Nonostante i media abbiano evitato con cura di far emergere il ruolo e le responsabilità del Vaticano nel processo di smantellamento della sanità pubblica e del conseguente disastro prodotto dalla gestione padronale della pandemia, in questi mesi il ruolo di governo occulto, irresponsabile e di ultima istanza del Vaticano in Italia è emerso in vari modi, così come emersa la necessità da parte del Vaticano – a partire dal disfacimento del regime di direzione “legale” del paese, in putrefazione a partire dal 1992 – attraverso la Democrazia Cristiana – di dover via via intervenire più direttamente nel governo del paese. Nei mesi scorsi esempi di ciò sono stati i continui appelli di Bergoglio a pregare per i governanti che dovevano prendere decisioni difficili oppure, il pronto accoglimento delle pretese provenienti dalla CEI che ha portato all’immediata riapertura dei luoghi di culto. Ciò ha dimostrato che il Vaticano ricopre un posto di primo piano tra i responsabili del disastro sanitario rappresentando il gruppo di potere economico e politico più influente del paese a cui le istituzioni italiane si inchinano e obbediscono mostrandone la natura di governo occulto di ultima istanza. Ultima mossa del Governo, che di fatto conferma la stretta relazione tra lo Stato e la Chiesa di Roma è stata la nomina di un monsignore a capo dell’assistenza agli anziani.

Vincenzo Paglia (Boville Ernica21 aprile 1945) è un arcivescovo cattolico italiano, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e gran cancelliere del Pontificio istituto Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia. È consigliere spirituale della Comunità di Sant’Egidio e presidente della Federazione Biblica cattolica internazionale. L’8 settembre il ministro della Salute Roberto Speranza con decreto ministeriale lo ha nominato capo di una commissione per l’assistenza agli anziani, [1] che si dovrebbe occupare di intervenire nelle Residenze Sanitarie Assistite, luogo della strage di questa primavera.[2] Tutto questo ha generato una interrogazione in Parlamento,[3] una risposta da una Commissione della Camera,[4] sdegno in Giorgio Cremaschi, esponente di Potere al Popolo,[5] “obbrobrio” in Paolo Flores d’Arcais, filosofo.[6]

 

Dall’accaduto è necessario trarre alcuni insegnamenti

Nel nostro campo l’evento genera grande interesse per tante cose che apprendiamo, utilissime per chi costruisce la rivoluzione socialista e quindi opera per togliere terreno al campo nemico delle masse popolari, quello dove stanno sia questo Governo che il Vaticano, organismo con cui questo governo ha relazione di dipendenza, come relazioni di dipendenza dal Vaticano hanno avuto tutti i governi della Repubblica italiana dalla sua fondazione.

  1. Innanzitutto, quando diciamo, insieme al (nuovo)PCI, che questa relazione di dipendenza è tale per cui quella italiana merita il nome di Repubblica Pontifica, molti ci considerano strani. Questa relazione di dipendenza però spiega fatti come quello della nomina di Paglia e come la prima uscita in pellegrinaggio dalla madonna di Montenero a Livorno del neoeletto governatore in Toscana Eugenio Giani, per parlare solo delle ultime due settimane. Il Vaticano governa il paese in modo indiretto, arte che il clero, e in particolare i gesuiti, hanno affinato a partire dalla fine del Cinquecento ai giorni nostri e questo è perfettamente dimostrabile. Il fatto che i comunisti, che indicano questo come potere di ultima istanza nel paese, siano considerati a dir poco strani, è segno che almeno fino a oggi l’opera di copertura di questo potere ha funzionato.
  2. Questo governo opera a suo modo per tentare di mantenere questa copertura. È legatissimo al Vaticano a partire dal Presidente del consiglio, elemento che oltre a essere devoto di Padre Pio, che è un elemento di colore, è stato studente e frequentatore dei centri studi più esclusivi della Chiesa di Roma, e il modo operativo della copertura è nel presentarsi “di sinistra” nelle varie materie ma sempre fino a un certo punto, quindi “bisogna dare spazio alle donne nella società” ma nella Chiesa spazio non ne hanno, “bisogna dare dignità ai lavoratori” ma i bergogliani difendono il Jobs Act e questo particolare bergogliano Vincenzo Paglia quando gli operai dell’acciaieria di Terni erano in lotta si mise dalla parte dei padroni, “bisogna aprire la porta agli immigrati” ma solo fino a quando non ne possiamo fare entrare più, “bisogna pagare le tasse” ma la Chiesa non le paga, ecc. È il festival dell’ipocrisia, cui si prestano i ministri Speranza ma anche una folta schiera di intellettuali vaneggianti di un Bergoglio che sarebbe ormai l’unico faro della sinistra.
  3. La copertura sta cedendo. I prelati sono costretti a farsi avanti direttamente e sempre più devono sporcarsi le mani direttamente. In questo modo generano scandalo per l’intromissione e la lacerazione della copertura mostra la putrefazione del regime di cui sono i primi responsabili e che tentano di nascondere spingendosi a dichiarazioni da “estrema sinistra”, con un successo che può durare solo il tanto che è loro consentito dalla rinascita del movimento comunista in corso, che riprenderà la guida delle masse popolari per il progresso materiale e spirituale del paese.
  4. Apprendiamo tra le altre cose che secondo la Chiesa, nemica della scienza fino dai tempi di Galileo Galilei, matrimonio e famiglia per il clero sono materia scientifica da trattare in un Istituto, cosa che va contro tutto il romanticismo di tutta quella cultura borghese secondo la quale non si governano i sentimenti, meno che mai quello dell’amore. La confusione sotto il cielo è grande, diceva Mao Tse tung, aggiungendo che questo è ottimo per i comunisti. Aveva ragione. Per noi non è contraddittorio avere scienza dei sentimenti e serve a coltivare quelli che fioriscono e danno frutto, e togliere quelli cattivi.[7]

