Domani, 19 luglio, saremo in piazza Santa Croce a Firenze insieme agli operai della GKN, che lottano per difendere il loro posto di lavoro dalle manovre del fondo speculativo Melrose che intende licenziarli in massa per un supposto calo di profitti in futuro. Ma la posta in gioco – lo dicono a chiare lettere nei loro comunicati, che trovate alla pagina FB Insorgiamo con i lavoratori GKN – è ben maggiore. Non è in ballo “solo” il futuro di 422 famiglie e di un sito produttivo ad alto livello tecnologico (grazie ai soldi drenati da GKN con Industria 4.0) o la ricerca di nuovi lidi in cui poter sfruttare lavoratori, ambiente e risorse più liberamente che da noi: si gioca un pezzo importante della lotta di classe.

Quanto accaduto è una conseguenza delle misure lacrime e sangue adottate dal governo Draghi, che opera dietro ordine di Confindustria e dei gruppi della borghesia imperialista UE, USA e sionisti che imperversano nel nostro paese.

Lo sblocco di licenziamenti e sfratti, la deregolamentazione selvaggia degli appalti, gli aumenti a due cifre delle tariffe di luce e gas (una vera e propria patrimoniale, ma al contrario!) sono altre manifestazioni di ciò. I padroni sono obbligati a smantellare ogni diritto conquistato dagli operai e dalle masse popolari per continuare a fare profitto nell’ambito della seconda crisi generale per Sovrapproduzione Assoluta di Capitale e la porcata dei padroni di Melrose è in linea con queste leggi del capitalismo: quei capitalisti che non le applicano, cadono sotto i colpi della concorrenza.

L’altro motivo della chiusura sta nel progressivo disimpegno della ex FIAT (Stellantis) dal nostro paese.

A seguito dell’ennesima fusione, stavolta con i francesi di PSA, si procede con la dismissione delle fabbriche in Italia; è un processo che avanza da almeno 40 anni e il fatto che gli Agnelli-Elkann ci abbiano messo tutto questo tempo nel procedere indica le difficoltà causate dalla strenua resistenza degli operai e il timore di una loro reazione di massa: ma la fase terminale della crisi (aggravata dagli effetti della pandemia da Covid-19) li spinge ad accelerare.

Nell’accordo di fusione tra ex-FIAT e PSA, i francesi hanno imposto un loro amministratore delegato e la produzione dei pezzi negli stabilimenti francesi del gruppo, già (almeno parzialmente) attrezzati per la riconversione elettrica e quindi per il nuovo campo di speculazione della cosiddetta green economy.

Ovviamente, a farne le spese sono gli stabilimenti italiani che fornivano le fabbriche Stellantis come GKN e si conferma la legge che la “zavorra” dell’indotto è la prima ad essere abbandonata al proprio destino: come successo all’ex ILVA di Taranto e alla ex Lucchini di Piombino.

Il caso GKN dimostra in maniera eclatante l’incompatibilità tra i diritti e le conquiste delle masse popolari e la necessità di valorizzazione del capitale da parte dei padroni; dimostra in maniera plastica l’incompatibilità tra gli interessi della classe oppressa e di quella che ci opprime: gli aguzzini Agnelli-Elkann sono sempre stati la punta avanzata del padronato del nostro paese in questo senso e continuano a distinguersi, vanno additati come e più degli sciacalli di Melrose!

Vista la posta in gioco, e grazie alla forza e preparazione che il Collettivo di Fabbrica della GKN ha costruito negli anni, si è sviluppato un vastissimo movimento di solidarietà, gli operai si sono ripresi subito in mano la fabbrica occupandola per tenervi l’assemblea permanente, i sindacati confederali e ogni livello istituzionale (della Toscana prima e nazionale poi) si è mosso alla rincorsa.

Lo sciopero generale indetto per domani, lunedì 19 luglio, nell’area della Piana fiorentina, sta riscuotendo adesioni anche da Pisa, Siena, Massa e perfino da fuori regione: quando la classe operaia si mette alla testa della resistenza contro il nemico di classe, mobilita tutti!

Gli operai GKN si preparano, giustamente, a una lotta di lunga durata a difesa dello stabilimento, innanzitutto per far sì che non ne esca nemmeno un bullone, poi per farlo ripartire al netto del tavolo al MISE, delegittimato con arroganza da GKN e che le esperienze precedenti di Whirlpool, ex Lucchini, ILVA e Bekaert (solo per citare casi esemplari e recenti) ci mostrano essere l’ennesimo vicolo cieco in cui evitare di rinchiudersi e farsi logorare.

La continuità della produzione è uno dei nodi maggiori da sciogliere, la chiave di volta di questa lotta, come delle altre centinaia che attraversano il paese, sta nell’impedire il saccheggio di impianti, magazzino e conoscenze  per tanto è decisivo far ripartire/mantenere la produzione perché così si mettono in discussione i diktat dei padroni, si contende concretamente il pallino dell’iniziativa alla classe dominante, si mette in ballo chi comanda in azienda.

