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Al paese serve un governo di emergenza delle masse popolari organizzate. Più che cento “costituenti per l’unità dei comunisti” serve che i comunisti diano vita al loro governo ombra, che come il CLN nella Resistenza inizi a operare qui e ora, per una nuova Liberazione nazionale dalla NATO, dalla UE, dal Vaticano, dai capitalisti e dalla pandemia.

L’emergenza sanitaria si è aggravata. La pandemia ha avuto e ha effetti devastanti principalmente a causa dei tagli al Sistema Sanitario Nazionale, alle speculazioni e al malaffare che vigono da decenni. Questo è l’effetto della gestione capitalista di un servizio essenziale per l’umanità.

L’emergenza economica si è aggravata. Da febbraio 2020 a febbraio 2021 sono stati persi quasi un milione di posti di lavoro (fonte ISTAT, 6 aprile 2021) in “regime di blocco dei licenziamenti”, blocco che sta per essere revocato con i risultati che tutti possiamo immaginare.

In questo contesto la questione principale e decisiva è cosa fanno i comunisti. Per liberare il paese dai capitalisti, dagli speculatori, dalla UE, dalla NATO e dalla pandemia (che sono tutte facce della stessa medaglia).
Oggi l’opposizione al governo Draghi e al suo programma vive soprattutto nelle mobilitazioni spontanee dei lavoratori e delle masse popolari che resistono agli effetti della crisi e della pandemia, che rivendicano soluzioni, ma non vive ancora in un fronte comune politico, sindacale, sociale e associativo.
Anzi, i partiti e le forze politiche che pure si schierano contro Draghi sono più orientati a “prepararsi” per questa o quella tornata elettorale che non a dare gambe a un fronte comune di opposizione al governo.
Il risultato è che i tanti partiti e le tante organizzazioni comuniste si appiattiscono sulle rivendicazioni (giuste), ma non promuovono un’alternativa chiara e netta a Draghi e al governo delle Larghe Intese. Non solo, lo spirito di concorrenza elettorale (come sindacale) manda a gambe all’aria (o per lo meno rende difficoltoso) ogni tentativo di unità su questo obiettivo.

Compagni e compagne, vi invitiamo ad agire diversamente: usare ogni ambito e contesto per dare gambe al consolidamento del fronte comune contro il governo Draghi e le Larghe Intese. Occorre far leva su quanti già si mobilitano (sindacati, partiti, associazioni, settori sociali, ecc.), sgombrando il campo dalle logiche concorrenziali.
Non possiamo limitarci a fare opposizione al governo Draghi e alle Larghe Intese, dobbiamo affiancare al contro il per, dobbiamo indicare quali sono le misure che già oggi (senza “aspettare di fare la rivoluzione”) un governo che sia realmente espressione degli interessi delle masse popolari può realizzare e, quindi, lottare per costruirlo.
Dobbiamo indicare quelle misure e spingere gli organismi operai e popolari ad attuarle, contando sulle proprie forze e sulle forze dei comunisti che smettono di litigare per questioni – sia pure importanti – che capiscono solo loro e iniziano, invece, a discutere sulla direzione che il paese deve prendere mobilitando le masse popolari ad imboccarla.
Quale alternativa alla cancellazione di Quota 100? Quali misure pratiche per combinare difesa dell’ambiente e creazione di posti di lavoro? Come si difende e si potenzia il Sistema Sanitario Nazionale? E la scuola pubblica? I temi sono tanti e tutti urgenti, come la necessità dei comunisti di discuterne per elaborare indicazioni e orientamenti utili – anzi necessari – ai lavoratori e alle masse popolari. I comunisti devono avere un loro programma di governo per essere credibili oggi, ora, non in un tempo indefinito “quando avremo fatto la rivoluzione” o – peggio, compagni – quando avremo abbastanza seggi in parlamento.

Al programma della classe dominante opponiamo il programma del governo di emergenza della masse popolari organizzate:

1. Assegnare a ogni azienda compiti produttivi utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale. Nessuna azienda deve essere chiusa.

2. Distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi.

3. Assegnare a ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società. Nessun lavoratore deve essere licenziato, ad ogni adulto un lavoro utile e dignitoso, nessun individuo deve essere emarginato.

4. Eliminare attività e produzioni inutili o dannose, assegnando alle aziende coinvolte altri compiti.

5. Avviare la riorganizzazione di tutte le altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva e al nuovo sistema di distribuzione.

6. Stabilire relazioni di solidarietà e collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.

7. Epurare gli alti dirigenti della Pubblica Amministrazione che sabotano la trasformazione del paese, conformare le Forze dell’Ordine, le Forze Armate e i Servizi d’Informazione allo spirito democratico della Costituzione del 1948 e ripristinare la partecipazione universale dei cittadini alle attività militari a difesa del paese e a tutela dell’ordine pubblico.

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