Sotto ci sono i testi citati per chi è curioso di seguirne la sequenza e di vedere in dettaglio come i nostri governanti rivendicano di avere voluto costruire un “pensatoio” di poeti, scrittori, filosofi diretti da un prete, incaricato di indagare sulla terribile strage di anziani in Lombardia e in altre regioni di Italia e impedire che la cosa si ripeta, “pensatoio” dove non c’è nemmeno un medico e meno che mai uno dei lavoratori di questo settore, che tra l’altro sono senza contratto da 13 anni per la ferma opposizione di AIOP, l’associazione che governa le RSA e case di cura in mano alla Chiesa. Leggeteli e, lasciando da parte sdegni e rigurgiti, vi servano a coltivare idee e sentimenti per costruire la rivoluzione socialista in Italia.

 

Osservatorio delle attività di governo del Partito dei CARC

 

***

 

Il testo del Ministero della Salute[8]

 “I mesi del Covid – afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza – hanno fatto emergere la necessità di un profondo ripensamento delle politiche di assistenza sociosanitaria per la popolazione più anziana. La commissione aiuterà le istituzioni ad indagare il fenomeno e a proporre le necessarie ipotesi di riforma”. Mons. Paglia ringrazia il Ministro Speranza per l’incarico che gli affida e ritiene che “la Commissione rappresenta un prezioso strumento inteso a favorire una transizione dalla residenzialità ad una efficace presenza sul territorio attraverso l’assistenza domiciliare, il sostegno alle famiglie e la telemedicina. L’auspicio è che l’Italia, paese tra i più longevi ed anziani del mondo, possa mostrare un nuovo modello di assistenza sanitaria e sociale che aiuti gli anziani a vivere nelle loro case, nel loro habitat, nel tessuto famigliare e sociale”. 

 

L’interrogazione parlamentare[9] 

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-04631 presentato da MENGA Rosa (M5S)

testo di

Martedì 22 settembre 2020, seduta n. 397

Al Ministro della salute. 

Per sapere[10] – premesso che:

