Costruire ovunque organismi di controllo e iniziativa popolare per togliere a questi servi di Confindustria la gestione dell’emergenza e della società.

Ieri siamo tornati in Martesana per denunciare la mala gestione dell’emergenza economica della giunta leghista e della giunta comunale e per promuovere l’organizzazione e la mobilitazione degli abitanti del municipio 2 per lo sblocco della CIG, per l’allargamento dei buoni spesa (ne sono stati consegnati solo 13mila, mentre ne avrebbero diritto almeno 20mila persone sulle 35mila che ne hanno fatto richiesta) e per l’estensione del reddito di cittadinanza a tutti gli adulti che non stanno percependo alcun tipo di reddito.


I dati che abbiamo raccolto sono, ovviamente, desolanti:
partite IVA che hanno avuto accesso al bonus da 600 euro ma a cui ancora non è arrivato o partite IVA che ancora sono in attesa che l’INPS elabori la richiesta; lavoratori in attesa della CIG in deroga dal mese di marzo; a questo si aggiunga che il bonus affitti del Comune di Milano non è stato ancora messo a disposizione dei proprietari delle case in locazione.

La situazione economica è grave, ma possiamo risolverla: dal basso, uniti e organizzati! E’ questo quello che abbiamo detto ieri. Non aspettiamo che questi servi di Confindustria ci risolvano i problemi, perché è evidente che non hanno la benché minima intenzione di risolverli.
Mobilitiamoci per imporre che i soldi vengano utilizzati per i lavoratori e per chi un lavoro non ce lo ha più!

I soldi ci sono, un esempio? Ai dirigenti del Comune di Milano sono stati aumentati recentemente gli stipendi fino a 23.000 EURO ANNUI! Che Sala invece di alzare gli stipendi ai dirigenti prendesse i soldi e li destinasse ai bonus affitti e ai buoni spesa!

Organizziamoci dal basso, coordiniamo tutte le realtà che si stanno impegnando su questo terreno!

Le misure da attuare in campo economico: 

  • Garanzia di salario dignitoso e condizioni di lavoro sicure a chi continua a lavorare per produrre beni e servizi necessari, blocco dei licenziamenti, stabilizzazione dei precari e nuove assunzioni a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori
  • Chiusura temporanea delle aziende finché la loro produzione non diventa indispensabile per la popolazione, garanzia di salario pieno ai lavoratori per tutto il tempo in cui le aziende restano ferme, blocco dei licenziamenti e prolungamento dei contratti precari
  • Integrazione delle produzioni essenziali svolte da lavoratori autonomi e assegnazione di un reddito dignitoso e sospensione di tasse, mutui, ecc. per i lavoratori autonomi che non svolgono attività essenziali
  • Mobilitazione dei disoccupati con assegnazione di un salario e, su base volontaria, dei lavoratori delle aziende temporaneamente chiuse, degli studenti che hanno superato la maggior età e dei pensionati in buona salute, per svolgere le attività necessarie alla lotta all’epidemia

Partito dei CARC Sezione di Milano Nord Est Teresa Noce

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