Un vaccino contro i padroni

A inizio dicembre la Pfizer ha licenziato 60 lavoratori interinali dello stabilimento di Ascoli. La motivazione è “calo dei volumi produttivi assegnati allo stabilimento e situazione negativa del mercato causa Covid-19”.
Ma Pfizer è l’azienda che per prima ha annunciato la produzione del vaccino e grazie a quell’annuncio la quotazione in borsa delle sue azioni ha registrato un’impennata. Al punto che Albert Bourla, il suo amministratore delegato, ne ha vendute sul mercato azionario una quantità sufficiente per guadagnare 5,6 milioni di dollari (quasi 5 milioni di euro) e il suo vice ha fatto altrettanto (con un guadagno più modesto: “appena” 1,8 milioni di dollari).
Non servono molte spiegazioni per dimostrare che i lavoratori non sono sulla stessa barca dei padroni e che NO, padroni e lavoratori non usciranno dalla crisi insieme: la fortuna dei padroni è la rovina dei lavoratori.
I compagni del Partito Comunista delle Marche hanno efficacemente sintetizzato questa verità in uno striscione di solidarietà agli operai, con la frase: “Vogliamo il vaccino contro i padroni!”.

La vicenda ci permette un primo ragionamento sui vaccini.
Tutti ne parlano, i governi dei paesi imperialisti finanziano lautamente le grandi case farmaceutiche, ma al momento gli annunci sulla scoperta, la messa a punto e le sperimentazioni sono, prima di tutto, uno strumento per far salire le quotazioni in borsa delle aziende produttrici. Dell’efficacia, della sicurezza e dell’impatto dei vaccini sulla massa della popolazione nessuno parla volentieri e chi pone il problema viene bollato come complottista, negazionista, ecc.
Non serve essere degli scienziati per comprendere che tutte le ventilate minacce di obbligatorietà della vaccinazione non hanno nulla a che vedere con la lotta alla pandemia, ma hanno molto a che vedere, invece, con gli interessi di governi e multinazionali. Del resto basta osservare la realtà dei fatti: l’unica cosa che conta nel capitalismo è il profitto.
I vaccini delle grandi aziende farmaceutiche si riveleranno inutili e, probabilmente, dannosi. La corsa al profitto ha annullato le verifiche sulla sicurezza – che per i vaccini richiedono tempi molto lunghi – oltre a incentivare false dichiarazioni sulla loro efficacia e sul loro funzionamento (impediscono i contagi o le manifestazioni dei sintomi?). Le divisioni fra “favorevoli e contrari” al vaccino sono una forma di guerra fra poveri, come ce ne sono tante.

Le masse popolari devono mobilitarsi per:
– pretendere che il governo italiano collabori con i paesi che hanno un sistema sanitario slegato dalla mercificazione della salute pubblica (Cina, Cuba, Venezuela), anziché alimentare le speculazioni delle case farmaceutiche;
– imporre che siano effettuati tutti i controlli e le verifiche sulla loro composizione, sicurezza e efficacia prima di procedere alla somministrazione su ampia scala.

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