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20 aprile – Un’iniziativa nazionale con le brigate volontarie per l’emergenza

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Maggio 3, 2021
in Resistenza n. 5/2021
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“Dobbiamo cambiare ottica: non sono le famiglie che devono partecipare alle lotte delle brigate, ma sono le battaglie delle famiglie che devono diventare quelle delle brigate”

Il 20 aprile abbiamo tenuto una nuova iniziativa nazionale, on line, sull’esperienza delle brigate volontarie per l’emergenza a cui hanno partecipato il coordinamento Brigate Volontarie per l’Emergenza di Milano, la Brigata Francesca Ciceri di Lecco, le brigate Sostegno Popolare S.Frediano e Sostegno Alimentare Isolotto di Firenze, il Comitato Perugia Solidale, la brigata Giovani in Solidarietà di Colle Val D’Elsa (SI), la Brigata Solidarietà Popolare Milano Sud e la Brigata sanitaria Soccorso Rosso di Milano.

A più di un anno dalla loro nascita, lo sviluppo di questa esperienza pone all’ordine del giorno il ragionamento su come proseguire e con quali obiettivi e in questo senso il nostro intervento punta a far confluire la mobilitazione delle brigate nel solco della rivoluzione socialista.

La rete di organizzazioni operaie e popolari che si sono mobilitate nel corso della pandemia sono infatti l’embrione di quel nuovo potere delle masse popolari che dobbiamo far crescere fino a farne, per il nostro paese, quello che furono i soviet in Russia: punti di riferimento per milioni di lavoratori, studenti, disoccupati; organi di un vero e proprio potere popolare capace di fare la rivoluzione e prendere in mano la gestione del paese.
Le brigate sono parte importante di questa rete di organismi. Sono diventate in certa misura già punto di riferimento nei territori in cui intervengono, perché hanno saputo dare quella risposta concreta ai problemi dell’emergenza che non arrivava dalle istituzioni: con i pacchi spesa, con i tamponi sospesi, con il sostegno psicologico attraverso gli sportelli di ascolto, ecc.
L’esperienza condotta quest’anno dalle brigate è perciò ricca di insegnamenti per quanti vogliono promuovere l’organizzazione e la mobilitazione delle masse popolari. D’altro canto il loro sviluppo pone oggi anche nuovi problemi a cui è necessario far fronte per continuare ad avanzare.
Proprio il ragionamento su questi insegnamenti e su come superare tali difficoltà è il tema che abbiamo messo al centro dell’iniziativa, invitando brigate, la cui esperienza in questo senso è significativa, ha portare il loro contributo.

I temi del dibattito: superare l’assistenzialismo, il rapporto con le istituzioni

La principale delle questioni che abbiamo messo al centro ha riguardato i passi da fare per superare la logica dell’assistenzialismo.
Dall’esperienza delle brigate che hanno partecipato è emerso che il primo passo da fare in questo senso è coinvolgere chi riceve i pacchi nelle operazioni di raccolta e distribuzione del cibo, abolendo così la distinzione tra “volontari” (o “militanti”) e “beneficiari”.
Su questa base si deve poi allargare l’attività della brigata.
La brigata Giovani in Solidarietà ha riportato come, a partire da questionari rivolti a chi riceveva il pacco, ha riscontrato come quello della casa sia un problema diffuso e ha deciso di avviare uno sportello per il diritto all’abitare e aprirne un altro assieme a Unione Inquilini.

Altri due problemi emersi dai questionari sono la disoccupazione e il degrado della città. La brigata si è quindi mobilitata con degli scioperi al contrario, cioè con iniziative in cui i disoccupati della brigata svolgono i lavori che servono sul territorio, con l’obiettivo di indicare nella creazione di nuovi posti di lavoro utili e dignitosi la soluzione all’emergenza economica e al degrado.

Il Comitato Perugia Solidale, avendo a che fare con molti stranieri che non parlano l’italiano, ha organizzato una scuola che ora conta tre classi. Su questa base hanno potuto organizzare partecipate mobilitazioni sotto il Centro per l’impiego e sotto la Regione, per rivendicare il diritto al lavoro e lo sblocco dei buoni spesa.

La Brigata Solidarietà Popolare Milano Sud, sulla base sempre delle problematiche emerse dai questionari fatti nelle assemblee e ai banchetti d’inchiesta ha organizzato due tende della salute, un’assemblea sulla sanità territoriale e un doposcuola.
Ha poi organizzato una manifestazione davanti e dentro un supermercato, a partire dall’esperienza fatta in passato da un abitante del quartiere, che è stata raccolta, sviluppata e tradotta in iniziativa della brigata.

Chiara, intervenuta per la brigata Giovani in Solidarietà, sintetizza così l’insegnamento da trarre da queste esperienze: “Noi militanti dobbiamo cambiare ottica: non sono le famiglie che devono partecipare alle lotte delle brigate, ma sono le battaglie delle famiglie che devono diventare quelle delle brigate.”

La seconda questione che abbiamo messo al centro è quella del rapporto con le istituzioni.
Un contributo importante in questo senso lo ha portato la Brigata sanitaria Soccorso Rosso. Quando il sindaco di Milano (in autunno ci saranno le elezioni comunali), è andato dalla Brigata per farsi il tampone e tenere così la sua passerella elettorale, la Brigata ha deciso che il tampone lo doveva fare un infermiere straniero col permesso di soggiorno scaduto.
A quel punto, approfittando della visibilità mediatica che la presenza del sindaco garantiva, la Brigata ha indicato pubblicamente la necessità di una sanatoria costringendo anche Sala a schierarsi per essa.

Altro esempio importante è venuto dalla brigata Giovani in Solidarietà. La brigata ha dapprima scritto una lettera aperta al sindaco e agli assessori e poi, approfittando anch’essa della campagna elettorale per le regionali, ha tenuto degli incontri pubblici con i candidati a cui ha sottoposto i problemi della città, indicando al contempo le soluzioni che questi politici potevano praticare fin da subito stante il loro ruolo.

Infine, Luca è intervenuto a nome delle brigate Sostegno Popolare S.Frediano e Sostegno Alimentare Isolotto e ci ha dato notizia della nascita del coordinamento cittadino delle brigate fiorentine, formato da delegati delle diverse brigate. Anche Massimiliano, del coordinamento Brigate Volontarie per l’Emergenza di Milano, ci ha informati della ripresa del coordinamento cittadino che in questi ultimi mesi non si era più ritrovato. Ha inoltre riportato l’intenzione di lanciare un coordinamento nazionale, rivolto a tutte le brigate.

L’esperienza delle brigate è stata ampia, importante, estesa e variegata e per questo pone questioni la cui soluzione non è né semplice né scontata: moltiplichiamo i momenti di ragionamento e di confronto tra brigate per continuare ad avanzare!

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