Condividiamo una nota dalla sezione di Pisa del P. CARC, a sostegno della lotta di un compagno che lavora presso una delle agenzie di sicurezza privata della città.

Chiediamo assunzioni immediate a tempo indeterminato per tutti i lavoratori della vigilanza privata non armata di Cisanello e Santa Chiara di Pisa, ai quali scadranno i contratti a dicembre/gennaio e che ad oggi non hanno ancora ricevuto nessuna comunicazione da parte dell’azienda. In questa fase di emergenza sanitaria e di aggravarsi della crisi economica che sta attraversando il paese, nessun lavoratore deve essere mandato a casa! I mancati rinnovi sarebbero veri e propri licenziamenti! Vogliamo:

– paghe dignitose e non paghe misere che vanno al di sotto del minimo contrattuale (3,80 euro l’ ora) e della soglia di povertà (violando l’ art.36 della costituzione che assicura la tutela salariale anche a questi tipi di settori lavorativi): come lavoratori abbiamo diritto a una retribuzione adeguata e ad una vita dignitosa;

– sicurezza sul luogo di lavoro per noi e tutti i lavoratori che si trovano dentro le strutture sanitarie, che da marzo 2020 combattono in prima linea ulteriori contagi da Covid-19 dentro gli ospedali, con dispositivi di sicurezza individuali inadeguati o non del tutto protettivi. Come lavoratori esposti al contagio e a diretto contatto con l’utenza, abbiamo diritto anche noi alla tutela della nostra salute attraverso i mezzi di prevenzione sanitaria (test seriologici e tamponi, formazione, eccetera);

– turni di 8 ore con diritto alla pausa pranzo, e non di 12 ore consecutive che vanno a nuocere sulla salute e sulla la dignità di chi lavora. Ogni lavoratore ha il diritto costituzionale di rifiutare le 12 ore di lavoro senza che sia messa in pericolo la sua situazione lavorativa (minacce di licenziamento);

– buoni pasto per tutti i lavoratori della vigilanza non armata che lavorano dentro i padiglioni e dentro i parcheggi dell’ospedale Cisanello: come lavoratori operanti all’interno di strutture pubbliche, riteniamo di avere il diritto di accedere alla mensa dell’ospedale.

Organizziamoci e mobilitiamoci per attuare le vere misure che servono ai lavoratori e alla salute di tutti i cittadini.

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