È uscito il numero 66 de La Voce del (nuovo)PCI, rivista quadrimestrale del nostro Partito fratello.
È un numero “particolare”, a partire dal numero di pagine, che dà molto spazio all’analisi e alla spiegazione degli avvenimenti correnti sia in ambito economico che politico, senza tralasciare approfondimenti di storia, di concezione del mondo e di metodo. È un numero “da battaglia” che raccoglie, sintetizza e trae insegnamenti tanto dalle lotte e dalle mobilitazioni spontanee quanto dalle esperienze fatte dai compagni sul campo.
“Questo numero di La Voce è dedicato alle particolarità della tattica della fase attuale, espressamente inquadrate però nella strategia che indichiamo e pratichiamo per andare verso l’instaurazione del socialismo: l’opposto dell’aspettare che la rivoluzione scoppi e del limitarsi a lotte rivendicative, proteste, elezioni o a una qualche combinazione di esse”.
Nel contesto di crisi terminale del capitalismo aggravata dalla pandemia da Covid-19, quello che prima accadeva in un anno adesso avviene in un mese: tutto va molto più veloce e gli sviluppi in ogni campo sono repentini. È necessario mantenere la barra dritta sulla concezione comunista del mondo, il faro che ci permette di non perdere la bussola.
Ed è proprio alla luce della concezione comunista del mondo che gli articoli illuminano i fatti correnti trattati nel numero. Ogni giorno sentiamo parlare di nazionalizzazioni, di MES e Recovery Fund, di Debito Pubblico e delle contraddizioni che caratterizzano la situazione internazionale. Ma a cosa serve “sapere le cose” se poi non le usiamo?
In quest’ottica, gli articoli de La Voce sono scritti con rigore e lungimiranza. Perché la rivoluzione socialista non è un’utopia, ma un processo estremamente concreto che costruiamo giorno dopo giorno: non tra dieci anni, ma OGGI.

Scriviamo spesso che siamo in guerra, una guerra di classe tra masse popolari e borghesia imperialista. In guerra non si va disarmati, lo studio de La Voce è una di queste “armi”: uno strumento di lavoro teorico per tutti coloro che sono decisi a farla finita con il corso corrente delle cose e vogliono darsi realmente i mezzi per farlo.
Invitiamo quindi i nostri lettori a leggere, far conoscere, riprodurre, diffondere questa rivista, studiarla (anche organizzando gruppi di studio), raccogliere le opinioni e le proposte dei compagni che la leggono per trasmetterle alla redazione de La Voce e contribuire così al rafforzamento del movimento comunista del nostro paese (nuovopci@riseup.net).

“Il socialismo non nasce bell’e fatto. Al socialismo arriviamo perché per attuare le misure di buon senso necessarie a far fronte ai mille problemi che le assillano, le masse popolari constateranno che devono affidarsi a se stesse (organizzazioni operaie e popolari), ai comunisti e al partito comunista. In ognuna delle mille lotte rivendicative particolari e concrete che compongono la resistenza attuale delle masse popolari e che la pandemia ha moltiplicato riusciamo a far fronte alle difficoltà, a vincere e a conquistare progressi duraturi tanto più quanto più avanziamo nella lotta generale per mettere fine al catastrofico corso delle cose che la borghesia imperialista in ogni campo impone all’umanità. Il socialismo è il futuro del nostro paese, è il futuro dell’intera umanità!”.

Le citazioni sono tratte dall’Avviso ai Naviganti n.102 del 28.11.2020 del (nuovo)PCI

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