Rilanciamo e invitiamo alla massima diffusione l’appello del Comitato Lavoratori Scuola Siena e il video della giornata di mobilitazione cittadina del 23 maggio.

Spazio alla scuola, posto ai precari

Di fronte all’emergenza sanitaria, migliaia di insegnanti si sono dati da fare per garantire a tutti un diritto
(l’istruzione) sentito come necessario (tanto quanto la sanità): ed infatti le attività didattiche non si sono fermate con
la chiusura della scuola.
Anzi, se possibile, il lavoro per noi docenti è aumentato: lezioni pomeridiane per non lasciare indietro nessuno,
materiale elaborato ex novo per semplificare gli argomenti e renderli accessibili a tutti, necessità di interazione più
diretta con le famiglie per capire esigenze e problematiche, sperimentazioni di ogni tipo per non lasciare soli gli
alunni con difficoltà…Il tutto con la consapevolezza che la Didattica a Distanza non sostituirà mai la presenza fisica
sia perché la scuola è un momento di formazione e di educazione totale sia perché la DaD aumenta a dismisura la
divergenza tra studenti (tra ricchi e poveri, tra bravi e meno bravi, tra chi può contare sull’aiuto dei genitori e chi ha
i genitori fuori per lavoro …).
Non chiediamo uno stipendio più alto: chi sceglie di fare l’insegnante non lo fa di certo per arricchirsi.
Chiediamo (lo sappiamo: è paradossale) che vengano attuati i nostri diritti: il diritto ad un lavoro stabile che ci
garantisca una vita dignitosa.
Ci viene detto che “si può accedere al pubblico impego solo mediante concorso” da Costituzione (art. 97),
Costituzione che viene in questo caso sbandierata dagli stessi che palesemente la calpestano altrove.
Ma siccome ci piace ragionare per vie legali, potremmo anche noi fare appello a dei “precedenti”: i “ruoli speciali
transitori” del 1948, la stabilizzazione degli idonei del 1956, i concorsi per soli titoli riservati ai precari del 1958, la
legge Bellisario del 1966, l’abilitazione tramite corso abilitante degli anni ’71-’74, le GAE dal 2006, il concorso non
selettivo riservato a abilitati e PASsini nel 2018. A livello europeo, la Direttiva n. 1999/70 continua a non essere
presa in considerazione dal Governo italiano.
Insomma in passato sono stati molteplici i momenti in cui sono stati assunti docenti senza concorso e nessuno se ne
è giustamente meravigliato (e perché avrebbe dovuto?).
Abbiamo, ovviamente, saltato alcuni passaggi e tralasciato tutte le inadempienze dei Governi che si sono succeduti
i quali (alla faccia dei Decreti e delle Leggi di Bilancio, ultima delle quali quella del dicembre 2018!) hanno
puntualmente slittato concorsi previsti, aumentando vertiginosamente il numero di precari – e, quindi, i disagi nella
scuola (con docenti assunti anche dopo mesi dall’inizio delle attività didattiche). E ora, per colpa loro, dobbiamo
rimetterci noi e gli studenti!
In ogni altro settore, dopo tre anni di servizio il lavoratore ha diritto ad essere assunto perché ha dimostrato di saper
fare il suo lavoro. Per noi precari storici della scuola non succede. Perché? Noi non abbiamo dimostrato in questi
anni (a volte decenni) di saper insegnare? Se no, perché continuiamo ad essere assunti ?
E’ così strano, perciò, pretendere una procedura emergenziale, come è emergenziale la situazione in cui ci troviamo
( e come sono state emergenziali le misure didattiche che abbiamo adottato)? Abbiamo dimostrato ancora una volta
in questa occasione quanto il nostro ruolo sia indispensabile: non ci siamo tirati indietro (se lo avessimo fatto non
avremmo garantito a milioni di studenti il diritto all’istruzione), abbiamo superato le difficoltà tecniche e materiali
del caso, ci siamo messi in gioco.
Se i precedenti appena riportati non bastano, che il governo vari un decreto apposito! Ha dimostrato fin dall’inizio
del mandato di essere in grado di farlo (Decreto Dignità, Decreto Sicurezza, Decreti Rilancio…).
Poiché i Sindacati, a nostro avviso, non hanno risposto adeguatamente al concorso bandito in piena pandemia, un
concorso che mette a repentaglio non solo la nostra carriera ma anche la nostra vita, abbiamo deciso di
autoorganizzarci per far sentire la nostra voce. Chi meglio di noi sa quello che serve alla scuola e ai nostri alunni?
E’ necessario stabilizzare subito i precari storici e riaprire a settembre le scuole in totale sicurezza; questo significa
non solo garantire i DPI ma anche le distanze di sicurezza diminuendo il numero di studenti per classe e, quindi,
assumendo un numero maggiore di insegnanti.
Gli studenti hanno diritto all’istruzione e ad un insegnamento e un’educazione davvero efficaci (possibile solo in
presenza) e i docenti ad un lavoro stabile che garantisca loro una vita dignitosa.
Chiediamo l’appoggio anche dei genitori, degli studenti e di tutti quelli che hanno a cuore il futuro della scuola: in
una situazione d’emergenza sono necessarie misure d’emergenza!

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