Da giorni la Val Susa è in subbuglio: sono ricominciati i lavori per la costruzione del TAV, in particolar modo quelli per la costruzione di un nuovo cantiere TAV a San Didero. La risposta del Movimento NO TAV è stata pronta e decisa e un gruppo di compagni ha deciso di barricarsi all’interno di una struttura presente sui territori che dovrebbero essere occupati dal nuovo cantiere. Nella notte tra lunedì e martedi e nella giornata di ieri la resistenza alla costruzione del cantiere TAV si è mobilitata, con l’occupazione dei terreni per impedire la costruzione di recinti e con una mobilitazione a San Didero nel pomeriggio. Dura è stata la reazione delle forze dell’ordine che hanno risposto come al solito: lacrimogeni, idranti e manganello a difesa degli interessi della cricca speculativa del TAV.

Tanta è la solidarietà ricevuta e ci giungono notizie che gli occupanti stanno bene e che non hanno alcuna intenzione di venire giù dal tetto del presidio di San Didero (qui il video messaggio di ieri pomeriggio) nonostante la presenza della polizia e le pressioni ricevute: la resistenza continua e chiamiamo tutti i solidali a far sentire la propria vicinanza ai compagni in lotta!

La lotta NO TAV si inserisce nella più ampia lotta che in questa fase diversi settori delle masse popolari stanno portando avanti: il Governo Draghi a suon di manganellate e repressione vuole imporre tutte quelle misure che fino a ieri i governi Conte hanno avuto difficoltà ad attuare. Tra queste, nonostante mille reticenze e voltafaccia, anche l’accelerazione della costruzione del TAV. In un comunicato il Movimento NO TAV smaschera bene la retorica del “governo buono” che farà uscire il paese dall’emergenza (se non bastassero Brunetta & Co.) e la sua intenzione di proseguire con il programma dei governi delle Larghe Intese:

Proprio quando il Governo Draghi aveva dato da poco vita al Ministero della Transizione Ecologica, destinato ad occuparsi di tutte quelle pratiche utili alla salvaguardia dell’ambiente, Telt ha deciso di agire portando nella piana valsusina migliaia di agenti di polizia, operai e mezzi per devastare una terra che già in passato ha subito le angherie dell’acciaieria e della costruzione dell’autostrada. A quanto pare in Valsusa “salvaguardia dell’ambiente” equivale a “devastazione ambientale”. L’unica area verde esistente in quella parte di territorio, nominato da tutte e tutti il “polmone della bassa valle, dalla scorsa notte è stata messa duramente sotto attacco.

Ci teniamo a ricordare, per la salute di tutte e tutti, che i terreni su cui questa notte sono arrivate le ruspe sono altamente inquinati a causa dell’ex acciaieria Beltrame che negli ultimi quarant’anni ha scaricato diossine e sostanze estremamente dannose per le persone.

Ci chiediamo, quindi, con quale coraggio il nuovo Governo e il nuovo Ministero riescano conciliare la tutela ambientale e la salute dei cittadini con la distruzione di ettari di bosco verde cresciuti su una terra tossica.” (leggi qui tutto il comunicato)

Il Partito dei CARC è complice e solidale con i compagni NO TAV: la lotta NO TAV è la lotta di tutti coloro oggi vogliono farla finita con la gestione criminale e scellerata dei territori, delle risorse pubbliche e dell’intero paese!


Chiamiamo tutti alla solidarietà, a mobilitarsi nelle proprie città, a seguire la pagina facebook notav.info per essere aggiornati anche sugli appuntamenti programmati per i prossimi giorni e lo stato della lotta.

Solidarietà a tutti i NO TAV! Il Governo Draghi, come i precedenti, non riuscirà a farci ingoiare la costruzione dell’ennesima opera speculativa, inutile e dannosa!

Cacciamo il Governo Draghi e la sua cricca di funzionari dell’UE!

A sarà düra!

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