  • con decreto ministeriale 8 settembre 2020 il Ministro della salute ha istituito una commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana, con il compito di coordinare l’attività del Ministero in relazione all’assistenza, in particolare con riferimento all’assistenza domiciliare;
  • l’istituzione della Commissione consegue al fatto che la pandemia da Covid-19 ha colpito prevalentemente gli anziani e, in modo particolarmente severo, gli assistiti in Rsa che, secondo stime prudenziali, costituiscono circa il 50 per cento di tutte le vittime della pandemia; la letteratura scientifica concorda che l’importante fattore di rischio emerso nella pandemia conferma le fragilità intrinseche delle Rsa e che, pertanto, s’impone un cambio di paradigma nell’assistenza agli anziani;
  • la Commissione ha il compito di proporre la riorganizzazione del modello sanitario e socio-sanitario al fine di favorire una transizione dalla residenzialità a servizi erogati sul territorio e di ridefinire la continuità assistenziale, suggerendo servizi, modalità, strumenti innovativi e digitali nonché proposte per l’efficientamento dei percorsi diagnostici e terapeutici del paziente cronico, per la qualità dell’assistenza e l’accessibilità delle prestazioni diagnostiche, terapeutiche e riabilitative;
  • la legge 23 dicembre 1978, n. 833, all’articolo 1, enuncia i principi che sostengono la tutela della salute e l’istituzione del servizio sanitario nazionale e, tra detti principi, si afferma che l’attuazione del servizio sanitario nazionale compete allo Stato, alle regioni e agli enti locali territoriali, garantendo la partecipazione dei cittadini, pur assicurando il collegamento ed il coordinamento con le attività e con gli interventi di tutti gli altri organi, centri, istituzioni e servizi, che svolgono nel settore sociale attività comunque incidenti sullo stato di salute degli individui e della collettività. Le associazioni di volontariato possono concorrere ai fini istituzionali del servizio sanitario nazionale nei modi e nelle forme stabiliti dalla legge;
  • il coordinamento con altre istituzioni e il concorso delle istituzioni di volontariato, incluse le organizzazioni ecclesiastiche, è dunque previsto nel servizio sanitario nazionale, ferma restando la competenza laica e pubblica per l’attuazione del servizio sanitario nazionale insita nel nostro ordinamento;
  • la commissione è presieduta dal Mons. Vincenzo Paglia, Gran Cancelliere del Pontificio Istituto teleologico per le scienze del matrimonio e della famiglia –:

quali siano i criteri e le valutazioni che abbiano condotto il Ministro interrogato ad individuare una figura ecclesiastica come presidente della Commissione istituita per riformare l’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana nell’ambito del servizio sanitario nazionale.

 

La risposta[11]

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 23 settembre 2020 nell’allegato al bollettino in Commissione XII (Affari sociali) 5-04631.

Come noto, la pandemia da COVID-19 ha colpito in modo particolare i soggetti più vulnerabili e, in particolare, gli anziani assistiti in Residenze Sanitarie Assistenziali o Case di Riposo; tale situazione impone un profondo ripensamento delle politiche di assistenza sociosanitaria nei confronti di tale categoria di persone fragili. Per queste ragioni, con decreto del Ministero della salute dell’8 settembre scorso, si è ritenuto opportuno istituire la «Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana».  Essa va considerata come un pensatoio in grado di offrire idee, spunti e riflessioni su cui poi opererà il Ministero della salute. Alla luce dei recenti eventi, infatti, è emersa l’esigenza di tutelare questa platea di persone in modo diverso rispetto al passato, garantendo loro un’assistenza più adeguata, in grado di limitare il rischio di esposizione ma anche di assicurare condizioni di vita migliori nei contesti familiari di provenienza. È forte la necessità di potenziare la rete dell’assistenza domiciliare, anche attraverso strategie fino ad ora attuate solo in via sperimentale. 

Il compito della neoistituita commissione è proprio quello di ripensare l’assistenza degli anziani nel quadro tuttavia di una riflessione più ampia, finalizzata a salvaguardare la dignità di queste persone ed il valore di questo tempo di vita che l’emergenza COVID ha messo in discussione, generando anche un rilevante dibattito politico e filosofico sul valore della vita quando le persone sono più vulnerabili perché anziane o ammalate. 

Attese le peculiari finalità della commissione, la scelta dei componenti non si è ispirata solo al dato della competenza tecnica nel campo dell’assistenza medica ma ha inteso abbracciare anche altri rilevanti campi del sapere e delle scienze umane, quali la filosofia, il diritto e la letteratura, proprio per assicurare una migliore comprensione della particolare condizione di vita delle persone anziane nelle variegate implicazioni di carattere umano ed esistenziale oltre che medico ed assistenziale. 

Al contempo si è inteso assicurare la presenza di sensibilità diverse, di tipo umano, culturale, religioso e professionale, proprio al fine di promuovere una riflessione a tutto tondo sulla delicata tematica. 

