Rilanciamo l’intervista realizzata ad Angelo Iaccobbi, italiano che vive in Venezuela, organizzata in occasione della quattro giorni in memoria di Hugo Chavez e Simon Bolivar organizzata a Napoli dal 24 al 28 luglio.

Il Venezuela è uno dei paesi che si ispira ai paesi socialisti quali quali Cina, Repubblica Popolare Democratica di Corea, Repubblica Socialista del Vietnam e Cuba; paesi che si trovano nella seconda fase dei primi paesi socialisti, ovvero la reistaurazione graduale del capitalismo, fase in cui non vengono più compiuti passi verso il comunismo, i germi di comunismo vengono soffocati, si dà spazio ai rapporti capitalisti ancora esistenti e si cerca di richiamare in vita quelli scomparsi.

In questa pandemia questi paesi, così come il Venezuela, si sono distinti perché hanno offerto aiuti in uomini e mezzi più o meno importanti agli altri paesi. In termini generali e al di là delle grandi differenze per la storia che hanno alle spalle e per lo stato attuale tra i sei paesi, i risultati che hanno ottenuto sono dovuti:
– all’unità di indirizzo che lega le autorità statali e le masse popolari,(1)
– al capillare sistema di organizzazioni che raccoglie una larga parte della popolazione e fa capo al partito comunista,
– alla forte direzione pubblica di gran parte dell’attività economica del paese: settore pubblico dell’economia e pianificazione non solo orientativa (tramite incentivi finanziari, fiscali e affini) ma anche amministrativa (tramite assegnazione di compiti e prescrizioni),
– a un sistema sanitario volto alla tutela della salute della popolazione e lungi dal trattare come merci le prestazioni sanitarie.


Si tratta di tutti aspetti che emergono bene dall’intervista fatta ad Angelo Iacobbi e che vivranno nel tavolo di discussione che si terrà il 16 agosto a Massa, durante la Festa nazionale della Riscossa Popolare 2020, tavolo che porta il titolo “Gli stati canaglia e la lotta contro il Corona virus: Cina, Cuba, Venezuela hanno affrontato l’emergenza Covid-19 meglio dei paesi imperialisti”.

Invitiamo tutti a partecipare alla festa (11-16 agosto) e al tavolo di discussione.

 

Viva l’internazionalismo proletario!

Viva la riscossa popolare che avanza in tutto il mondo!

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