Il Coordinamento art. 1 Camping CIG in questi giorni si è posto alla testa della mobilitazione dei cittadini di Piombino per un presidio, martedì 18 febbraio, da tenere a Roma sotto le finestre del MISE in occasione dell’incontro tra Azienda JSW, Sindacati e Istituzioni coinvolte nell’ Accordo di Programma del 24 luglio 2018. Si tratta di un incontro atteso da tempo e decisivo per il futuro di tutta la città.

Questa chiamata è stata inviata dopo un lungo percorso di lotta e di assemblee che hanno coinvolto tutta la città. In particolare ricordiamo l’assemblea convocata dal Comune di Piombino lo scorso 30 gennaio in cui gli operai di Camping CIG si sono presi la responsabilità di illuminare la via a tutta la platea presente indicando quelle misure concrete e immediate che servono realmente alla città. La chiusura di un’azienda non è un problema del padrone o di chi ci lavora, è un problema sociale, che coinvolge tutti gli abitanti del territorio. Gli operai di Camping CIG hanno mostrato bene come la chiusura di un’azienda possa essere ribaltata in una possibilità di cambiamento e di lavoro utile e dignitoso per tutti. I territori hanno bisogno di lavori di pubblica utilità per essere bonificati dall’inquinamento, sottratti al degrado e salvaguardati, con manutenzione e cura, dal dissesto idrogeologico e l’abbandono. Allo stesso tempo non bisogna assolutamente permettere che le aziende vengano chiuse e delocalizzate ma, se necessario, vanno nazionalizzate!

In particolare l’operaio Francini di Camping CIG ha ben spiegato che l’obiettivo circa Jindal debba essere “l’ingresso dello Stato nella gestione della Società JSW Steel Italy, per ricondurla alla logica Costituzionale della funzione sociale dell’impresa”. Se non si dovesse riuscire in questo obiettivo, l’operaio Francini ha, inotre, indicato sette punti che in alternativa debbano essere inseriti nell’accordo[1]. A partire dalla vertenza Jindal Camping CIG ha però deciso di chiamare alla lotta tutti i piombinesi per imporre le misure che servono più complessivamente alla città, reti di trasporto, infrastrutture, posti di lavoro, ambiente e tanto altro.

Si tratta di misure utili che mostrano bene come un organismo operaio possa agire da Nuova Autorità Pubblica, un’autorità, cioè, che non si limita a combattere la propria vertenza ma che si occupa di quanto avviene attorno alla fabbrica e si mobilita insieme al resto della città per imporre le misure che servono alle masse popolari per fare fronte alla crisi generale del capitalismo. La battaglia via via richiederà di scendere sempre più nel concreto e porrà gli operai sempre più nelle condizioni di non illudersi che un sindaco, un consigliere regionale o un ministro si convincano delle loro parole e facciano quanto detto; un sindaco, un consigliere regionale o un ministro faranno quanto gli operai e i piombinesi gli diranno di fare, nella misura in cui non gli si lascerà respiro, gli si starà con il fiato sul collo in termini di contestazioni, presidi ma anche con azioni di lotta in cui si cominciano ad attuare dal basso quei punti che si rivendicano alle autorità. Il futuro della lotta degli operai della ex Lucchini e dei piombinesi dipende da quanto loro stessi contenderanno dal basso il governo del territorio attuando o facendo attuare le misure che servono agli operai e alle masse popolari piombinesi. I presidi, i banchetti e le azioni di lotta promosse in vista dell’incontro del 18 febbraio al MISE sono passi che vanno in questa direzione.

Prendere in mano l’iniziativa e non lasciare fiato al padrone!

Non sono i padroni ad essere forti, è la classe operaia che ancora deve far valere tutta la sua forza!

 

[1] 1) Il Piano che verrà presentato dovrà avere carattere definitivo e non preliminare. La città deve essere messa in grado quanto prima di esercitare la sovranità sul suo territorio e di darsi un assetto urbanistico conforme alle esigenze della diversificazione economica;

2) Trasformare tutte le promesse contenute in AdP in impegni certi, con scadenze datate, con penali in caso di inadempienze, sino alla riacquisizione sotto la gestione pubblica dello stabilimento in caso di inadempienze gravi;

3) Scadenze precise e a più breve termine dovranno riguardare in particolare l’investimento di 18 Mln per i treni di laminazione e la demolizione dei vecchi impianti, importante anche per la protezione della salute pubblica;

4) No alla produzione di acciai al Piombo e comunque a eventuali altre lavorazioni particolarmente nocive per i lavoratori o per la popolazione generale;

5) Ogni nuovo impianto deve essere dotato delle più moderne applicazioni per la salvaguardia dell’ambiente interno ed esterno e le lavorazioni con maggior impatto potenziale sull’ ambiente generale devono essere allontanate dalla città;

6) Il Governo dia una risposta chiara e definitiva su costi dell’energia, sugli altri incentivi promessi, sulle concessioni marittime, collegandole con precisione e concretamente all’ avanzamento degli investimenti dell’azienda. Il Porto deve conservare ampia possibilità di sviluppo per traffici diversi da quelli asserviti allo stabilimento siderurgico;

7) La sorveglianza commissariale sulla gestione dello stabilimento sia prolungata sino a tutta la durata del Piano di investimenti.

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18 febbraio: tutti a Roma al MISE!

Il Coordinamento art. 1 Camping CIG ribadisce il suo forte invito alla popolazione piombinese perché faccia sentire la propria voce sotto le finestre del MISE a Roma, per martedì 18 febbraio, in occasione dell’ incontro tra Azienda JSW , Sindacati e Istituzioni coinvolte nell’ Accordo di Programma del 24 luglio 2018; incontro atteso da tempo e molto importante per il futuro non solo della siderurgia piombinese, ma per lo sviluppo diversificato di tutta la zona.
Lo sciopero della fame, promosso dal Camping CIG per rompere l’immobilismo a cui i tempi lunghi e i rinvii di Jindal ci inchiodano e per dare visibilità nazionale al “caso Piombino”, chiedeva una mobilitazione unitaria della città, in difesa della occupazione, dell’ambiente, della salute e sicurezza di lavoratori e cittadini, per un nuovo sviluppo diversificato moderno ed ecocompatibile . L’iniziativa ha ricevuto testimonianze di solidarietà da parte di tutte le forze politiche locali, di un ampio fronte di forze sindacali, di numerose associazioni e singoli cittadini.

A loro ci rivolgiamo, perché, nell’ interesse generale di tutte le categorie sociali e in coerenza con quelle espressioni di solidarietà, organizzino una presenza significativa a Roma. Noi ci saremo comunque. Per coloro che vorranno organizzativamente associarsi a noi (nel rispetto reciproco delle diversità di identità, bandiere e messaggi), l’appuntamento è per la mattina del 18 alle ore 06:30 (partenza treno 06:50) alla stazione di Campiglia Marittima e alle ore 06:40 (partenza treno ore 07:00) alla stazione di Follonica. Alle ore 10:30 saremo davanti al MISE (abbiamo effettuato gli adempimenti di legge presso le autorità di polizia).

Per informazioni e istruzioni per il viaggio, contattare entro Sabato 15 ore 12:00: n. cell. Paolo 3341474905; e-mail: Francesco: fr.pappalardo@gmail.com.

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