Condividiamo e rilanciamo un documento scritto e reso pubblico da alcuni lavoratori della sanità nel quale prendono posizione rispetto alle numerose riaperture ad opera della Prefettura di  fabbriche che producono beni non essenziali. Riteniamo importante diffondere questo documento non solo perché il suo contenuto che va ad affiancarsi alle altre denunce  uscite in questi giorni sul nostro territorio, da parte di lavoratori e sindacati sulle aperture indiscriminate di produzioni non essenziali, di scarse sicurezze nei luoghi di lavoro e di totale mancanza d controlli;  ma anche e sopratutto perché è un buon esempio di legame e coordinamento tra lavoratori che operano in settori diversi.

L’aggravamento della crisi economica dettato dall’attuale emergenza sanitaria sarà l’occasione per i capitalisti per inasprire le condizioni di vita e di lavoro in ogni settore privato e pubblico, sarà l’occasione per inasprire la repressione nei confronti di quei lavoratori che osano ribellarsi e denunciare le condizioni sul proprio luogo di lavoro, sarà l’occasione per fagocitare nel privato ciò che resta della sanità e degli altri servizi pubblici.

L’organizzazione nei luoghi di lavoro privati e pubblici e il coordinamento tra lavoratori dei vari settori è il passo primario e fondamentale per far siano i capitalisti a dirigere  l’aggravamento della crisi e a scaricarlo sulle spalle delle masse popolari. Per questo come Partito dei Carc sosteniamo ogni sforzo e ogni iniziativa che va nella direzione dell’organizzazione e il coordinamento dei Lavoratori.

 

Segue comunicato

 

 

Al prefetto di Massa Carrara

 

Alla cittadinanza e alle istituzioni locali

 

In nome di quello che è stato fatto fino ad oggi, in nome di tutti i colleghi che si sono ammalati o che sono morti dopo tremende sofferenze noi operatori sanitari siamo consapevoli che l’eventualità di una nuova ondata di contagi è un rischio che non possiamo permetterci in quanto vanificherebbe il sacrificio e il duro prezzo di vite umane fin qui pagato. Perché il rischio di un nuovo picco dell’epidemia in questa fase delicata nella lotta contro un nemico subdolo e sconosciuto fino a poche settimane fa non lo possiamo correre.

La Prefettura di Massa Carrara ha concesso la riapertura di numerose aziende a fronte delle tante domande di deroga al Decreto Coronavirus.

Noi operatori sanitari di Massa Carrara abbiamo fatto l’impossibile per tutelare la salute di tutti i cittadini, tutti e tutte, nessuno escluso, anche di coloro che si sono messi a rischio, in barba a decreti e provvedimenti. Siamo rimasti in corsia, non abbiamo mollato, abbiamo fatto appelli, sono state rilasciate interviste per far capire l’eccezionalità dell’emergenza che ha colpito il nostro territorio, proprio oggi che si cominciano ad intravedere segnali di speranza e di miglioramenti è importante continuare a stringere i denti e a continuare su questa strada.

L’apertura delle fabbriche che producono beni non essenziali, come già più volte denunciato pubblicamente da sindacati e lavoratori, ci fanno temere un pericoloso colpo di coda: non siamo ancora in fase di ripresa, stiamo ancora risolvendo la fase di picco! Davvero vogliamo vanificare gli sforzi? Davvero vogliamo correre il rischio di dover affrontare una nuova fase di emergenza con ripercussioni ancora peggiori sul sistema sanitario e sull’economia? State a casa, fermate le attività ancora fino a quando l’epidemia non sarà sconfitta, mettendo comunque nelle condizioni di sopravvivere le persone che non possono godere della cassa integrazione.

Di produzioni non strettamente indispensabili si può fare a meno, dei nostri cari, dei posti in terapia intensiva no. Invertite la rotta o saremo noi infermieri, medici e operatori sanitari tutti a fermarci.

Lavoratori della sanità Massa Carrara

 

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