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Grecia. Con il pretesto della pandemia i capitalisti sono all’attacco

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Giugno 2, 2021
in Resistenza n. 6/2021
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Pubblichiamo uno stralcio dell’intervista a un dirigente del Partito Comunista di Grecia (KKE), Giorgos Marinos, poiché spiega brevemente, ma efficacemente, il processo in atto in quel paese: la classe dominante approfitta della crisi sanitaria e dei suoi effetti per portare un ulteriore attacco ai lavoratori e alle masse popolari. Il lettore noterà varie similitudini con la situazione italiana.
La Grecia è il paese che ha subito per intero le manovre della Troika, di cui membro di punta era Mario Draghi, quando per “salvare l’Euro” il paese fu spolpato dalle procedure della BCE (2009-2010).
L’intervista è stata originariamente raccolta da El Machete, organo del Partito Comunista del Messico (PCM). È stata tradotta in italiano dal Centro di Cultura e Documentazione Popolare e pubblicata su Nuove Resistenti (www.resistenze.org) il 4 maggio 2021.

Come si sviluppa l’offensiva dei monopoli contro i lavoratori durante la pandemia?

La borghesia in Grecia, con il governo di ND (Nuova Democrazia – partito conservatore) e il contributo di tutti i partiti borghesi, vede l’attuale crisi capitalista, accelerata dalla pandemia, come una opportunità per schiacciare ancora di più i diritti dei lavoratori e del popolo.
In primo luogo, l’attacco al popolo si esprime nelle misure governative per gestire la pandemia, il cui unico criterio è difendere la reddittività dei monopoli. I grandi luoghi di lavoro e mezzi di trasporto si sono trasformati in “bombe” della trasmissione del Covid-19. Il governo non ha adottato misure per rafforzare il sistema sanitario pubblico, attraverso l’assunzione stabile di personale medico e infermieristico, la creazione di nuove UTI (Unità di terapia intensiva), ecc. Al contrario, ha trasformato il sistema sanitario pubblico in un sistema per “una sola malattia”, con migliaia di persone che ricorrono al settore privato e pagano caro per i problemi di salute. In un momento in cui la gente muore perché non ci sono UTI, il governo si rifiuta di requisire le cliniche e ospedali privati, come chiedono i sindacati dei lavoratori della sanità, e sovvenziona i monopoli privati della sanità con milioni di euro. La vita conferma che il settore sanitario pubblico e il settore sanitario privato non possono convivere a beneficio del popolo.
Migliaia di lavoratori son rimasti senza lavoro, con la sospensione dei Contratti Collettivi, e sopravvivono con sussidi minimi. La disoccupazione, la sottoccupazione e le forme flessibili di impiego sono cresciute, i salari e le pensioni rimangono fermi. Al contempo, il governo si prepara per sottoporre a votazione in parlamento una nuova mostruosità antioperaia che prevede l’abolizione della giornata lavorativa di 8 ore, la piena liberalizzazione dei contratti di lavoro individuali, l’aumento fino a 150 delle ore straordinarie che trasformeranno la vita di milioni di lavoratori in un inferno. In questo contesto, il governo vuole generalizzare il telelavoro, rompendo le frontiere tra il lavoro e la vita personale, familiare, aumentando il grado di sfruttamento dei lavoratori.

Questo progetto di legge è il necessario completamento del “piano nazionale di ripresa” presentato dal governo di ND, mentre le misure previste sono le “precondizioni” del recupero che il capitale e l’UE chiedono, con manodopera ancora più a basso costo, generalizzazione di nuove forme di sfruttamento e di flessibilità. L’obiettivo permanente dell’UE, della classe dominante e di tutti i partiti borghesi di recuperare i profitti è in antagonismo con le necessità sociali e popolari contemporanee.


Qual è la risposta del movimento operaio di classe in Grecia di fronte a questi fatti e di fronte alle misure repressive?

Dall’inizio della pandemia, il KKE ha adeguato il suo funzionamento e la sua azione di massa alle condizioni della pandemia, ma non ha permesso che la paura e il fatalismo prevalessero tra il popolo. I sindacati che si raggruppano nel PAME organizzano quotidianamente diverse mobilitazioni in ospedali, supermercati, nel settore turistico, ecc. Le lotte degli studenti si stanno sviluppando.
Lo scorso anno, il 1° Maggio, le forze del PAME organizzarono una grande manifestazione che inviò un messaggio militante al nostro paese e a livello internazionale. Lo sciopero generale realizzato il 26 novembre 2020, su iniziativa delle forze del PAME, è stato molto importante, in difesa della salute e dei diritti dei lavoratori.
Al contempo, la socialdemocratica SYRIZA chiede una “moratoria” delle lotte, promuove lo slogan “regoleremo i conti con il governo dopo la pandemia”, mentre arriva a proporre ministeri congiunti, ossia, governo di coalizione con ND.
Il governo di ND usa la repressione, calunnia le lotte, ma il KKE e il movimento di classe hanno molta esperienza e si scontrano, rispondono con l’escalation della lotta, intensifichiamo l’impegno ideologico e politico (…)

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