partito Comunista Italiano, Partito Comunista (in collaborazione con Patria Socialista), Partito Comunista dei Lavoratori.

Il fatto che nessuno sia riuscito a promovere liste unitarie, non è solo sintomo di frammentazione e spirito di concorrenza. Unirsi sperando di “ritagliarsi un posticino”, come in passato è stato peraltro già sperimentato tra “liste arcobaleno e rivoluzioni civili” con risultati fallimentari, non serve. Oggi è necessario unirsi, ognuno con le proprie differenze, per costruire uno schieramento e un’azione comune in difesa degli interessi delle masse popolari.

In un modo molto pratico, la lotta degli operai della GKN di Firenze, diretta dal Collettivo di Fabbrica, ha mostrato come fare:

  • organizzarsi ed estendere la mobilitazione per mettere fine allo smantellamento dell’apparato produttivo;
  • favorire l’estensione e l’elevazione della mobilitazione sviluppando le relazioni, il coordinamento e l’unità di azione tra le varie lotte: dalla GKN alla Whirlpool, Gianetti Ruote, Timken, Alitalia, Stellantis, Embraco, ecc. Coordinare le lotte operaie con quelle dei lavoratori delle aziende pubbliche (sanità, trasporti, enti pubblici, ecc.) a quelle delle organizzazioni popolari territoriali, ambientali e culturali;
  • creare scompiglio nel campo della borghesia (“non è la borghesia che è forte sono i lavoratori che non fanno ancora valere tutta loro forza”) fino a cacciare il governo Draghi e imporre un governo d’emergenza popolare che prenda in mano la ricostruzione del paese, la gestione dell’emergenza sanitaria e contro lo smantellamento dell’apparato produttivo.

Questa è l’unità d’azione che serve e che fa superare anche la concorrenza e antagonismo che l’elettoralismo promuove tra le liste sopra citate.

E il M5S? Ha perso l’ennesima occasione per tornare a essere punto di riferimento, incanalare e fomentare il malcontento e l’indignazione delle masse popolari verso i politicanti e le misure delle Larghe Intese.

Il M5S si è sganciato solo apparentemente dalle Large Intese e da Sala: la scelta della candidata a sindaco, Layla Pavone, è stata calata dall’alto per scelta di Conte, contro la base che invece era a favore di un’altra “grillina”, Elena Sironi.

Lo stesso Conte ha chiuso la campagna elettorale milanese rilasciando già dichiarazioni a favore di Sala in caso di ballottaggio. Che sia il presupposto per un “posticino” nella prossima Giunta?

Per questo, con le Sezioni milanesi del P.CARC, abbiamo portato avanti la nostra campagna elettorale per la costruzione del fronte contro le Larghe Intese e il rafforzamento dei comitati e organismi popolari con cui collaboriamo.

Abbiamo puntato a smascherare fin da subito, in piena emergenza sanitaria, gli intrallazzi e la tacita collaborazione nella politica criminale che la giunta regionale e la giunta Sala hanno portato avanti nella gestione della pandemia; abbiamo promosso un dibattito con le organizzazioni popolari come le Brigate volontarie per l’emergenza su come usare le amministrative per rafforzarsi; abbiamo spinto i candidati a mettersi al servizio di alcune organizzazioni e mobilitazioni popolari, abbiamo cercato di unire ciò che l’elettoralismo divide.

Le liste che più si sono prodigate nel fare una campagna elettorale al servizio delle masse popolari sono Milano in Comune e Potere al Popolo.

Milano in Comune ha riunito esponenti e attivisti di comitati che hanno un ruolo importante nella difesa della sanità e dell’istruzione pubblica, dell’ambiente, dei posti di lavoro, contro il degrado dei quartieri e in difesa degli spazi liberati. Con alcuni di loro abbiamo avuto modo di collaborare per il commissariamento popolare della Regione Lombardia, in difesa della sanità pubblica, con le Brigate volontarie per l’emergenza.

Questi sono gli aspetti positivi su cui fare leva per trattare e superare le concezioni elettoraliste che pure esistono in questo aggregato (ad esempio mettere in contrapposizione gli impegni elettorali con il sostegno alle organizzazioni popolari) e forme di “sudditanza” a Sala e al PD.

Potere al Popolo ha condotto una campagna elettorale al servizio degli interessi delle masse popolari rilanciando un’attività aggregativa e di mutuo soccorso, soprattutto nel Municipio IV, schierandosi apertamente contro le politiche antipopolari delle Larghe Intese, a livello locale e nazionale.

