Difendere ad ogni costo i posti di lavoro

Non sono i padroni a essere forti, sono gli operai e le masse popolari che devono imparare a far valere tuttala loro forza!

I vertici aziendali della multinazionale tedesca Wittur hanno confermato di voler spostare gran parte della produzione della SEMATIC in Ungheria e tagliare i posti di lavoro: hanno già provveduto a concentrarne provvisoriamente una parte a Seriate e a ridurre la produzione a Osio. Stanno approfittando dell’emergenza sanitaria per giustificare questa operazione.

La chiusura è l’esito di un corso di “morte lenta” che dura da anni sulla pelle degli operai: da quando la Wittur è entrata in possesso della SEMATIC per togliere di mezzo un concorrente. Ci avevano già tentato nel 2019 fermati allora da una decisa risposta di lotta degli operai. Finora i tavoli aperti in Provincia, in Regione Lombardia e ora quello da programmare al Ministero hanno solo concesso tempo all’azienda per far avanzare i propri piani e cercare di far sbollire la rabbia dei lavoratori.

La decisione della direzione aziendale dimostra ancora una volta come agiscono i padroni, i loro amministratori, le loro istituzioni. La vita e il lavoro degli operai che per anni garantiscono al paese una produzione utile e di qualità, vengono sacrificati sull’altare degli interessi di chi, dopo aver ampiamente ingrassato le proprie tasche sulle loro spalle, decide di fare le valigie e andarsene, dove produrre costa meno perché sfruttano di più gli operai (meno salario, diritti, sicurezza sul lavoro, ecc.).

Bisogna mettere fine a questo scempio con ogni mezzo! Bisogna battere questi sciacalli e impedir loro di raggiungere gli obiettivi criminali che si prefiggono! Senza farsi intimorire dai decreti sicurezza di Salvini. Questo significa applicare l’articolo 1 della Costituzione del ’48 e anche tutelare la sovranità nazionale! Non si tratta di affidarsi alle istituzioni e alle autorità che, al di là delle chiacchiere e delle rassicurazioni, hanno dimostrato di non voler rompere con la sottomissione ai padroni di ogni risma. Va mantenuta salda in mano operaia la direzione della lotta e allargato il fronte della mobilitazione unendo le forze della classe operaia e dei lavoratori del territorio (dagli operai della Tenaris, a quelli della SIAC di Pontirolo, dell’ACP di Cividate, ai precari della scuola e dell’industria, agli operatori del commercio e dei trasporti) in una mobilitazione solidale con gli operai della SEMATIC.

La battaglia per la difesa della SEMATIC è un baluardo della lotta più generale in corso in tutto il paese per la difesa dell’apparato produttivo, per il diritto a un lavoro utile e dignitoso per tutti! È per questo che riveste grande importanza fare fronte comune prima di tutto con le altre situazioni in crisi.

Bisogna con ogni mezzo impedire la chiusura dello stabilimento

Costruire nelle aziende Consigli di Fabbrica come fu quello della Philco o dei tanti sorti nelle aziende negli anni ’70: organismi tramite cui gli operai, al di là dell’appartenenza sindacale, possano decidere collettivamente il futuro dell’azienda, chiamando a raccolta tecnici ed esperti e ponendosi come punto di riferimento per i lavoratori e le masse popolari del territorio circostante.

Costruire fuori dall’azienda la rete di organismi capace di mobilitare i lavoratori e le masse popolari a fare fronte con l’autorganizzazione ai problemi più urgenti che vivono e di pretendere dalle istituzioni l’attuazione di tutte le restanti misure necessarie.

Esprimiamo solidarietà agli operai della SEMATIC-Wittur in lotta

Il partito dei CARC sostiene questo processo di riorganizzazione

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