Come Federazione Toscana del P.CARC esprimiamo la nostra solidarietà ai delegati ed RLS dei Cobas dell’ospedale Serristori che sono stati sottoposti a provvedimenti disciplinari per aver usato la mail aziendale per inoltrare i propri materiali sindacali. L’Azienda li mette sotto accusa per un uso improprio della stessa, quando l’assessora Saccardi l’ha usata per mandare un gentile saluto ai suoi “dipendenti” in vista delle elezioni regionali, quando questa viene usata sempre per inoltrare materiali pubblicitari e commerciali di ogni tipo.

L’azienda – non a caso si chiamano così oggigiorno, perché le logiche sono quelle delle aziende capitaliste anche se la proprietà è pubblica – intende intimidire questi lavoratori combattivi e mettere loro il bavaglio, come è stato fatto durante l’emergenza COVID per l’infermiere Marco Lenzoni dell’ospedale di Pontremoli (multato per aver denunciato la mancanza di DPI), come con il delegato USB Scorzelli dell’ospedale di Merate (LC) che si rifiutò di mandare a lavorare i colleghi senza adeguate protezioni ed è stato colpito con sei mesi di sospensione. Anche a loro va la nostra solidarietà di classe incondizionata e invitiamo i Cobas stessi e le altre organizzazioni sindacali a fare altrettanto. Infatti oggi, come giustamente dicono i compagni, vengono sempre più ristrette le agibilità sindacali e anche quelle democratiche; per questo è necessario organizzarsi e coordinarsi a prescindere dal sindacato di appartenenza per farvi fronte e preparare il contrattacco, esprimere senza riserve la solidarietà di classe.

La sanità pubblica è un campo molto fertile in questo senso per la mobilitazione e l’organizzazione, lo dimostra la battaglia per il referendum abrogativo del 2015 in cui vennero raccolte oltre 50mila firme in due soli mesi e fatto saltare proprio dal neo presidente della Regione Toscana del PD Giani (i responsabili diretti dello smantellamento della sanità nella nostra regione). Lo dimostrano oggi i tanti comitati di parenti e familiari di vittime del COVID sorti in Lombardia e Piemonte: è necessario aggregare i lavoratori del settore, passati da “angeli” a inopportuni fastidiosi nel giro di pochi mesi, per far fare alla mobilitazione generale un salto di qualità.

La denuncia dei Cobas va oltre la forma e il pretesto usato dall’azienda per colpirli, il contenuto reale della faccenda sta, come scrivono nella nota, “… sulle esternalizzazioni, sugli appalti, sulle procedure concorsuali, sulle politiche del personale, sulla tenuta del servizio sanitario pubblico, sulla costante omissione degli obblighi di legge in materia di prevenzione, sicurezza e tutela della salute, sulle carriere e sugli intrecci delle politiche tra pubblico e privato…”.

Su questo pezzo vanno misurati da subito anche candidati e neo eletti alle elezioni regionali, con prese di posizione (come quella di Andrea Quartini del M5S) ma soprattutto la denuncia circostanziata e intransigente delle tante magagne di cui parlano i delegati, in modo da sostenerli concretamente contro eventuali ritorsioni.

I passi successivi che possono fare sono 1. promuovere ispezioni popolari all’interno del Serristori, per verificarne lo stato di smantellamento e individuare i punti da potenziare, sostenere i lavoratori annullando di fatto i vincoli di fedeltà aziendale, 2. Promuovere comitati di controllo costituiti da lavoratori e utenti per far sì che le risorse che arrivano, e arriveranno a frotte anche dalla UE, siano utilizzate negli interessi delle masse popolari e non per clientele, speculazioni e ruberie varie: servono assunzioni di personale, più posti letto e strumenti di ogni genere e non altro!, 3. Sostenere con risorse, contatti e agibilità il confronto, l’organizzazione e il coordinamento dei lavoratori del settore.

Invitiamo i compagni e compagne dei COBAS a tenerci aggiornati sulle eventuali iniziative che speriamo metterete in campo all’avvio del “processo” presso la commissione di disciplina, a cui daremo il massimo sostegno e diffusione possibili.

 

La Federazione Toscana del P.CARC

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