L’EMERGENZA SANITARIA, ECONOMICA E POLITICA SI DISPIEGHERANNO PER LUNGO TEMPO, finché i lavoratori e le masse popolari organizzati dai comunisti non porranno fine al sistema capitalista e costruiranno la nuova società socialista. Questa è l’indicazione che ci viene dall’esperienza cinese di questi giorni.
La Repubblica Popolare Cinese forse è venuta a capo in pochi mesi all’emergenza sanitaria, solo perché la RPC è ancora un paese per metà socialista: gran parte della struttura produttiva è ancora pubblica, il servizio sanitario e la ricerca scientifica sono ancora pubblici e la mobilitazione delle masse è una pratica in una certa misura persistente.
Questa emergenza sta mettendo a nudo e facendo scoppiare mille problemi ed emergenze che esistevano anche prima: non dobbiamo alimentare posizioni del tipo “quando torneremo alla normalità riparleremo della sanità, di rivendicazioni, ecc.”.
ABBIAMO BISOGNO DI UN GOVERNO D’EMERGENZA, un governo che

  • nazionalizza le aziende dei capitalisti che non collaborano, crea nuove aziende pubbliche (o riconverte o amplia quelle esistenti),
  • inquadra in un piano economico nazionale le aziende capitaliste, le aziende pubbliche, le cooperative vecchie e nuove e le altre strutture economiche, iniziando dai casi in cui l’azienda non funziona o non fornisce i beni e servizi necessari o fornisce beni e servizi non corrispondenti alle esigenze della società oppure nocivi.
    Noi, e tutti quelli che aspirano al comunismo, dobbiamo usare questa situazione di emergenza per accelerare il percorso per farla finita con il capitalismo e instaurare l’unico sistema confacente con il carattere collettivo che la società ha raggiunto, il socialismo.
    LA NOSTRA LINEA D’AZIONE è mobilitare e organizzare le masse popolari a far fronte all’emergenza sanitaria, economica e politica e indirizzare ogni organismo operaio e popolare alla costituzione di un proprio governo d’emergenza.
    ATTUARE QUESTA LINEA SIGNIFICA CHE OGNI ORGANISMO OPERAIO E POPOLARE, ogni organizzazione politica e sindacale in qualche modo legata alle masse, ogni circolo e associazione in queste settimane:
  • NON DEVE SOTTOSTARE ai diktat della borghesia, alle sue manovre e al suo sistema di potere.
  • NON DEVE ASPETTARE che la soluzione del problema arrivi dal governo, dai partiti di governo o di opposizione. La stragrande maggioranza di loro (dal polo PD e gregari al polo Berlusconi-Lega) sono gli artefici dell’attuale disastro in campo sanitario, economico e sociale. Sono loro che hanno governato e governano il Paese, le regioni e le città.
  • NON DEVE LASCIARE LIBERI DI AGIRE i pescecani e gli avvoltoi che si stanno alleando e scontrando per spartirsi il bottino dei 25 miliardi stanziati dal governo. Sono tornati gli affaristi e speculatori delle emergenze terremoti alla Bertolaso e soci, i faccendieri della gloriosa sanità privata lombarda-veneta dei Formigoni, Don Verzè, Zaia, gli industriali che hanno distrutto l’apparato industriale del paese, il Vaticano e la Chiesa Cattolica con le sue opere pie ed enti (che ripartono per racimolare fondi, finanziamenti pubblici).
    NON PERMETTIAMO che industriali, trafficanti, speculatori, organizzazioni criminali e Vaticano, che hanno devastato il paese, continuino a farlo. Questa è l’unità nazionale promossa da Mattarella, Conte e Gualtieri. Un’altra “unità nazionale” contro i lavoratori e le masse popolari per gestire il grande affare dell’emergenza Coronavirus.
    Gli attivisti, i parlamentari e ministri veramente onesti del M5S non devono permetterlo e per farlo devono sostenere in ogni modo le organizzazioni operaie e popolari che si organizzano, nelle fabbriche e nei territori, per imporre le misure di emergenza che servono (misure di sicurezza, assistenza sanitaria, reddito, condizioni di vita dignitose per tutti e non le briciole del decreto Conte).
