Tutto il potere alle masse popolari organizzate. Per un nuovo sistema di governo e di potere

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Solo gli operai e le masse popolari organizzate possono conquistare la sovranità nazionale e costituire un nuovo sistema di governo e un nuovo sistema di potere nel nostro paese.
Un nuovo sistema di governo per fare fronte da subito agli effetti più gravi della crisi e imporre le misure necessarie per affermare in ogni campo gli interessi delle masse popolari. A partire dalla salvaguardia dei posti di lavoro esistenti, delle aziende e degli stabilimenti che sono depredati dalle multinazionali, dalla creazione di nuovi posti di lavoro utili e dignitosi, dalla difesa e dal potenziamento della sanità e della scuola pubblica, dalla tutela dell’ambiente, dalle misure per garantire a ogni famiglia una casa dignitosa. La lotta per costituire un governo di emergenza delle masse popolari organizzate è la strada per lanciare su vasta scala la lotta per la sovranità nazionale e, contemporaneamente, è la strada per contendere il potere alla classe dominante fino a scalzarla e instaurare il socialismo.
Un nuovo sistema di potere, cioè cancellare il sistema di potere della borghesia imperialista e instaurare il socialismo, una società basata su tre pilastri: la dittatura del proletariato, la proprietà collettiva dei mezzi di produzione e la crescente partecipazione delle masse popolari alla gestione della società.
Questa è l’unica strada possibile per realizzare quella sovranità nazionale che imperialisti USA, UE e Vaticano hanno impedito fin dalla vittoria della Resistenza sul nazifascismo, facendo del nostro paese ambito di spartizione, speculazione e saccheggio dell’apparato produttivo.
E’ compito dei comunisti operare per promuovere su vasta scala e in modo capillare l’organizzazione della classe operaia e delle masse popolari.
I comunisti sono il motore della rivoluzione socialista, le masse popolari organizzate ne sono la forza.

In ogni città e in ogni territorio i comunisti devono assumere il ruolo che la storia assegna loro: devono diventare i promotori dell’organizzazione della classe operaia e delle masse popolari e valorizzare tutti ai fini della lotta per il socialismo.
L’unico motivo per cui la classe dominante riesce a mantenere il governo del paese e il suo ruolo di dominio sulla società risiede nell’arretratezza, nelle incertezze, nelle timidezze, nello scetticismo e nella sfiducia nelle masse popolari di quanti oggi si dichiarano anticapitalisti e comunisti, ma non lavorano con una giusta concezione (concezione, linea, metodo) per instaurare il socialismo.
Va “di moda” sostenere che non ci sono le condizioni per la rivoluzione socialista e che “i tempi non sono maturi”, ma la verità dimostra che ogni giorno di sopravvivenza del capitalismo corrisponde a un generale peggioramento delle condizioni materiali di vita e di lavoro per milioni di lavoratori del nostro paese e miliardi di persone nel mondo.
Non solo “i tempi sono maturi”, ma la rivoluzione socialista è l’unica strada per porre fine al disastro in cui la classe dominante ci costringe.

I comunisti si devono unire. Non in una “unione senza principi” per dare vita a un grande partito comunista che punta a ottenere seggi in Parlamento: quella strada è fallimentare e la storia del movimento comunista del nostro paese e internazionale lo dimostra. I comunisti ovunque collocati devono perseguire l’unità nella pratica: nella lotta contro la chiusura delle aziende e per la difesa dei posti di lavoro, di fronte alle scuole per la difesa del diritto allo studio, con i lavoratori della sanità e gli utenti per il diritto a cure mediche di qualità, contro le speculazioni e il continuo peggioramento delle condizioni di lavoro di medici, infermieri e OSS, ecc.
I comunisti si devono unire nella promozione in ogni azienda e in ogni quartiere di organizzazioni operaie e popolari che costituiscono la spina dorsale della lotta per un nuovo sistema di governo e del nuovo sistema di potere che bisogna instaurare.

Stiamo costruendo consigli di fabbrica, di azienda, di scuola e di quartiere che individuano i principali problemi che affliggono le masse popolari e che si organizzano e si mobilitano per affrontarli e risolverli nell’interesse delle masse popolari tutte. Chiamiamo tali Consigli “il coordinamento delle organizzazioni operaie e popolari”, ma il contenuto e la funzione sono gli stessi di quei Consigli che in Russia furono chiamati Soviet e su cui si basava la società socialista. Operiamo affinché tutto il potere sia preso nelle mani dei Consigli: chiamiamo questo sistema di potere che vogliamo costruire e che stiamo costruendo “nuovo potere”. Esso contende il ruolo di direzione della società alla classe dominante man mano che noi comunisti siamo capaci di rafforzarlo e farlo crescere, attingendo dalla resistenza spontanea contro gli effetti della crisi.
Educare gli organismi operai e popolari a non avere alcuna fiducia nella democrazia borghese, nei suoi istituti, nella “rappresentanza”, nel sistema politico della classe dominante è obiettivo secondario, ma complementare, rispetto a costruire il legame con il movimento comunista cosciente e organizzato e all’educarli ad avere fiducia e imparare a usare la propria forza e le proprie capacità di dirigere il resto delle masse popolari.

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