DPCM, nuove restrizioni e nuovi divieti non devono fermare le mobilitazioni

per misure anticontagio efficaci, pubbliche, gratuite e di massa;

per la sicurezza sui luoghi di lavoro;

per il sostegno economico necessario a una vita dignitosa;

per cacciare la giunta stragista della Regione Lombardia.

Il 7 novembre alle 10 presidio per la cacciata della giunta Fontana / Gallera sotto la Regione Lombardia.

Nelle prossime ore entrerà in vigore un nuovo DPCM, annunciato da giorni e ritardato dalla mancanza di accordi fra comitati di affari, correnti politiche, cosche speculative.

Fra le misure annunciate, l’istituzione di nuove zone rosse in cui sono limitati gli spostamenti, proibiti gli assembramenti pubblici, impedite le assemblee e le manifestazioni, aggravate le restrizioni per l’utilizzo di circoli, sedi spazi e comuni. A fronte della completa mancanza di misure per prevenire i contagi negli ospedali e nelle grandi e medie aziende, i veri focolai del contagio, è evidente che l’unica preoccupazione delle autorità preposte è impedire la mobilitazione popolare: quella dei piccoli commercianti obbligati a chiudere, quella degli studenti che si ribellano allo smantellamento del diritto allo studio, quella degli insegnanti che per il braccio di ferro fra Ministro e Regioni sono agnelli sacrificali, quella della moltitudine di persone abbandonate a loro stesse – ancora una volta, dopo il disastro di marzo e aprile – da una gestione sanitaria di tipo affaristico che è la causa della moltiplicazione dei contagi e dei morti.

In particolare in Lombardia, regione in cui le masse popolari hanno già pagato nella scorsa primavera il prezzo più alto della gestione stragista della pandemia di Fontana e Gallera (disastro del sistema sanitario, ordinanza delle RSA, speculazioni su DPI e tamponi, ecc.), il nuovo DPCM ha il ruolo di impedire le mobilitazioni, le proteste, l’organizzazione e l’iniziativa delle masse popolari. La classe dirigente lombarda si è pavoneggiata per anni per una eccellenza basata sulla speculazione e sulla ostentazione dei suoi risultati: la pandemia l’ha però costretta a togliere la maschera:

– il personale medico, infermieristico, tecnico è costretto a turni di lavoro massacranti in condizioni di sicurezza inesistenti in ospedali che sono stati fatti diventare focolai di contagio incontrollabili;

– a peggiorare la situazione, la Regione ha disposto la “quarantena part-time”: un operatore sanitario che è stato in contatto con un positivo è obbligato alla quarantena fiduciaria fuori dall’orario di lavoro, ma è obbligato a uscire di casa per lavorare in ospedale;

– il sistema dei tamponi è scoppiato da settimane: file interminabili ai drive in, risultati persi per strada, difficoltà nel fissare i tamponi “in uscita”, tracciabilità inesistente.

In nome del profitto, i lavoratori e le masse popolari sono carne da macello. Questo è il vero contenuto dell’“eccellenza lombarda”!

Nei prossimi giorni sono previste importanti mobilitazioni convocate prima dell’entrata in vigore del nuovo DCPM:

– il 4 novembre alle 18 mobilitazione in Piazza della Scala “Istruzione, reddito, salute”;

– il 5 novembre sciopero dei metalmeccanici (con varie mobilitazioni. Segnaliamo quelle comunicate pubblicamente: il presidio sotto Assolombarda alle ore 10, il presidio di fronte alla Whirlpool di Cassinetta (VA) alle ore 6, il presidio con assemblea operaia alla Alfa Acciai di Brescia alle 15;

– il 6 novembre alle 14:30 il presidio di solidarietà con gli antifascisti fuori dal Tribunale di Milano

– il 7 novembre alle 10 il presidio per la cacciata della giunta Fontana / Gallera sotto la Regione Lombardia e alle 14:30, sempre sotto la Regione, il presidio dei lavoratori dello spettacolo.

Ogni mobilitazione, protesta e iniziativa finalizzata a rompere il ricatto fra “contagiarsi e contagiare” o “avere di che campare” è legittima!

Il P.CARC sostiene tutte le iniziative e le mobilitazioni e chiama gli operai, i lavoratori del pubblico impiego, i lavoratori autonomi, gli studenti e i pensionati a sostenerle e a partecipare.

Ognuna di esse deve contribuire alla cacciata della Giunta stragista della regione Lombardia: la Lombardia deve essere commissariata per le evidenti responsabilità di Fontana e Gallera nell’ecatombe della scorsa primavera, per le speculazioni che hanno continuato a dirigere, per la manifesta volontà di tutelare gli interessi di pochi (Confidustria in primis) a scapito della salute pubblica.

Stante il grado di complicità del governo Conte, il commissariamento di cui c’è bisogno non è la messa sotto tutela di un tecnico (chi? Ranieri Guerra dell’OMS? Un tirapiedi di Speranza o un vescovo come quello messo a capo della Commissione assistenza anziani? Un affarista come Maroni o un faccendiere come Alfano, che nel frattempo hanno consolidato il loro ruolo alla testa del gruppo San Donato?), ma sotto la tutela della parte di masse popolari già organizzate.

Gli organismi dei lavoratori degli ospedali, le reti dei medici di base e di medicina generale, quelli che hanno disobbedito alle ordinanze regionali andando a casa a curare i malati, le brigate volontarie per l’emergenza, i comitati in difesa della sanità pubblica e associazioni come Emergency, Medicina Democratica, il Tavolo della Sanità di Bergamo, gli organismi dei lavoratori ATM e Trenord, gli insegnanti e i collettivi degli studenti che hanno promosso le lezioni sotto la Regione Lombardia… hanno tutti un problema comune e insieme rappresentano la soluzione. Devono organizzarsi per costituire una commissione popolare per la sanità, rivendicare le misure necessarie a fare fronte alla situazione e iniziare ad attuare da subito quelle che possono già attuare con i mezzi che hanno a disposizione.

Al diavolo che sia legale, al diavolo che sia permesso, al diavolo che sia difficile. E’ necessario, è possibile, è legittimo!

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