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Altro che NO VAX… liberare il sistema sanitario da speculatori e antiabortisti

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Gennaio 31, 2021
in Resistenza n. 2/2021
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Lettera alla Redazione

(…) Ogni volta che qualche giornalista, qualche politicante o qualche medico dichiara in televisione che “il vaccino anti Covid-19 deve essere obbligatorio per il personale sanitario” mi viene da pensare.
A inizio gennaio mi sono pure imbattuta in Massimo Galli, l’ormai noto direttore del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano e l’ho sentito affermare bello tronfio: “Nella sanità pubblica non c’è spazio per i NO VAX”.
Beh… mi sono proprio incazzata. “Sparate” come queste, fatte peraltro quando dei vaccini c’è solo l’ombra, sono solo a uso e consumo del circo mediatico dei falsi paladini della sanità pubblica.

Mi incazzo per due motivi.

Il primo è che nella sanità pubblica sono quarant’anni che c’è posto per gli antiabortisti. E che posto! In genere sono ai vertici delle strutture sanitarie, il che vuol dire che sono pagati lautamente anche per impedire alle donne delle masse popolari di esercitare il diritto all’aborto.
Ragioniamo un attimo: questa gente esercitando l’obiezione di coscienza viola una legge dello Stato: una legge frutto di un referendum popolare, di lotte e manifestazioni che sono costate anche vite umane (vedi l’omicidio, ad opera della polizia, di Giorgiana Masi nel 1977). Per questo tipo di obiettori, però, “c’è sempre posto” e fanno il bello e il cattivo tempo.
L’eccellenza lombarda si contraddistingue anche da questo punto di vista: abortire in Lombardia, in una struttura pubblica, è roba da sfida alla “Santa Inquisizione”. È una corsa a ostacoli tra i medici obiettori (a cui si aggiungono gli infermieri, i farmacisti, ecc.), i gruppi antiabortisti che presidiano gli ospedali, i funerali ai feti con le messe in latino e i giudizi morali che rasentano le minacce… tutto con il benestare della Regione!
Per questa bella gente un posto d’onore nella sanità pubblica non può certo mancare!

Il secondo motivo per cui “mi va il sangue al cervello” è che Galli, che sa perfettamente come funzionano le cose, sottolinea “nella sanità pubblica”. Che vuol dire? Che in quella privata i medici e gli operatori NO VAX sono ammessi? Sì, proprio così! Nella sanità privata si può chiudere sempre un occhio, anzi tutti e due, se serve! Esattamente come accade per l’aborto… basta pagare e il problema di coscienza del medico o di “cattiva coscienza” della donna non esistono più… nelle cliniche e negli ospedali privati tutto cambia quando c’è di mezzo il profitto.
Poi Galli può pure andare in televisione a dire che “è uno di sinistra”, che ha fatto il ‘68 e ne è orgoglioso…
Per carità, io non ce l’ho con lui in maniera particolare, ma se la scelta è tra Galli o Zangrillo, Speranza oppure Lorenzin, Gallera oppure Moratti… mi sembra chiaro che c’è ben poco da discutere sui fondi per la sanità, sul MES, sul Recovery Fund e chi più ne ha più ne metta. Il problema è a monte.

Il fatto è che si possono perdere giornate intere a discutere sui Sì VAX, NO VAX, ma il nodo è che il sistema sanitario nazionale deve essere rifondato. Bisogna rifare oggi, alle condizioni di oggi e con gli strumenti di oggi, quello che all’inizio degli anni ‘70 si fece con i comitati di base che sono stati la spina dorsale del sistema sanitario pubblico: è solo “dal basso” che può arrivare la soluzione al vero problema.

Claudia Marcolini, segretaria Federale della Lombardia

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