Apprendiamo dalla nota Facebook (https://www.facebook.com/104004594889578/posts/154573749832662/?sfnsn=scwspmo) della Brigata Ciceri dell’ennesimo tentativo di intimidazione che la Questura di Lecco ha perpetuato durante una distribuzione dei pacchi alimentari a chi a causa della crisi sanitaria e sociale si è ritrovato ai margini della società, abbandonato dalle istituzioni.

L’insistenza con cui le forze dell’ordine controllano, chiedono documenti, schedano e stanno addosso agli attivisti della brigata è indicativo del fatto che l’opera di sostegno, di costruzione di una rete di solidarietà che non lasci nessuno da solo, fa paura.

Fa paura a chi? A fronte della crisi economica, sanitaria e sociale in corso nel nostro paese, in Lombardia e nella nostra città la risposta concreta della Brigata è la solidarietà, la presa di coscienza e l’organizzazione di quelli che non vogliono abbassare la testa di fronte alle misure di lacrime e sangue che i governi della borghesia hanno perpetuato negli ultimi anni, di quelli che si devono alzare la mattina per andare a lavorare, degli operai, dei lavoratori, degli studenti e del resto delle masse popolari.

Solo l’organizzazione e la lotta ci salveranno: le operaie e gli operai della VOSS e della Spreafico ce lo insegnano!

Tutto questo fa paura ai padroni e ai loro lacchè! i Fontana, Gallera prima e la Moratti ora, i loro scagnozzi e padrini hanno ben mostrato di stare dalla parte degli interessi di quei pochi che detengono la ricchezza, la sanità privata, le aziende, i titoli in borsa. Hanno ben mostrato di essere la causa del perché oggi, dopo un anno, ancora i malati e morti per Covid19 aumentano. Come un anno fa richiudono tutto, tranne le aziende: ma sappiamo bene che il virus non si ferma fuori dai cancelli! Come un anno fa continuano a dirottare soldi e risorse nella sanità privata, lasciando le strutture pubbliche allo sfascio e, peggio, reprimendo i lavoratori che denunciano le pessime condizioni di lavoro come accaduto ai medici del San Paolo e San Carlo a Milano e all’infermiere Scorzelli dell’ospedale di Merate.

La giunta regionale ha dimostrato una gestione criminale della pandemia, ha perso credibilità tra le masse popolari lombarde e per questo va cacciata.

L’esperienza delle Brigate Volontarie per l’Emergenza sorte a marzo dell’anno scorso a Milano e che si è poi estesa in tutto il paese e di cui la Brigata “Vera” Ciceri fa parte, sta dimostrando che è possibile fare a meno di tutte quelle istituzioni che si sono rinchiuse nella torre d’avorio lasciando le masse popolari alla mercè degli speculatori, degli arrivisti quando non sono stati lasciati morire in casa, di virus o disoccupazione.

Così come la Brigata Soccorso Rosso a Milano, che ogni sabato e domenica garantisce tamponi gratuiti a chi ne ha bisogno. Un piccolo gruppo di volontari fanno quello che una giunta regionale o comunale che ha a disposizione milioni e milioni di euro non hanno mai fatto dall’inizio della pandemia: un semplice tracciamento che costerebbe meno di 5 € a testa (il costo di un tampone rapido) per evitare che il contagio si allarghi.

Questo è il “nuovo che avanza”, è la parte sana che sta acquisendo autorevolezza e sostegno tra le masse popolari.

Per questo la federazione Lombardia del Partito dei CARC esprime la sua solidarietà alla Brigata Francesca “Vera” Ciceri e chiama tutti i compagni e le compagne, gli attivisti delle Brigate Volontarie per l’Emergenza, Emergency, ARCI, collettivi antifascisti e operai in lotta, sinceri democratici e gli eletti che hanno a cuore le parti progressiste della Costituzione nata dalla Resistenza antifascista a esprimere solidarietà alla Brigata a fronte di questo attacco intimidatorio attraverso un comunicato o una presa di posizione pubblica.

Cacciamo la giunta Fontana-Moratti-Bertolaso!

Dieci, cento, mille Brigate Volontarie per l’Emergenza e brigate sanitarie Soccorso Rosso che si occupano della salute e del futuro del nostro paese!

La solidarietà è un arma, usiamola e rispediamo al mittente ogni atto intimidatorio: nessun passo indietro!

Avanti nella costruzione di un futuro dignitoso per tutti e tutte: osare sognare, osare lottare, osare vincere!

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