I comunisti si distinguono dagli altri rivoluzionari perché hanno una comprensione più avanzata delle condizioni, delle forme e dei risultati della lotta di classe e su questa base la spingono sempre in avanti.
Marx e F. Engels, Manifesto del partito comunista, 1848, Parafrasi

Per trasformare gli elementi, un chimico non può “andare a naso” come facevano gli alchimisti, ma deve usare la scienza chimica. Allo stesso modo per comprendere la società e trasformarla è necessario per i comunisti assimilare e usare la concezione comunista del mondo, pena il rimanere in balia delle concezioni (delle idee, dei modi di pensare) della sinistra borghese.
La concezione comunista del mondo permette di scorgere, oltre l’orizzonte della società capitalista, oltre la sua crisi e i suoi devastanti effetti, un futuro luminoso per l’umanità. Permette di vedere il positivo dove gli altri vedono il negativo. Permette di essere realisti e sognare in grande quando regna il disfattismo.
Ci sono mille esempi di come uno qualunque degli avvenimenti storici che si susseguono in questo periodo può essere interpretato o al modo della sinistra borghese o al modo dei comunisti.

Prendiamo l’assalto al Congresso USA del 6 gennaio. Ne trattiamo anche in un altro articolo (nella pagina a fianco), ma esso si presta efficacemente come esempio, quindi approfondiamo il discorso.
Da una parte c’è il coro di chi condanna Trump e la sua cricca che hanno attentato alla “più grande democrazia del mondo” aizzando qualche migliaio di “bifolchi” contro le istituzioni e i Democratici, “regolari vincitori delle elezioni”. è il coro di chi si schiera in difesa delle istituzioni “democratiche” contro il pericolo sovranista. Si tratta della stessa tesi, che da noi, è fatta propria da Renzi, dal PD e da tutto il fronte dell’antifascismo padronale.
Dall’altra parte invece c’è chi, grazie alla concezione comunista del mondo, è consapevole che la storia la fanno le masse popolari che si mobilitano e formano le loro idee e convinzioni sulla base del movimento materiale della società. In questa fase, l’elemento determinante del movimento materiale della società è la crisi generale del capitalismo: in tutto il mondo le masse popolari sono spinte a mobilitarsi per far fronte ai suoi effetti più devastanti.
Questa mobilitazione può evolvere solamente in due modi: in senso reazionario (se alla sua testa vi si mette la classe dominante – e che essa sia espressa dal “sovranismo” o dall’antifascismo padronale è la stessa identica cosa) oppure in senso rivoluzionario (se alla sua testa vi si mette il movimento comunista cosciente e organizzato).
Le due vie possibili non scorrono parallele, ma si intrecciano, una si riversa nell’altra, una sfocia nell’altra… e a decidere quale tra esse prevarrà è l’azione del movimento comunista cosciente e organizzato. A questo proposito la storia del movimento operaio e comunista, anche del nostro paese, è piena di esempi: dal Biennio Rosso all’impresa di Fiume, dagli Arditi agli Arditi del Popolo, ecc.

L’assalto al Campidoglio USA, se lo esaminiamo con le lenti della concezione comunista del mondo, è una chiara manifestazione del livello raggiunto dalla contraddizione tra le masse popolari e la borghesia imperialista, una contraddizione che la classe dominante non riesce più a gestire con gli strumenti che sono propri del suo regime politico.
La parte più reazionaria della borghesia USA cerca di mantenere il proprio ruolo sfruttando a suo vantaggio l’insoddisfazione espressa dalle masse popolari.
I Trump, i Bolsonaro, i Salvini e Meloni di turno non sono la causa della mobilitazione popolare, ma espressione della necessità della borghesia di mettersene alla testa per non venirne travolta!
Certamente non è nell’interesse delle masse popolari schierarsi a difesa della democrazia borghese e delle sue istituzioni. Le masse popolari hanno solo di che guadagnare dallo sgretolamento del sistema politico della classe dominante. Ma perché esse conquistino posizioni è necessario che alla loro testa si pongano comunisti armati della giusta concezione per analizzare la realtà e trasformarla.

Il ragionamento appena fatto per l’assalto al Congresso vale per ogni contraddizione che la classe dominante utilizza per alimentare la guerra fra poveri e volgerla a suo vantaggio, indirizzando l’attenzione delle masse verso un nemico fasullo: ieri era chi usciva per fare jogging, oggi è il ristoratore che viola i DCPM oppure il NO VAX.
In ogni contesto e situazione bisogna anzitutto domandarsi quali siano, caso per caso, gli interessi della classe dominante e gli interessi delle masse popolari. Qualcosa che sia nell’interesse di entrambi non esiste. Da una valutazione più attenta emergerà sempre la posizione di chi cerca in ogni modo di preservare l’esistente e la tendenza di chi invece cerca una strada per trasformarlo.

Stante il malcontento che serpeggia fra le masse popolari, la classe dominante è spinta ad affidarsi a personaggi che promettono di “cambiare tutto” (i Trump, i Salvini o Meloni di turno) mentre in realtà provano solo a incanalare la mobilitazione di una parte delle masse popolari contro altre masse popolari (contro altri paesi o Stati, contro gli immigrati, ecc.) per tenere in piedi il modo di produzione capitalista.
Questo non toglie, però, che chi fra le masse popolari dà loro credito (e in genere lo fa per la debolezza del movimento comunista) cerca realmente una strada per “cambiare tutto”: così facendo però imbocca la strada sbagliata.
Ai comunisti indicare la strada giusta e mettersi alla testa della marcia attraverso cui le masse popolari scrivono la loro storia. Non si può “andare a naso”, come facevano gli alchimisti: per cambiare la società occorre conoscere e usare la scienza che permette di farlo.

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