La Federazione Toscana del P.CARC aderisce e invita a partecipare alla manifestazione di Firenze Antifascista Corteo serale in San Frediano – L’antifascismo non si condanna, sabato 4 luglio alle 21:00.  

 

Contro la repressione dei padroni, difendiamo l’agibilità politica degli antifascisti in tutto il paese!

Le sanzioni economiche comminate dai tribunali sono un deterrente aggiuntivo a quelle penali per coloro che osano mettere in discussione lo stato di cose presente e per chi lotta contro gli scimmiottatori del fascismo; è un attacco che subiscono anche i lavoratori nei processi per i licenziamenti illegittimi, venendo costretti al medesimo pagamento delle spese processuali in caso di sentenza avversa: un “regalo” del governo Renzi, che mostra il carattere di classe di un provvedimento che per un operaio e uno studente è una bastonata, mentre per un ricco borghese rappresenta il fastidio di firmare un assegno.

La solidarietà deve essere data a chiunque, andando oltre le differenze ideologiche, organizzative e sindacali; a noi non importa se a essere colpiti sono lavoratori e delegati con tessere di sindacati di regime oppure militanti che adottano forme di lotta più o meno radicali. Le divisioni e le differenze fra buoni e cattivi le lasciamo alla borghesia e ai loro tirapiedi, noi diamo la nostra solidarietà di classe senza se e senza ma ad ogni proletario che con la sua pratica (non con le sue idee) lavora per cambiare il catastrofico corso delle cose e mette in discussione la direzione della società, non fa un passo indietro rispetto alla difesa degli interessi delle masse popolari e della classe operaia e alimenta la lotta di classe.

Dall’esperienza diretta in questo campo, abbiamo elaborato tre principi che vogliamo portare come contributo alla lotta per fronteggiare efficacemente la repressione:

  1. denunciare pubblicamente ogni attacco repressivo di cui siamo oggetto, perché serve a smascherare la reale natura dello Stato borghese. Non solo, bisogna chiedere apertamente la solidarietà da parte delle masse popolari;
  2. trasformare ogni attacco repressivo in occasione di organizzazione e mobilitazione. Significa andare oltre l’aspetto resistenziale, passando dalla difesa all’attacco. Disporsi in modo da combattere in attaccoconsente di “far cadere il sasso sulla testa di chi lo ha sollevato”
  3. passare da accusati ad accusatori, spostando sul piano politico quello che la borghesia vorrebbe tenere sul piano tecnico e legale.

Per quanto ci riguarda pratichiamo la linea di non pagare multe e sanzioni comminate dai tribunali borghesi con l’unico obiettivo di colpire le masse popolari e gli elementi avanzati che lottano per emanciparle dal giogo della borghesia imperialista. Questa è la linea che stiamo adottando rispetto alle multe per oltre 1500 euro comminate a quattro nostri compagni che il 25 aprile a Milano volevano rendere omaggio ai nostri partigiani, facendolo in sicurezza e con le precauzioni anti COVID che Confindustria non ha di certo adottato nelle fabbriche della Lombardia (e non solo) prima, durante e dopo la pandemia. Gli antifascisti devono dare battaglia per l’agibilità politica conquistata con la Resistenza e che con il pretesto della pandemia Covid-19 la classe dominante prova a restringere o eliminare. Praticare questa agibilità politica non è solo il miglior modo per difenderla, ma è la via per estenderla e per avanzare nell’organizzazione dal basso delle masse popolari.

Una cosa è certa: niente sarà più come prima perché niente deve essere come prima. Costruiamo in ogni quartiere e città organismi popolari di controllo e iniziativa popolare per togliere la gestione dell’emergenza e del paese a questa banda di criminali. In questo modo avanziamo verso la costruzione di un governo di emergenza delle masse popolari, facendo un passo nella costruzione della rivoluzione socialista nel nostro paese.

Costruiamo un fronte solidale il più ampio possibile!

Quelle multe sono illegittime e illegali, non vanno pagate! 

Fare ricorso, denunciare per violazione della costituzione le autorità che le hanno ordinate, farci un bel falò!

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