Giovedì 5 agosto dalle ore 17.00 nell’ambito della Festa nazionale della Riscossa Popolare, si terrà il dibattito “Dalla Palestina all’America Latina – Il mondo dei padroni è in fiamme”, un momento di confronto e riflessione collettiva sulla situazione internazionale attuale a fronte dei grandi sommovimenti che attraversano il mondo interno sia nel campo della borghesia imperialista che in quello delle masse popolari, a conferma che è in sviluppo una situazione rivoluzionaria dove “gli ‘strati inferiori’ non vogliono più il passato e gli ‘strati superiori’ non possono più fare come per il passato” (Lenin).

La crisi generale del capitalismo si aggrava, prova ne è la pandemia da Covid-19 e ciò comporta ulteriori e sempre più profondi sconvolgimenti in ogni campo (la crisi è economica, politica, culturale e ambientale) e in ogni paese.

Questo contesto oggettivo mostra che i padroni, la loro classe e i loro governi sono attraversati da contraddizioni interne crescenti (come ad esempio la Brexit e i fatti di Washington di inizio anno dimostrano) “grande è la confusione sotto il cielo” come direbbe Mao Tse-tung ma che “la situazione è eccellente” per avanzare nella nostra opera.

Di questo vogliamo discutere insieme durante il dibattito: il socialismo è quindi la cura, imparando già oggi a diventare i “medici” capaci di estirpare il cancro che affligge l’umanità intera, il capitalismo e la sua crisi generale.

A tal fine, concentrando l’attenzione su diversi paesi dall’America Latina al Medio Oriente attraverso testimonianze dirette e di prima mano (la scaletta degli interventi definitivi verrà pubblicata nei prossimi giorni), ci concentreremo su una panoramica informata delle varie situazioni particolari (emblematiche sono, in questo senso, la Palestina e Cuba) e sulla strada intrapresa dal movimento delle masse popolari e dei popoli, le posizioni che sta conquistando, gli obiettivi che si pone, le forme di organizzazione che si dà, e in definitiva i nuovi modi di essere e di pensare che genera, materia che è fonte di insegnamenti preziosi per la riscossa della classe operaia e delle altre classi delle massi popolari nel nostro paese, il cui terreno è attraversato da un capo all’altro da una brace che cova sotto la cenere in ogni settore dove producono, in ogni città e quartiere.

La resistenza spontanea delle masse popolari all’aggravarsi delle crisi generale in un paese rafforza la resistenza in tutti gli altri paesi, come nei casi dei blocchi di navi che portavano armi per i sionisti da usare contro i palestinesi, promossi da diversi gruppi di portuali (da Genova fino a Ravenna). È un contributo concreto e di classe alle masse popolari di altri paesi

L’Italia, infatti, è un paese imperialista e concorre direttamente alla difesa e agli scopi della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, europei e sionisti: rompere le catene che questa Comunità Internazionale impone in un paese qual è l’Italia (serva di più padroni: per la natura stessa della Repubblica Pontificia Italiana, la classe dominante è divisa fra il partito degli USA e il partito della UE) significa togliere un gran peso dalle spalle di molti popoli in lotta sotto i diversi cieli. Basti pensare a cosa significherà l’abolizione del Vaticano e la fine del suo oscurantismo che costringe interi popoli nell’ignoranza e cosa significherà la recisione delle mille forme (finanziarie, militari, politiche) di sostegno agli e traduzione degli interessi statunitensi, dell’UE e dei sionisti (l’accodarsi alle sanzioni internazionali contro i cosiddetti “paesi canaglia”, le esercitazioni militari congiunte in Sardegna, le basi NATO da un capo all’altro del paese, la mano libera alle multinazionali, la “lotta al terrorismo”, ecc.).

In quest’ottica, già con un Governo di Emergenza Popolare saremo in grado di attuare questa prospettiva, come ad esempio e in particolare stabilendo relazioni di collaborazione o di scambio solidale e fraterno con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi anche all’interno di quel gruppo di paesi che sono in lotta contro la Comunità Internazionale. In generale, poi, questo governo d’emergenza sarà strumento che scombinerà l’assetto internazionale che la Comunità Internazionale vuole tenere in piedi, ma soprattutto sarà terreno migliore per far avanzare la rivoluzione socialista nel nostro paese, che è la più alta forma di solidarietà con le masse popolari degli altri paesi.

Il primo paese imperialista che romperà le catene che la Comunità Internazionale impone, mostrerà la via e aprirà la strada anche alle masse popolari degli altri paesi e avrà il loro aiuto nel pieno spirito dell’internazionalismo proletario.

L’Italia può essere questo paese: dipende da noi comunisti che lo sia!

Al termine del dibattito, dalle ore 19:30 presso gli spazi del Caffè Letterario della Festa, promuoviamo l’approfondimento storico / politico “Resistere è legittimo, ribellarsi è giusto: la lotta del popolo palestinese”, occasione per entrare nel merito del retroterra dell’eroica resistenza delle masse popolari palestinesi, per ribadire con forza la solidarietà internazionalista e di classe senza se e senza ma con la Palestina in lotta per la sua liberazione dal giogo sionista e per problematizzare il ruolo del sionismo nella Comunità Internazionale (e suo peso e ruolo nel nostro paese).

Viva l’internazionalismo proletario e di classe!

Piena solidarietà con i popoli in lotta sotto ogni cielo!

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