Raramente sulle pagine di Resistenza ci siamo rivolti direttamente e specificamente a voi proletari in pensione, ma in un momento come questo, in cui la figura del pensionato viene considerata l’agnello sacrificale dell’emergenza Covid-19, pensiamo serva invece sottolineare l’importanza del vostro contributo: per il lavoro in produzione che avete svolto e per il ruolo nella lotta di classe che potete assumere ancora oggi, in pensione.

Molti di voi sono depositari dell’esperienza delle lotte della classe operaia e delle masse popolari dal dopoguerra fino a oggi.

Siete stati protagonisti della lotta per le conquiste e per i diritti in ogni ambito (lavoro, scuola, sanità, diritto di famiglia, diritti civili, ecc.) che da quarant’anni a questa parte la classe dominante sta smantellando un pezzo alla volta. Molti di voi hanno partecipato all’assalto al cielo negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, alcuni fra i più anziani di voi hanno affrontato i fascisti e i nazisti con le armi in pugno o come staffette partigiane. Questa è la tradizione e l’esperienza di cui siete depositari.

Attingiamo a piene mani e traiamo validi insegnamenti dall’esperienza dei Consigli di Fabbrica nati dopo il ’69: oggi, come mai prima d’ora, è necessario riscoprire quella pratica che noi indichiamo come modello a cui ispirarsi per formare le organizzazioni della classe operaia, spina dorsale della costruzione di una nuova e migliore società.

Per questo negli ultimi mesi ci siamo impegnati nel raccogliere da molti di voi la testimonianza viva di quelle che furono le lotte e le organizzazioni degli operai degli anni ’70 e successivi, producendo e pubblicando sul nostro sito svariate interviste sui Consigli di Fabbrica.

Ma non solo di memoria e testimonianza è fatto il contributo che potete e che dovete dare, che vi chiediamo di dare!

La lotta attuale per imporre un governo di emergenza delle masse popolari organizzate per avanzare verso il socialismo ha bisogno di tutti voi e a tutti quelli che vogliono riscatto offre un posto per combattere.

Il sistema capitalista vi tratta da esuberi, instillando in voi il senso di inutilità, la spossatezza, lo smarrimento, vi rende cavie per i suoi prodotti farmaceutici, vi relega a quell’inattività che toglie un senso anche al riposo. La borghesia ci spreme fino all’osso, ci deforma fisicamente e moralmente per mantenere in vita il suo sistema, mina alla radice lo sviluppo intellettuale, morale e fisico dell’essere umano proletario piegandolo ai suoi interessi. Quando poi è costretta a rinunciare ai nostri servigi, quando ci ha spremuto abbastanza mettendoci fuori uso o perché costretta da quelle residue leggi che ancora ci tutelano (frutto soprattutto delle vostre lotte negli anni passati!), lo fa trattandoci da parassiti o sfaticati, da esuberi appunto.

Quella che dobbiamo costruire è una società dove nessuno è un esubero, perché si basa sul lavoro e l’organizzazione delle masse popolari per conseguire i propri interessi.

Una società dove è bandita la legge del profitto. Una società alla cui costruzione molti di voi hanno dedicato in passato tempo, risorse, energie ed esperienza. Una società che a ognuno dà quanto serve per vivere e che da ognuno chiede un contributo per funzionare nell’interesse di tutti, che quindi ha bisogno e offre un ruolo a ognuno dei suoi componenti. Questo tipo di società che non conosce esuberi, non abbandona nessuno, non lascia indietro nessuno, si chiama socialismo.

La rivoluzione socialista è la prospettiva di riscatto per voi come per i vostri figli e nipoti, contribuire a costruirla è il più grande servizio e atto d’amore che possiate fare verso di voi e verso chi vi circonda.

Per questo vi invitiamo a contattare le nostre sezioni (vedi gli indirizzi a pag. 8) per confrontarvi, per discutere insieme su cosa fare e per attivarvi. Coinvolgete i vostri figli e nipoti e avviateli alla lotta per costruire un futuro radioso!

Questa lotta è la vostra lotta e i comunisti vi chiamano a farne attivamente parte.

Il socialismo non è una bella utopia, ma il futuro dell’umanità!

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