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[Italia] Basta morti sul lavoro: fedeli alla classe non ai padroni!

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Maggio 27, 2021
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La recente morte di Luana – operaia, donna, madre – nel distretto tessile pratese grida vendetta, come la gridano le altre morti sul lavoro avvenute nel distretto, come la gridano i più di due morti al giorno sul lavoro del paese nell’arco del primo trimestre del 2021. 

Luana era una giovane operaia, una donna e una madre e per questo una delle parti delle masse popolari tra le più colpite nella società capitalista e in particolar modo nell’emergenza sanitaria, economica e sociale. Luana non è un caso isolato come in molti hanno cercato di farlo passare, tutt’altro anzi. Luana era principalmente un’operaia e per questo è morta. È morta sul lavoro, è morta nell’ambito di una guerra di sterminio che i padroni e le classi dominanti conducono contro tutte le masse popolari e di cui i numeri delle vittime di questo ultimo anno parlano più di ogni parola. 

Come lei infatti sono morti, hanno subito gravi infortuni o si sono contagiati in questo ultimo anno centinaia di migliaia di lavoratori. Normative, leggi e strumentazioni tecnologiche per la sicurezza sul lavoro esistono già, sono le conquiste strappate con le lotte operaie dei decenni passati. Non si tratta quindi di farne di nuove ma di far rispettare e applicare quelle esistenti! 

È evidente che i padroni e le istituzioni – loro espressione – non hanno alcun interesse e nessuna intenzione di applicare queste misure e salvaguardare la vita di chi in mille forme sfruttano, affamano, opprimono e sulla cui pelle speculano. 

Laddove la salute di operai e lavoratori è stata salvaguardata questo è avvenuto sempre per mano diretta proprio di operai e lavoratori! 

Far applicare la sicurezza nelle aziende è compito dei diretti interessati, sono gli operai che possono e devono farlo. 

Lo hanno ben dimostrato nel corso della prima ondata della pandemia fermando la produzione e riducendo così contagi e morti. Lo ha dimostrato l’esperienza dei consigli di fabbrica con la gestione della sicurezza dentro le aziende.

La sicurezza nelle aziende è campo di lotta tra operai e padroni. Una lotta che i padroni conducono avvalendosi anche dell’arma del vincolo di fedeltà aziendale, un vero e proprio strumento repressivo, un bavaglio e una minaccia costante per quegli operai che lottano per la loro sicurezza. Ma gli operai non possono sottostare a questo ricatto. 

Per tutelare la sicurezza nei luoghi di lavoro hanno bisogno di controllare quello che nelle aziende non va, di denunciarlo pubblicamente e di mettere in campo tutte le misure necessarie, anche avvalendosi di tutti quegli esponenti sindacali e politici di cui si possono avvalere. Hanno bisogno quindi di abolire il vincolo di fedeltà, sta a loro annientarlo nella pratica e rivoltarlo contro chi li opprime e uccide! Possono farlo partendo da uno, due o tre lavoratori che denunciano in forma anonima ciò che avviene nei luoghi di lavoro. 

Per denunciare pubblicamente possono scrivere in forma anonima alla stampa, alle amministrazioni locali, ad esponenti sindacali o politici. Gli esponenti sindacali, come quelli di USB ad esempio che in più occasioni si sono espressi contro il vincolo di fedeltà, devono essere chiamati in causa direttamente perché possono dare sostegno materiale mettendo a disposizione competenze, strumenti e il loro ruolo per portare fuori le denunce. 

Esponenti politici che si sono pronunciati pubblicamente contro i vincoli devono essere chiamati a fare ispezioni nei luoghi di lavoro. L’esperienza del senatore Morra con l’ispezione fatta al centro vaccinale di Cosenza è l’esempio da seguire e portare nelle aziende. 

 Per fare tutto questo gli operai possono mettersi in contatto e avvalersi del coordinamento Lavoratori autorganizzati contro i vincoli di fedeltà, un coordinamento di operai e lavoratori nato proprio a questo fine. Devono usare il coordinamento come strumento per fare uscire pubblicamente le loro denunce, per mettersi in contatto con esponenti sindacali, della politica e della società civile.

Il PCARC sostiene e organizza ogni operaio e lavoratore che voglia mettersi su questa strada e prendere in mano la propria salute e il proprio destino! 

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