Finchè la Bekaert di Figline continuò a produrre e gli operai non abbandonarono il piazzale, i politicanti facevano a gara ad andare ad ascoltarli fingendosi interessati al loro destino, per poi sparire rapidamente una volta che cessarono queste due condizioni a causa della linea sindacale fallimentare fatta di ammortizzatori sociali e improbabili cooperative (tra l’altro già vista, rimanendo alla Toscana, alla Electrolux di Scandicci, alla Seves di Firenze e alla TRW di Livorno, alla TMM di Pontedera).

Le vie concrete per far fronte alla chiusura tenendo l’iniziativa in mano possono essere diverse e vanno viste caso per caso, a seconda della situazione concreta. Possono essere l’autogestione della produzione, abbinata alla lotta per l’apertura di linee di credito da parte di banche affogate dai miliardi del PNRR e dal Quantitative Easing insieme a canali di vendita nuovi, imponendo l’acquisto dei prodotti proprio a quella Stellantis che cerca di defilarsi “alla zitta” dopo aver mangiato miliardi.

Altre possibilità possono essere la nazionalizzazione dell’ennesima eccellenza tecnologica che rischiamo di perdere per le manovre speculative del fondo speculativo o multinazionale di turno, oppure costringere le istituzioni e il sindacato a individuare un nuovo padrone che manterrebbe la[1]  fabbrica aperta (lo farebbero anche solo per togliersi le castagne dal fuoco di un problema di ordine pubblico come una mobilitazione permanente di operai e solidali potrebbe determinare!), oppure imporre la reinternalizzazione della fabbrica nel gruppo ex FIAT di cui faceva parte fino al 1994, prima di essere svenduti a GKN.

Le vie per far fronte alla chiusura possono essere quindi diverse (anche combinate fra di loro) e sono ambito di battaglia per farle riuscire (creare problemi di ordine pubblico è essenziale, come dimostra la lotta degli operai della Whirlpool di Napoli), anche se restano soluzioni temporanee finchè si rimane nell’ambito del capitalismo.

I padroni torneranno all’attacco non appena le condizioni glielo consentiranno, per questo è necessaria una soluzione politica; la vertenza GKN può essere uno dei fronti di lotta che, se vinto, aprono la strada a tale soluzione che per noi comunisti organizzati nella Carovana del nuovo Partito Comunista Italiano consiste nell’imporre un governo di emergenza, il Governo di Blocco Popolare (GBP), che segua le indicazioni delle organizzazioni operaie e popolari del paese, adotti le misure urgenti e necessarie che fanno gli interessi dei lavoratori e delle masse popolari e non del parassita di turno, avvii nuovi e superiori rapporti sociali, economici e produttivi.

La soluzione – lo ribadiamo – è politica e costituire il Governo di Blocco Popolare è il passaggio più rapido e indolore per avanzare verso la società socialista e metter subito mano al marasma in cui stiamo sprofondando. Detto questo, tale obiettivo, non è in contrapposizione con la battaglia, giusta e su cui ci siamo già messi a disposizione, per la difesa dei posti di lavoro, adesso, nell’immediato! Per quanto ogni vittoria sia precaria, vincere è importante (e possibile) perché da fiducia al nostro campo (quello delle masse popolari), indebolisce il campo nemico e crea superiori e positive condizioni per costruire la soluzione politica che serve e che in definitiva si chiama socialismo.

Il GBP sarà un balzo in avanti nella lotta di classe attraverso il quale le masse popolari e la classe operaia impareranno a organizzarsi e coordinarsi, a dirigere la società mandando avanti fabbriche, scuole, porti e ospedali, facendo fronte a sabotaggi e aggressioni. Sarà una grande scuola di comunismo che aprirà la strada alle fasi successive e superiori della lotta di classe, al socialismo come nuova società che ogni giorno è più necessaria e urgente come il Covid-19 ha mostrato, per i risultati opposti per numero di vittime e malati che hanno avuto paesi come Cina, Cuba, Vietnam e Corea del Nord rispetto ai paesi imperialisti, dove anche la pandemia è stato campo di speculazione e arricchimento.

Con questi obiettivi e in questa direzione sosterremo con ogni energia la lotta degli operai della GKN, sta a noi giocare d’anticipo per arrestare la guerra che ci conducono contro ogni giorno, senza armi ma con morti e feriti sul lavoro, per la malasanità e il disagio sociale crescente, e conquistare il nuovo mondo per noi, i nostri cari, gli operai e le masse popolari di tutto il mondo: il nostro sarà un esempio enorme e irresistibile per tutti gli altri paesi che devono liberarsi dal giogo dello sfruttamento e dell’oppressione degli imperialisti!

La GKN agli operai! Cacciamo il governo Draghi e chiunque gli regge il gioco!

Costruiamo dal basso il governo di emergenza che serve, avanziamo verso il socialismo!

Federazione Toscana del Partito dei CARC


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