Per queste ragioni tra i membri della Commissione di recente istituzione, è stato indicato, in qualità di Presidente, S.E. Monsignor Vincenzo Paglia. Monsignor Paglia, da sempre infatti si è distinto per l’attenzione rivolta alle categorie fragili e, in particolare, agli anziani. Giova ricordare il suo impegno costante presso la Comunità di Sant’Egidio, che promuove da molti anni il programma «Viva gli Anziani !», un servizio di assistenza innovativo, volto a contrastare il fenomeno dell’isolamento sociale, attraverso modelli diversi rispetto agli strumenti ordinari, quali, ad esempio, i servizi residenziali.  Oltre a rappresentanti del mondo scientifico ed ecclesiale, tra i componenti della commissione figurano filosofi, scrittori, giuristi e docenti universitari: in particolare, giova rammentare la presenza di Edith Bruck, scrittrice e poetessa, della Dottoressa Maite Carpio, regista e giornalista, del Professor Gampiero Dalla Zuanna, Ordinario di Demografia presso l’Università di Trento, della Professoressa Nerina Dirindin, Docente di Economia Pubblica e Politica Sanitaria dell’Università di Torino, di Simonetta Agnello Hornby, scrittrice, nonché del Professor Alessandro Pajno, giurista, già Presidente del Consiglio di Stato. La formazione poliedrica della Commissione, consentirà di condurre una riflessione ad ampio spettro sulla terza età nel contesto emergenziale. Grazie alle variegate esperienze dei suoi componenti la Commissione potrà fornire un utile contributo a ripensare e a rafforzare la tutela dei nostri anziani nel contesto dell’assistenza domiciliare in una visione integrale della persona, costantemente orientata al rispetto della dignità e del valore della vita.

 

La denuncia di Cremaschi[12]

Il ministro della sanità Roberto Speranza, di LeU, ha nominato l’arcivescovo Vincenzo Paglia a capo della commissione di governo che si occuperà di salute e assistenza agli anziani. Al di là della persona, è un vergognoso appalto gratuito al rappresentante di una istituzione che già gestisce una parte enorme della sanità e dell’assistenza sociale privata. L’altra parte sta con la Confindustria. La quale ora potrebbe – per par condicio – chiedere di essere messa a capo di qualche altra importante commissione governativa. È questo il rilancio della sanità e dell’assistenza pubblica?  È questa la laicità dello stato?  È per questo che vogliono usare il MES?  Nemmeno la vecchia DC era così servilmente sfacciata verso il potere economico clericale, come colui che rappresenta la parte più “di sinistra” di questo governo. Sante privatizzazioni. 

PS Monsignor Paglia viene oggi presentato come un progressista e io non sono certo in grado di contestare questo giudizio. Però ricordo bene che quando ero nella FIOM e fui per molti giorni ai cancelli della TyssenKrupp di Terni, con gli operai in lotta contro lo smantellamento di un reparto strategico, Vincenzo Paglia allora vescovo della città sostenne le ragioni dell’azienda. 

 

Il disgusto di Paolo Flores d’Arcais[13]

La nomina di Vincenzo Paglia a presidente della “Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana”, decisa dal ministro della sanità Roberto Speranza, è un obbrobrio.

Il comunicato governativo parla di “monsignor” Vincenzo Paglia, per ignoranza o per furbo minimalismo. Il titolo che spetta a Vincenzo Paglia è infatti quello di S.E.R., cioè Sua Eccellenza Reverendissima, in quanto Vincenzo Paglia è Arcivescovo. Bastava compulsare l’annuario pontificio. S.E.R. Vincenzo Paglia non è solo il Gran cancelliere del Pontificio Istituto Teologico per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia, è soprattutto il Presidente della Pontificia Accademia per la vita. Gli incarichi che ha avuto e ha ne fanno, in termini secolari, uno dei più importanti ministri del governo del Papa.

Per quale motivo il ministro della salute di un governo democratico, per il quale perciò la laicità è una precondizione irrinunciabile, ha l’impudenza di nominare un “ministro” del Papa alla testa di una commissione particolarmente importante, visto che dovrà dar vita alla riforma dell’assistenza alla vecchiaia, di cui il Covid ha mostrato le carenze spaventose e per la quale, ovviamente, uno Stato democratico dovrebbe puntare sul servizio pubblico, di alto livello ed eguale per tutti? Nel mondo della medicina, della sociologica, del welfare, dell’assistenza agli anziani, in tutto l’apparato scientifico e amministrativo dello Stato italiano, c’è davvero tale indigenza di personalità preparate, che non resta altro che ricorrere non già alla “Réserve de la République”, come si dice in Francia, ma alla “Réserve du Pape”?

