Giusto giovedì scorso, il 15 ottobre, abbiamo fatto un dibattito su emergenza casa e sfratti dato che a fine anno dovrebbe scaderne il blocco voluto dal governo centrale: una misura necessaria per far fronte ad un aumento degli stessi stimato intorno al 30%, a causa della crisi economica che il COVID ha fatto deflagrare. E’ da sottolineare che il suddetto blocco significa che erano sospesi gli sfratti con la forza pubblica, non le richieste che hanno continuato tranquillamente a pervenire ai tribunali; per questo diciamo che è necessario organizzarsi da subito per far fronte alla ennesima misura lacrime e sangue che la classe dominante vuole infliggere alle masse popolari che sono colpevoli di essere rimaste senza reddito: la quasi totalità degli sfratti avviene per morosità incolpevole.

Casa SPA, il carrozzone tirato su dal Comune di Firenze per “gestire” il patrimonio immobiliare pubblico delle case popolari (non a caso definito società per azioni) ha invece bruciato i tempi con lo sfratto avvenuto ieri a Rovezzano nei confronti di una inquilina morosa, sbattuta senza troppi complimenti in mezzo alla strada dopo essere sparita per diverse ore nelle mani della squadretta di vigili andata a “liberare” lo stabile, nel bel mezzo dell’aumento esponenziale di contagi per COVID. Il post su FB del Movimento di Lotta per la Casa spiega bene cosa è successo e non servono molti altri commenti.

Evidentemente per Casa SPA non valgono le leggi del suo stesso Stato e tantomeno i DPCM, mentre il silenzio del sindaco e del Partito Democratico in generale sono un segnale inequivocabile, che fa più rumore di cento comunicati stampa. Segnaliamo invece che pure il Comune di Livorno non vuole essere da meno (https://www.gonews.it/2020/09/18/contrasto-alle-occupazioni-abusive-installati-impianti-di-allarme-nelle-case-popolari-sfitte/) e quindi in Toscana si spendono migliaia di euro per installare impianti di allarme negli appartamenti sfitti invece di destinarli al loro restauro, per lastrarli e tenerli sotto stretta sorveglianza.

Ci sembra chiaro ed evidente come questa classe dominante non si fa problemi a violare per prima la sua stessa legalità, che siano leggi ordinarie o di emergenza, mentre si sgola nei confronti di giovani, operai, pensionati e masse popolari per il rispetto rigoroso degli schizofrenici provvedimenti presi quasi ogni giorno per far fronte alla pandemia – per mascherare la loro incapacità criminale nel farvi fronte – e perpetuarne la sottomissione, alimentando la guerra tra poveri individuando volta per volta un colpevole (il runner, la movida, gli immigrati) per distogliere l’attenzione dalla loro responsabilità.

Ribadiamo che l’incontro del 15 ottobre voleva essere l’apertura di un dibattito con l’obiettivo di mettere in campo azioni tese a prevenire un simile scenario, ancora più catastrofico nel mezzo di una emergenza sanitaria che con ogni evidenza non finirà molto presto. L’organizzazione e la mobilitazione delle masse popolari è fondamentale per rafforzare ed estendere la resistenza sacrosanta che le masse popolari fiorentine opporranno a queste misure infami di Casa SPA dietro cui si nascondono Comune e Regione, intenti a riprendersi un altro pezzo del nostro patrimonio per destinarlo a soddisfare l’insaziabile appetito dei pescecani del mattone: quelli che hanno fatto della nostra città una bomboniera ad uso e consumo di turisti che, una volta spariti per il COVID, l’hanno letteralmente gettata sul lastrico.

Quanto avviene però non è un castigo divino o un episodio sfortunato ma la diretta conseguenza di decenni di precise politiche del Partito Democratico, che ha “investito” praticamente a senso unico nell’industria del turismo, svuotando il centro storico (e ora tocca alle periferie). Il contributo di Francesca Conti di Perunaltracittà in questo senso è stato illuminante.

Rilanciamo quindi le proposte che abbiamo fatto in quella sede:

  • Costituire in ogni caseggiato o quartiere popolare, e svilupparli laddove già esistono, comitati autogestiti di affittuari e inquilini che si occupino del controllo dell’operato di Casa SPA e della destinazione di fondi e risorse, avviino una mappatura degli appartamenti sfitti per procedere all’assegnazione dal basso degli stessi;

  • Mappare gli edifici pubblici e privati dismessi – solo quelli militari in disuso sono svariati – mobilitando i dipendenti pubblici, gli organismi e i tecnici (urbanisti, architetti, eccetera) disponibili a sostenere le masse popolari;

  • Sviluppare e rendere ordinario il confronto e il coordinamento fra le varie organizzazioni che già si occupano di questa problematica in città: Comitato Blocco Antisfratto, Perunaltracittà, Movimento di Lotta per la Casa, Unione Inquilini.

Questi sono alcuni dei passi da fare sul tema di sfratti, speculazioni immobiliari e Casa, sono passi per arrivare a porre le basi dell’amministrazione di emergenza che realmente serve a Firenze e all’area metropolitana: altro che zone rosse mirate (contro i soliti noti) e coprifuoco, usando un linguaggio sempre più guerrafondaio!

Ma di guerra effettivamente si tratta, anche se ci viene condotta contro senza le armi provoca lo stesso morti e feriti per la disperazione, la mancanza di cure sanitarie e servizi adeguati, sbattendo le persone per strada perché la società capitalista non è in grado di garantire un lavoro utile e dignitoso a tutti e tutte (e dalla cura del territorio che si allaga ad ogni acquazzone a quella dei bambini con gli asili, per fare due esempi banali, ce ne sarebbe anche per chi migra nel nostro paese), per l’inquinamento persistente che il raddoppio di Peretola renderebbe devastante.

Gli interessi di questa classe dominante e quelli delle masse popolari sono con ogni evidenza sempre più inconciliabili e sta a noi organizzare e mobilitare le masse popolari per far valere la loro inarrestabile forza, per imporre governi di emergenza ad ogni livello e avanzare verso il socialismo: la soluzione strategica a tutti questi mali che ci affliggono, la società che dobbiamo contribuire a fare emergere da questa sempre più putrescente e in disfacimento.

La sezione di Rifredi del P.CARC

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