Infine, un esempio positivo è la lista del Partito Comunista, sostenuta da Patria Socialista, per aver riportato nelle periferie la falce e martello e una denuncia chiara e netta delle Larghe Intese, per aver sollevato il problema del debito del Comune di Milano. Le soluzioni che hanno sintetizzato nel loro programma elettorale affinché non restino buoni auspici, devono essere portate avanti, indipendentamente dal risultato elettorale, facendo leva sull’attivismo delle organizzazioni operaie e popolari. Su questo siamo disponibili a collaborare.

Le nostre indicazioni di voto per il 3-4 ottobre.

Il Partito dei CARC – Federazione Lombardia indica ai propri compagni e compagne, a simpatizzanti e collaboratori del Partito, ai comunisti tutti, agli esponenti delle organizzazioni operaie e popolari della città di:

– votare come sindaco Gabriele Mariani, della lista Milano in Comune,

votare come consiglieri comunali Luigi Rovina e Sara Maria Mastronicola della lista Milano in Comune o il voto disgiunto a favore dei candidati Lidia Salvati e Davide Scorzelli di Potere al Popolo o il voto disgiunto a favore del candidato Claudio Signore del Partito Comunista.

Luigi Rovina è un ex attivista del M5S, consigliere uscente del Municipio 2 che nella fase di emergenza sanitaria si è attivato fin da subito con le Brigate volontarie per l’emergenza.

Sara Maria Mastronicola è una delle animatrici di Priorità alla Scuola, un comitato che è nato durante l’emergenza sanitaria quando le scuole erano chiuse e che porta avanti una lotta per la difesa di una scuola pubblica, in sicurezza e laica.

Lidia Salvati è attivista della brigata volontaria per l’emergenza “Abd El Salam” (sindacalista ucciso durante un picchetto), mentre Davide Scorzelli (candidato indipendente) è attivo nell’ospedale in cui lavora per garantire condizioni di lavoro in sicurezza e dignitose.

Claudio Signore è un compagno e lavoratore di ATM, delegato e iscritto al sindacato di base dell’AL Cobas che si batte per la sicurezza sul posto di lavoro e per la difesa del trasporto pubblico.

Ai Municipi indichiamo di votare:

– Municipio 1 per il candidato Presidente di Milano in Comune.

– Municipio 2 per Marco Cicognini Presidente per la lista Milano in Comune, con voto di preferenza come consigliere a Luigi Rovina.

– Municipio 3 per Roberto Paolo Ripamonti detto Ripax Presidente per la lista del Partito Comunista. Abbiamo avuto modo di seguire la campagna elettorale del PC e di Patria Socialista e abbiamo riscontrato la disponibilità a mettersi al servizio dei lavoratori e a riportare la bandiera rossa tra le masse popolari.

– Municipio 4 per il candidato Presidente della lista di Potere al Popolo che da mesi ha rilanciato un’attività aggregativa e di mutuo soccorso attraverso la promozione della Brigata Abd El Salam in Corvetto.

– Municipio 5 per il candidato Presidente di Milano in Comune con indicazione di voto di preferenza come consiglieri per Roberto Acerboni e Anna Stefanelli o voto disgiunto per Aly Harhash (Riformisti per Sala).

Roberto Acerboni e Anna Stefanelli sono entrambi attivi nel comitato in difesa della sanità di Milano Sud-Ovest, stanno sostenendo la creazione di uno sportello sanitario con la brigata Milano Sud Popolare a GTA (Gratosoglio Autogestita) e, in particolare Roberto, è promotore dell’unità delle lotte di vari comitati (contro le logiche concorrenziali).

Aly Harhash è un lavoratore prossimo alla pensione che ha ribaltato la strumentalizzazione che le Larghe Intese volevano fare della sua figura (l’immigrato eroe che ha salvato vite umane da un incendio in zona) e si è messo al servizio delle organizzazioni popolari, sostenendo concretamente l’attività della Brigata Milano Sud Popolare a GTA.

– Municipio 6 per per il candidato Presidente di Milano in Comune con indicazione di voto di preferenza come consigliere per Roberto Acerboni.

– Municipio 7 per il candidato Presidente di Milano in Comune.

– Municipio 8 per il candidato Presidente di Milano in Comune.

– Municipio 9 per il candidato Presidente di Milano in Comune.

Print Friendly, PDF & Email

Rispondi