    Possiamo e dobbiamo impedire l’ennesimo scempio del paese con la mobilitazione e l’organizzazione dei lavoratori, dei giovani e delle masse popolari. Solo le masse popolari organizzate possono far fronte all’emergenza sanitaria, economica e politica e impedire che continuino a devastare il Paese.
    Lavoratori, pensionati non finanziate la raccolta fondi di questi parassiti, usati le poche risorse che avete per sostenere l’organizzazione e la mobilitazione dei comunisti e le organizzazioni di solidarietà da basso, per la solidarietà proletaria.
    CHIAMIAMO OGNI GRUPPO DI LAVORATORI DELLE AZIENDE PRIVATE e PUBBLICHE A ORGANIZZARSI (anche in piccoli gruppi possono al di là delle sigle sindacali) per prendere in mano la gestione delle misure di sicurezza sanitarie e per occuparsi del futuro della loro azienda e per coordinarsi (fare rete) con i lavoratori delle altre aziende (nessuna azienda deve chiusa e nessun lavoratore fisso o precario che sia deve essere licenziato; assumere le persone che servono per l’emergenza sanitaria, per la produzione del materiale sanitario che serve, per svolgere i servizi che servono).
    CHIAMIAMO OGNI GRUPPO DI STUDENTI E DI ALTRI GIOVANI A ORGANIZZARSI (anche in piccoli gruppi) per sostenere la lotta degli operai delle aziende pubbliche e private, in questa fase particolare i lavoratori della sanità che stanno facendo grandi sacrifici, per occuparsi della gestione dell’emergenza sanitaria e della sicurezza dei territori, organizzando le Brigate di Solidarietà nelle varie zone, che agiscono in modo coordinato con altre presenti nei vari territori.
    DOBBIAMO ORGANIZZARE L’INFORMAZIONE DEI LAVORATORI E DELLE MASSE POPOLARI in autonomia dal circo mediatico e contro la sua intossicazione e diversione. La borghesia ci vuole chiusi in casa a subire il suo bombardamento mediatico. Noi dobbiamo usare ogni strumento (social, telefono, volantini, manifesti, striscioni) per organizzare l’informazione che serve ai lavoratori e alle masse popolari per conoscere la situazione e per organizzarsi meglio.
    TUTTI DOBBIAMO PROMUOVERE E SOSTENERE LE MOBILITAZIONI DEI LAVORATORI, DEI PRECARI, DEI DISOCCUPATI VECCHI E DEI NUOVI CREATI DALL’EMERGENZA SANITARIA, PER IL LAVORO E IL REDDITO (sostegno al reddito delle famiglie, “reddito di quarantena”, servizi sanitari di prevenzione e di cura, diritti all’informazione), solo con la lotta è possibile impedire l’ennesimo scempio di risorse pubbliche
    Compagni, l’emergenza sanitaria ed economica con cui abbiamo a che fare è come una guerra: la classe dominante e le sue istituzioni la conducono combinando la promozione di un clima di “unità nazionale” intorno ad esse con l’incuria verso le masse popolari nel tentativo di impedire che le masse popolari si organizzino e si mobilitino per prendere in mano le sorti del paese.
    Noi comunisti, con i lavoratori e i giovani che vogliono farla finita con la guerra di sterminio della borghesia, dobbiamo usare questa situazione straordinaria per mobilitare e organizzare le masse popolari a far fronte all’emergenza sanitaria, economica e politica che ha investito il Paese.
    USIAMO QUESTA SITUAZIONE DI EMERGENZA PER INDIRIZZARE OGNI ORGANISMO OPERAIO E POPOLARE ALLA COSTITUZIONE DI UN PROPRIO GOVERNO DI EMERGENZA, IL GOVERNO DI BLOCCO POPOLARE E DA LÌ AVANZARE VERSO L’INSTAURAZIONE DEL SOCIALISMO.

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