Come cofondatore della Comunità di Sant’Egidio, Paglia ha accumulato certamente grandi e meritevoli capacità nell’aiuto agli strati emarginati della popolazione (quelli di cui in un paese civile si dovrebbe occupare il welfare, che vergognosamente manca per ferocia liberista, dunque tanto di cappello alla carità di fede, che surroga), come componente della commissione avrebbe avuto la possibilità di offrirla alla riflessione di tutti. Ma il presidente della commissione è colui che indica l’orientamento generale, sintetizza la pluralità degli apporti, ha una funzione cruciale nel renderli operativi. Possibile che il ministro Speranza non si renda conto del macigno di conflitto di interessi (fossero anche solo spirituali), tra un importante incarico governativo e il ruolo ancor più eminentemente governativo di Vincenzo Paglia nella compagine di Papa Francesco?

Di sicuro S.E.R. Vincenzo Paglia si adopererà perché nessun anziano possa mai decidere liberamente, una volta avute le condizioni di assistenza materiali e morali migliori possibili, di porre fine a un’esistenza che non viva più come vita ma come tortura. Paglia è infatti un intollerante fautore dell’obbligo di vivere anche in condizioni di fine vita che risultino, a chi vi è immerso, tra sofferenza fisiche e psicologiche inaudite, insopportabili. Con che diritto, sul fine vita di un anziano che, ripeto, malgrado tutte le cure e l’assistenza migliore, fisica e affettiva, non voglia più restare al mondo perché considera questa una condizione di tortura, Paglia potrebbe imporre che “l’amaro calice” vada bevuto fino all’estremo della feccia? Perché questo, ovviamente indorato dei più bei sermoni, costituisce il cuore del suo libro contro l’eutanasia, “Sorella morte”.

Nel frattempo, a poche ore di distanza, è uscito un ponderoso documento della Congregazione vaticana per la dottrina della fede, il benemerito ex Sant’Uffizio, insomma, che definire intimidatorio è poco. Non si occupa affatto della fede, cioè di peccati e vita eterna. Non di peccati (il termine mi sembra ricorra una sola volta nell’ampio stralcio pubblicato dal “Foglio”), che sarebbe sua competenza, ma di crimini, la cui definizione è competenza della legge, cioè, in democrazia, dei cittadini attraverso i propri rappresentanti (e nel rispetto dei diritti civili che nessuna maggioranza può limitare o conculcare: tra cui il diritto a porre fine alla propria vita, ho dimostrato nel mio libro “Questione di vita e di morte”, Einaudi 2019).

 

[1]http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_4_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=salastampa&p=comunicatistampa&id=5650

[2] “(…) l’istituzione della Commissione consegue al fatto che la pandemia da Covid-19 ha colpito prevalentemente gli anziani e, in modo particolarmente severo, gli assistiti in Rsa che, secondo stime prudenziali, costituiscono circa il 50 per cento di tutte le vittime della pandemia” (da interrogazione parlamentare del 22 settembre, in http://www.infoparlamento.it/tematiche/interrogazioni-interpellanze-risoluzioni-mozioni/camera-dei-deputati-504631-interrogazione-sui-criteri-adottati-per-la-scelta-del-presidente-della-commissione-istituita-per-riformare-lassistenza-sani

[3] Vedi sopra

[4]http://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2020/09/23/leg.18.bol0440.data20200923.com12.pdf

[5] https://contropiano.org/interventi/2020/09/25/sante-privatizzazioni-0131986

[6] http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-nomina-di-vincenzo-paglia-da-parte-del-ministro-speranza-e-un-obbrobrio/?fbclid=IwAR3hQj3y3Xermi4rTRqwqqA_hl6Kvy0g75Hp5UBH_vdzuxyNidXbQHRE2P0

 

[7] Vedi in https://www.facebook.com/notes/beatrice-niccolai/molti-pensano-bertolt-brecht/10154826990743549/.

[8] Vedi sopra, Nota 1.

[9] Vedi sopra, Nota 2.

[10] Cosa vogliono sapere è scritto in fondo, dopo le varie premesse.

[11] Vedi sopra, Nota 4.

[12] Vedi sopra, Nota 5.

[13] Vedi sopra, Nota 7.

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