Trasmettiamo un contributo giunto alla redazione dell’Agenzia Stampa del P.CARC da parte di un compagno a proposito dell’ “emergenza Coronavirus” e l’azione terroristica della borghesia.

Buona lettura

***

Sabato 21 febbraio è iniziata una vera e propria campagna terroristica contro le masse popolari da parte dei vertici della Repubblica Pontificia e i giornali loro lacchè che gli hanno fatto eco: “IL VIRUS E’ TRA NOI”, “TENTATA STRAGE”, “EPIDEMIA”, “ALLARME ROSSO” sono alcuni dei titoli dei giornali e telegiornali che, in prima pagina e con “aggiornamenti ora per ora” hanno terrorizzato le masse popolari italiane per “l’emergenza Coronavirus”. A questo si sono aggiunte le “misure emergenziali” di governo e regione: zone rosse e “coprifuoco”, militarizzazione dei territori (37 posti di blocco 24 ore su 24 nel lodigiano), isolamento e quarantena di decine di migliaia di persone, cancellazione di treni e aerei, chiusura di scuole e uffici pubblici, divieto di aggregazione e di manifestazioni ecc. Il tutto per un virus influenzale ancora sconosciuto ma poco più mortale (in percentuale) dell’influenza stagionale, che conta una decina di morti in età molto avanzata e tutti con patologie gravi, le cui condizioni sono peggiorate a causa del Coronavirus.

Queste misure sono vere e proprie prove generali di “stato di polizia”, al limite dell’eversione, e non a caso i portavoce politici delle Larghe Intese ne hanno approfittato: da Forza Italia al PD, dalla Lega a LeU e pezzi del M5S hanno invocato “l’unità nazionale” e l’istituzione di un “governo d’emergenza” di tutti i partiti per far fronte alla “crisi epidemiologica ed economica” causata dal Coronavirus. Di fronte a questa gestione irresponsabile e criminale dell’ordine pubblico e di quella che è una poco più che passeggera influenza (la stragrande maggioranza delle persone nel modo sta guarendo con cure normalissime!) bene hanno fatto quelle persone che hanno deciso di violare le zone rosse, di rompere l’isolamento, insomma violare misure illegittime e da vera e propria guerra civile imposte da governo e regioni.

La classe dominante sta usando “l’emergenza Coronavirus” per nascondere la malagestione del paese: treni deragliati, sistema sanitario allo sbando e in dismissione, disastro ambientale, emergenza lavorativa (non a caso i padroni sciacalli hanno approfittato per chiedere CIG e avvallare chiusure e riduzione di personale per colpa dei blocchi di merci, delle riduzioni dei trasporti e altre scuse accampate pur di attaccare i lavoratori). Ma questa propaganda di guerra e le misure che il governo sta adottando si sono già rivolte in una certa misura contro chi le ha promosse (non a caso ora fanno a gara nell’invitare alla “calma” e hanno abbassato i toni giornalisti e politicanti): la violazione delle zone rosse e delle restrizioni, i supermercati letteralmente svuotati dalle masse impaurite, le proteste di genitori e insegnanti per la chiusura delle scuole e la malagestione della cosa, le proteste dei lavoratori degli ospedali al collasso, nelle zone a rischio, per le emergenze e per i tagli al SSN perpetrati per anni, dimostrano che le masse popolari non hanno fiducia nella gestione dell’ “emergenza Coronavirus” da parte della classe dominante, dimostra che il tentativo che i vertici della Repubblica Pontificia per rafforzare “l’unità nazionale” (tradotto: la fiducia delle masse popolari nei loro confronti) si infrange contro la sfiducia crescente, che non possono controllare nemmeno di fronte alla dichiarazione di una epidemia nazionale e internazionale. Ogni toppa che la classe dominante cerca di mettere per arginare l’ingovernabilità crescente non fa che peggiorare la situazione.  

Bisogna trasformare il terrorismo promosso dalla borghesia su questa vicenda nel suo contrario: bisogna violare le disposizioni antipopolari emesse dal governo, bisogna mobilitarsi perché vengano prese misure di emergenza per quelli che sono i reali problemi del paese!

Carenza di personale nelle strutture sanitarie, trasporti, morti sul lavoro, ammalati e morti per inquinamento, dissesto idrogeologico, licenziamenti e disoccupazione: non abbiamo visto una campagna di emergenza da parte del governo per quelli che sono i problemi reali del paese di fronte cui impallidiscono i poco più di 800 contagiati da una febbre stagionale (a fronte di circa 60 milioni di persone).

Le organizzazioni popolari, dal Movimento No TAV ai comitati ambientalisti, da Taranto alla Valsusa, devono mobilitarsi affinchè i veri soggetti messi a rischio dall’emergenza ambientale e dall’inquinamento dell’ILVA di Taranto siano tutelati: quanti morti al mese provoca l’inquinamento ambientale e la malagestione dei territori?

I comitati popolari che si occupano della difesa della sanità pubblica devono svolgere un’ampia campagna di denucnia dello smantellamento del Sistema Sanitario Nazionale, mobilitarsi affinchè vengano assunti infermieri e medici per mettere mano alla carenza di personale nelle strutture sanitarie, devono mobilitare le masse popolari affinchè venga allargata la prevenzione alle malattie: l’emergenza Coronavirus ha dimostrato quanto sia carente la promozione di una cultura alla prevenzione e soprattutto di una comprensione giusta dei fenomeni epidemiologici!

Gli organismi di lavoratori (dalle aziende private a quelle pubbliche) devono mobilitarsi affinchè non si rivolgano contro i lavoratori queste misure antipopolari: chiusura di aziende e scuole con la promessa (forse) della CIG, minacce di chiusure per “il blocco delle merci”, minacce di licenziamento che i padroni usano strumentalmente per cavalcare “l’emergenza” e ottenere favori e prebende dai governi di turno!

Se tutto questo vuol dire violare le misure “straordinarie” imposte dal governo, bisogna farlo!

Emanuele

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here