CONTRO OGNI REPRESSIONE!
Solidarietà ai denunciati per la mobilitazione del 30 agosto 2016.
Apprendiamo che un nostro compagno, insieme ad altri 11 ragazzi appartenenti alla tifoseria del Pisa, saranno processati a Marzo 2021 per interruzione del pubblico servizio (per meno di un’ora) alla mobilitazione del 30 agosto 2016. La mobilitazione fu una manifestazione di dissenso, verso la proprietà Petroni, che riportava lo slogan “A Pisa i banditi non li vogliamo” rifacendosi a procedimenti giudiziari dei presidenti della squadra pisana arrestati o indagati per mafia o bancarotta fraudolenta negli ultimi 10 anni.
Ricordiamo che a segnalare l’avvenimento, Trenitalia, sono gli stessi che in queste settimane ben si son guardati dall’assumersi una qualche responsabilità per quanto avvenuto nella dolorosa notte del 29 Giugno 2009, a Viareggio, in cui un treno merci danneggiò una cisterna contente GPL la cui esplosione uccise 32 persone. Ebbene per questa strage, nella sentenza dell’8 Gennaio 2021, i giudici hanno prescritto per tutti gli imputanti il reato di omicidio colposo plurimo a causa del non riconoscimento dell’aggravante dell’incidente sul lavoro, al fine di assolvere, di fatto, l’ex Amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti (e soci) il quale ha affermato che quanto accaduto “è stato solo uno spiacevole episodio” mentre sono stati intimiditi, repressi e perfino licenziati, quei lavoratori che hanno osato denunciare le mancanza di sicurezza sul posto di lavoro.
Facciamo inoltre notare, a chi parlò dalla Prefettura, che sarebbe stato buono sciacquarsi la bocca prima di rilasciare dichiarazioni che facessero leva sulla disgrazia del terremoto di Amatrice, tentando di mettere in contrapposizione la manifestazione ultras ai funerali di Stato. Il compagno in questione e altri ragazzi appartenenti all’organizzazione ultras risposero subito all’appello di solidarietà dei cittadini amatriciani con i fatti, non con le parole! Si inserirono in una brigata di solidarietà popolare e andarono fisicamente e praticamente ad aiutare la popolazione colpita, a togliere materialmente le macerie, a raggiungere e individuare i bisogni delle persone più isolate, a raccogliere e distribuire beni di prima necessità. Tornando nuovamente, ad un anno di distanza, ad aiutare la cittadina di Amatrice sommersa dalla neve, non hanno però trovato niente di cambiato: Amatrice era ancora e allo stesso modo, tra le macerie, questa la dimostrazione dell’interesse dello Stato!
La repressione (poliziesca, sul posto di lavoro, nelle strade ..) è volta in modo sempre più evidente verso un’unica parte della barricata. Guardiamo l’efficienza e la celerità con cui sono state portate avanti le accuse a Rosalba Romano, infermiera e militante del Partito dei CARC, denunciata per diffamazione da Vladimiro Rulli, un agente del VII reparto mobile di Bologna, ritenuta “colpevole” per aver semplicemente ricordato, in un articolo, l’ennesimo abuso impunito, che ha reso invalido Paolo Scaroni da parte del VII reparto celere, già coinvolto in episodi di violenza, a cominciare dalle giornate di protesta contro il G8 di Genova 2001. E vediamo invece quanti tentennamenti e perdite di tempo, quanti cavilli e questioni vengono trovate per i procedimenti che riguardano ad esempio il crollo del Ponte Morandi, una tragedia provocata dall’ incuria, dalla mancanza di manutenzioni, dall’utilizzo di materiali scadenti usati per risparmiare montagne di soldi nonostante i rischi per la circolazione: questo avviene in una società in cui i profitti valgono più delle vite delle persone e dove chi detiene quei profitti non pagherà mai.
Che la legge non sia uguale per tutti è dunque un fatto purtroppo noto alle masse popolari. Quello di cui dobbiamo prendere consapevolezza è del ruolo che dobbiamo avere nell’invertire il corso catastrofico delle cose, e dell’importanza della solidarietà che, sviluppata ad ogni livello, e volta a promuovere ulteriormente l’organizzazione e il protagonismo delle masse popolari, può essere l’unica vera arma in grado di difenderci. La solidarietà è di classe, non esistono “buoni” o “cattivi”, esiste chi si organizza, nelle mille forme possibili per cambiare le cose e noi ne valorizziamo e promuoviamo qualsiasi sfumatura.
10 100 1000 mobilitazioni per denunciare gli sporchi affari di padroni e speculatori!
10 100 1000 iniziative di solidarietà per tutti i colpiti dalla repressione!

P.CARC – Sezione di Pisa

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