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[Italia] Si estende il NO alla chiusura di case del popolo e circoli decretata dal governo Conte 2

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Ottobre 30, 2020
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ARCI:

I Presìdi CURIAMO LA SOCIALITÀ #noncistiamo

https://www.arci.it/i-presidi-curiamo-la-socialita…/

***

Partito Comunista Toscana

https://www.facebook.com/864246836965042/posts/3584807834908915/

RIAPRIRE SUBITO CASE DEL POPOLO E CIRCOLI RICREATIVI.

Un’altra vergogna per il Governo Pd – 5 Stelle: chiuse le Case del Popolo e i Circoli Ricreativi.

Un colpo durissimo per diverse migliaia di strutture in tutto il paese, che rischiano in molti casi di non riaprire. Anche perché non esistono misure di sostegno economico per queste realtà nelle disposizioni del Governo, mentre i loro bilanci sono spesso molto deboli, proprio perché si tratta di spazi che privilegiano la socialità e la solidarietà rispetto alla logica del profitto.

Migliaia di soci si vedono così privati dei luoghi della cultura e dell’associazionismo, della cultura e della partecipazione. Centinaia di lavoratori vengono messi a casa senza alcun motivo.

Il Partito Comunista esprime la propria solidarietà ai soci e ai lavoratori dell’ARCI e di tutte le altre sigle coinvolte da questo provvedimento scellerato.

Saremo in piazza con voi per difendere i vostri diritti, che sono anche i nostri.

RIAPRIRE SUBITO LE CASE DEL POPOLO!

***

ARCI La California

https://www.facebook.com/11935

Durante il lockdown molte associazioni appartenenti al terzo settore tra cui i circoli Arci e le Brigate di Solidarietà, si sono organizzate per aiutare i più deboli. Hanno creato dei punti di raccolta viveri, hanno consegnato la spesa alle persone disagiate, hanno consegnato mascherine e medicinali a chi non poteva uscire di casa, hanno offerto la propria disponibilità alla pubblica assistenza, hanno offerto aiuto psicologico a persone che soffrivano, hanno organizzato spettacoli e intrattenimento via internet per i più piccoli, hanno cercato di arrivare dove le istituzioni non sono arrivate….e quelle stesse istituzioni per ringraziarci ci chiudono. Ma non ci state chiudendo per il covid, ci state chiudendo semplicemente perchè non facciamo profitto, la stessa ricerca del profitto che ha portato lo smantellamento della sanità e di tutti i servizi pubblici. Non dobbiamo chiudere dobbiamo aiutare e combattere le ingiustizie.

***

Appello ai Circoli, alle Sezioni, alle associazioni e ai centri di aggregazione: teniamo aperti in sicurezza gli spazi ai lavoratori e alle masse popolari

In queste settimane i dati ufficiali sull’aumento dei contagi in tutta Europa stanno spingendo i governi di vari paesi a imporre nuove misure restrittive.

In Italia, benché i numeri dei contagi siano inferiori rispetto ad altri paesi, il Governo sta predisponendo una serie di misure restrittive per “vietare assembramenti al chiuso” mobilitando nuovamente l’esercito per effettuare controlli e comminare sanzioni.

Tali misure sono presentate all’opinione pubblica principalmente come “una stretta sulla movida”, esse hanno invece il risultato di ostacolare l’organizzazione dei lavoratori e le masse popolari e sono del tutto inefficaci per limitare il numero dei contagi, poiché i contagi avvengono principalmente nelle grandi aziende in cui focolai si sono moltiplicati anche durante l’estate, negli affollamenti dei trasporti pubblici, nelle RSA e negli ospedali, nell’incapacità di tracciare i positivi. Insomma l’aumento dei contagi è conseguenza delle scelte scellerate del Governo Conte che, pur di salvaguardare gli interessi di confindustria e gruppi finanziari, cerca di far mettere la testa sotto al tappetto alla popolazione italiana.

Al di là della propaganda di regime, ciò risulta evidente alla luce dell’esperienza.

– Già a marzo e aprile le restrizioni delle libertà di movimento e di riunione hanno colpito duramente i lavoratori: le fabbriche e le aziende erano rimaste aperte, ma erano vietate assemblee sindacali dentro e fuori le aziende. Soltanto la mobilitazione degli operai, costretti spesso anche a violare le leggi, con gli scioperi spontanei di marzo, ha imposto la chiusura delle aziende e l’adozione di misure di sicurezza che hanno in parte limitato il disastro sanitario che era in corso (ricordiamo in particolare la Lombardia e la decisione di non istituire la zona rossa nella bergamasca).

– L’importanza di riunirsi, discutere e organizzarsi, di avere spazi e strutture a disposizione per farlo è dimostrata in modo esemplare dall’esperienza delle Brigate volontarie per l’emergenza. Esse sono nate e si sono sviluppate soprattutto attorno agli spazi autogestiti che non si sono piegati ai divieti di riunione e hanno assunto un ruolo insostituibile in tutti i territori in cui hanno operato e operano, promuovendo l’organizzazione popolare per fare fronte ai mille problemi provocati dall’emergenza (e spesso anche dalle “soluzioni” imposte dalla classe dominante) fornendo a centinaia di migliaia di persone il sostegno che non è arrivato dalle autorità e dalle istituzioni.

Se vogliamo trarre un insegnamento dalla dura esperienza delle settimane di chiusura, esso è che le principali artefici della salute pubblica sono state le masse popolari organizzate e non le autorità costituite che spesso, invece, si sono rivelate essere parte del problema.

Pertanto oggi l’unica strada positiva da percorrere per fare fronte all’emergenza che continua, quella sanitaria, e che si aggrava, quella economica e sociale, è favorire in ogni modo l’organizzazione e la mobilitazione dei lavoratori e delle masse popolari.

Per questo facciamo appello ai circoli ARCI, alle Case del Popolo, alle Associazioni, ai centri di aggregazione, alle sedi di partito affinché lascino aperte le loro sedi e le loro strutture a quanti si vogliono riunire per discutere, organizzarsi e mobilitarsi.

E’ probabile che i gestori subiscano pressioni, minacce e ritorsioni (multe, ecc.), ma è possibile fronteggiare ognuna di esse ricorrendo alla solidarietà e alla mobilitazione delle stesse masse popolari che si organizzano e si mobilitano.

Ciò che bisogna evitare in ogni modo è cedere alla paura seminata ad ampio raggio dalla propaganda di regime e “autocensurarsi”, ad accodarsi alla tesi che “ogni assembramento è pericoloso allo stesso modo”.

L’organizzazione dei lavoratori e delle masse popolari è l’unica strada per fare fronte efficacemente all’emergenza!

Le misure efficaci per prevenire i contagi sono oggi conosciute e le abbiamo riassunte in un Vademecum che mettiamo a disposizione di tutti coloro che riconoscono il bisogno di rafforzare le masse popolari organizzate. Anzi diciamo di più: promuoviamo iniziative pubbliche di presentazione e spiegazione del contenuto dei Vademecum, educhiamoci a una sana aggregazione che garantisca la salute ed eviti il contagio.

Tenendo ben presenti le differenze fra quel periodo e la situazione attuale, oggi bisogna fare cose con lo stesso spirito di cui erano animata la Resistenza al nazifascismo, decisi a liberare il paese dal virus che rende la vita impossibile a milioni di persone. Esso non è il Coronavirus, è la combinazione dello sfruttamento e della sottomissione a cui la classe dominante costringe le masse popolari.

Partito dei CARC

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